Il termine larve spiritiche evoca immagini inquietanti e misteriose di entità malevole che, secondo alcune credenze, popolano il mondo invisibile che coesiste con la nostra realtà quotidiana. Questi “spiriti”, spesso descritti come esseri deformi e spaventosi, sono figure oscure e sinistre che appaiono nelle leggende e nei racconti del folklore di molte culture. Ma cosa sono esattamente le larve spiritiche? Quali sono le loro origini e il loro significato? Perché sono considerate così temibili? Lo scoprirete continuando a leggere questo articolo!
Nell’articolo, eviterò di utilizzare il condizionale d’obbligo per facilitare la comprensione del testo. Sebbene non espliciterò il condizionale, rimane inteso che molte delle affermazioni non sono assolute. Adottando questo approccio, cercherò di ridurre l’ambiguità e rendere il contenuto più diretto e incisivo, evitando che affermazioni troppo categoriche lascino eccessivo spazio alla riflessione e all’interpretazione.
Dominio spirituale e dominio fisico
Il dominio spirituale (o astrale) e il dominio fisico coesistono. Per chi crede nel mondo astrale, la scienza non sarebbe in grado di confermare l’esistenza degli spiriti, nonostante numerose persone abbiano vissuto esperienze “paranormali” con fantasmi ed altre entità nel corso della loro esistenza. Si crede esistano persone con il dono della chiaroveggenza o la moda del ghost hunting porta individui a visitare luoghi presumibilmente infestati.
Secondo la credenza paranormale, esistono molteplici esseri che risiedono nel dominio spirituale e alcuni di essi sono in grado di trasformarsi in un’entità parzialmente fisica quando lo desiderano. Questo è il caso delle entità fatate, degli elementali e di altre creature “leggendarie”. Alcune di queste entità sono maestri del cambiamento di forma, capaci di manipolare l’elemento etereo per modificare il proprio aspetto. La mente umana può percepire solo ciò che è attualmente in grado di concepire.
Nel dominio astrale i pensieri si materializzano e le nostre emozioni lasciano continuamente impronte nell’ambiente circostante e nella nostra aura. Perché ogni oggetto emana un’aura, solitamente vibrante in base ai modelli e ai flussi energetici presenti in una stanza o in un paesaggio. Un ambiente sempre pulito e protetto produrrà energie armoniose attorno ai suoi oggetti, mentre un ambiente contaminato da litigi continui, sporco e oggetti rotti/accumulati avrà un’energia spiacevole.

Ebbene, secondo la credenza sul paranormale, esistono esseri che non sono completamente consapevoli, che sono veramente come “sporcizia” spirituale. Sono chiamati larve spiritiche (o larve astrali) e spesso appaiono come la forma più comune delle larve di insetti. Questi esseri astrali si nutrono dell’energia vitale delle persone e tendono a creare flussi energetici che causano maggiori disturbi che danno loro forza. I parassiti astrali si nutrono spesso di litigi e pensieri ossessivi e cercano di generare più di questi pensieri ed emozioni e, di conseguenza, le persone sono responsabili della generazione di queste forme di pensiero. Siamo quindi in grado di creare queste forme parassitarie e inconsapevoli nel mondo astrale se la nostra vibrazione non è bilanciata.
Parassiti astrali
Nonostante la mia avversione per il termine astrale che tanto piace ai cultori del sensitivismo e della medianità, sembra che non esista un termine più appropriato per descrivere le varie dimensioni del multiverso. I parassiti astrali più comuni si alimentano della nostra energia vitale. Alcuni si attaccano alla nostra aura. Alcuni medium ritengono che le larve più deboli, quelle che si sono da poco formate, possono essere facilmente rimosse con l’uso del sale. Personalmente ritengo che si tratti di una banalità sconcertante legata al folklore e, soprattutto, alla superstizione. Il sale è visto da diverse culture come un potente amuleto contro il male.
La credenza di una “fauna astrale” (non dissimile dal regno animale del nostro mondo), colloca i parassiti astrali in due categorie: innocui e mortali; pare non esista una via di mezzo. Si ritiene che i parassiti astrali possiedano un’intelligenza simile alla nostra e vengono confusi per spiriti maligni o demoni.

Sebbene la maggior parte dei praticanti spirituali concordi sul fatto che i regni spirituali siano caratterizzati da “livelli” di coscienza determinati dalla densità dell’energia presente in ognuno, vi è poca concordanza sul numero esatto di questi livelli. Ogni individuo percepisce e interpreta queste informazioni in modo diverso. Forse, la linea di pensiero più battuta, è quella in cui gli strati funzionano come un urobòro (chiamato anche uroburo o, palindromamente, oroboro), un simbolo rappresentante un serpente o un drago che si morde la coda, dove la fine è l’inizio, e l’ultimo strato astrale si fonde con il primo.
In questo modello, i parassiti astrali sono esseri non fisici con diversi livelli di coscienza organizzata. Alcuni sono abbastanza consapevoli, quasi come lo spirito di una persona recentemente defunta, mentre altri hanno una coscienza più simile a quella di una pianta o di un insetto. Questi parassiti astrali sono attratti da specifici tipi di energia, sia positivi che negativi.
Tuttavia, i parassiti astrali più dannosi tendono ad essere attratti da forti emettitori di energie inferiori, come rabbia, tristezza, paura, disperazione e impotenza. Quando le persone attraversano momenti di debolezza spirituale, queste entità ne approfittano per “attaccarsi” al loro campo energetico, nutrendosi dell’energia negativa emessa. L’uso di droghe e alcol, in particolare, poiché interrompe l’equilibrio tra corpo e spirito, crea un invito irresistibile per i parassiti astrali.
Una volta attaccato, il parassita astrale cerca di manipolare l’ospite affinché continui a fornirgli l’energia di cui ha bisogno. Lo fa convincendo l’ospite che ciò che sta facendo è giusto, portandolo a situazioni di degrado come essere senza casa, alcolizzato, drogato, solo, in una relazione violenta, eccessivamente sessuale, obeso, anoressico, o qualsiasi altra condizione che alimenti il parassita. Il parassita diventa, in molti modi, il miglior amico dell’ospite, che spesso rimane completamente ignaro della manipolazione in corso.
Larve spiritiche: parassiti deleteri
Le larve spiritiche, conosciute anche come larve astrali o larve eteriche, infatti, vengono spesso descritte come entità create da energie negative, pensieri ossessivi o emozioni distruttive. Secondo alcune tradizioni esoteriche e spirituali, queste creature si formano in seguito a comportamenti o sentimenti malsani degli esseri viventi, soprattutto degli esseri umani. Quando una persona nutre pensieri di odio, invidia, rancore o altre emozioni negative in modo intenso e prolungato, si dice che tali energie possano prendere forma e dare vita a queste entità.

Nel folklore romano, ad esempio, le larve erano considerate spiriti maligni dei morti, anime di persone che avevano condotto vite malvagie e che, dopo la morte, tornavano sulla terra per tormentare i vivi. Queste larve erano temute come portatrici di sventura, malattie e morte, e vari riti e rituali erano eseguiti per placarle o allontanarle. Anche in altre tradizioni culturali e spirituali, troviamo concetti simili: entità che emergono dall’oscurità, alimentate da energie negative, e che interferiscono con il benessere degli esseri viventi.
Le larve spiritiche, quindi, non sono semplicemente fantasmi o spiriti di defunti, ma rappresentano qualcosa di più profondo e complesso. Esse incarnano l’idea che le energie e le emozioni negative possano avere conseguenze tangibili e pericolose, manifestandosi in forme visibili e minacciose. Questa concezione riflette una visione del mondo in cui la mente e le emozioni umane hanno un potere creativo che va oltre il regno del visibile, influenzando la realtà in modi spesso imprevedibili e terrificanti.
Nel corso della storia, le larve spiritiche hanno ispirato numerosi racconti e leggende, influenzando anche la letteratura, l’arte e la cultura popolare. Sono state raffigurate come ombre oscure, creature deformi e maligne che si aggirano nei luoghi abbandonati, nei cimiteri o negli angoli oscuri delle case. La loro presenza è spesso segnalata da sensazioni di oppressione, freddo improvviso o sogni angoscianti. La paura delle larve spiritiche è alimentata dalla loro associazione con la morte, la malattia e la follia, rendendole figure emblematiche dell’orrore e del soprannaturale.
In questo articolo, esploreremo in profondità il concetto di larve spiritiche, analizzando le loro origini storiche e culturali, le caratteristiche distintive e il ruolo che svolgono nelle varie tradizioni esoteriche e folkloristiche. Attraverso un viaggio tra miti, leggende e interpretazioni moderne, cercheremo di comprendere meglio queste entità oscure e di svelare i misteri che le circondano. Preparatevi a immergervi in un mondo dove l’invisibile prende forma e l’oscurità rivela i suoi segreti più nascosti.
Cosa sono e cosa provocano le larve spiritiche
Spesso confusa erroneamente con i fantasmi, una larva spiritica è un essere disincarnato privo di “guscio” (verosimilmente “corpo”) che si nutre dell’energia vitale dei vivi. Questo avviene attraverso sedute spiritiche o persino possessioni vere e proprie.
Nel contesto spirituale, le larve rappresentano entità energetiche negative che possono inquinare sia l’ambiente circostante che l’aura di un individuo. Queste entità si alimentano dell’energia vitale dell’individuo, causandone il deterioramento. Le larve spirituali possono formarsi in seguito all’esperienza di emozioni estremamente negative o a traumi e shock derivanti da eventi dolorosi o sfortunati. Queste entità si attaccano al nostro corpo eterico e influenzano la nostra sfera mentale.

I sintomi associati alle larve spirituali comprendono stanchezza, ansia, depressione, disturbi del sonno, improvvisa paura, un desiderio costante di cibo poco salutare e persino idee suicide. Sebbene nello Spiritismo sia fondamentale comprendere che esistono pratiche energetiche e rituali volti ad eliminare queste larve spirituali, è sempre consigliabile rivolgersi prima a un medico. Nel caso si cercasse una sorta di esorcismo per cacciare la larva, è opportuno rivolgersi a un professionista o a un esperto del settore per ricevere un supporto personalizzato e adeguato.
Cosa significa Larva
Le larve sono figure mitologiche che hanno affascinato e terrorizzato le culture da tempi antichi. La loro origine risale alla tradizione romana, con influenze celtiche che hanno arricchito la loro rappresentazione e significato nel corso dei secoli. I Celti hanno avuto un impatto notevole sulle tradizioni romane. Dopo la conquista romana della Gallia (58-51 a.C.) e della Britannia meridionale (43 d.C.), le pratiche religiose celtiche iniziarono a mostrare segni di romanizzazione. Si verificò una fusione religiosa tra la religione celtica e quella romana, con la continua venerazione di molte divinità celtiche come Cernunnos, Artio, Telesphorus, e altre.

Inoltre, i Romani erano molto interessati alla cultura celtica e spesso adottavano alcune delle loro usanze e credenze. La pressione culturale e politica esercitata dall’Impero Romano a sud e dai popoli Germanici a nord portò, a partire dal II secolo a.C., a una progressiva perdita di indipendenza delle popolazioni celtiche, che videro i loro costumi e la loro lingua fondersi e mescolarsi con quelli dei popoli indoeuropei contemporanei.
Tuttavia, è importante notare che, nonostante l’influenza romana, alcuni popoli celtici come gli Irlandesi e i Gallesi sono riusciti a preservare aspetti significativi della loro cultura celtica.
Il termine LARVA deriva dal latino larius e si riferisce all’aspetto mascherato di un insetto. Larva deriverebbe dal celtico àrua (pelle) e non sarebbe quindi un caso che con larrua si intendesse il cuoio utilizzato nella costruzione di maschere che andarono a sostituire nel tempo quelle in corteccia d’albero.
Per cui l’associazione larva=fantasma=apparizione, sarebbe da attribuire ad una errata interpretazione della radice darc (vedere) in cui foneticamente la d sarebbe stata sostituita dalla l divenendo così LARC-VA con il significato di rivelare o, più semplicemente, apparire.
La parola larva è stata introdotta per la prima volta nel 1735, ma con accezione zoologica, dal naturalista svedese Carlo Linneo (Carl Nilsson Linnaeus, 1707-1778). Tuttavia, nel contesto spirituale o religioso, l’uso del termine è strettamente collegato ai Lari della religione romana, che rappresentavano gli spiriti benevoli degli antenati. In confronto, il termine larva assume un’accezione negativa e spaventosa con Agostino d’Ippona (354-430 d.C.), conosciuto anche come sant’Agostino, nella sua opera latina De civitate Dei (o De civitate Dei contra Paganos), traducibile in italiano come La Città di Dio, scritta tra il 413 e il 426. In quest’opera, composta da ventidue libri, Agostino equipara le larve spirituali ai Lemures (Lemuri), gli spiriti maligni delle persone decedute in modo violento.




La Demonologia di Apuleio: lari, larve e mani
Nel De deo Socratis (Il demone di Socrate), trattato filosofico composto intorno alla metà del II secolo d.C., il filosofo e retore africano Apuleio di Madaura (ca. 124-170 d.C.) elaborò una delle più complete demonologie dell’antichità classica. Lontano dall’essere una semplice raccolta di superstizioni popolari, l’opera rappresentava un tentativo sistematico — tipico del medioplatonismo — di inquadrare filosoficamente le credenze tradizionali romane sugli spiriti e i demoni come entità intermedie tra il mondo divino e quello umano.
Nel capitolo XV del trattato, Apuleio affronta specificamente la questione delle anime dei defunti, fornendo una classificazione tripartita che avrebbe profondamente influenzato il pensiero cristiano successivo. Secondo il filosofo, dopo la morte l’anima umana non scompare né ascende immediatamente al regno degli dèi, ma entra in una condizione intermedia, divenendo un Lemure — termine che in “prisca lingua latina” designava genericamente gli spiriti dei morti.
Questa categoria generale si articolava però in tre destini possibili, determinati dal comportamento morale tenuto in vita: i Lari (Lares), spiriti benevoli che vegliavano sulla famiglia e la casa; le Larve (Larvae), anime dannate condannate a vagare seminando terrore; e i Mani (Manes), spiriti di natura incerta, né chiaramente buoni né manifestamente malvagi.
La distinzione non era casuale: Apuleio stava traducendo in termini filosofici platonici una stratificazione di credenze romane antichissime, dove il culto domestico dei Lari si intrecciava con la paura apotropaica delle Larve (da cui deriva il nostro termine “larvale”) e con il rispetto reverenziale per i Manes, invocati nelle iscrizioni funerarie con la formula Dis Manibus (“Agli Dèi Mani”).
Il passaggio che segue, nella sua formulazione latina originale, rappresenta una delle testimonianze più chiare di questo sistema classificatorio, destinato a essere ripreso — e duramente criticato — da Agostino d’Ippona nella Città di Dio (Libro IX, cap. 11), che vi vedeva una pericolosa legittimazione teologica del culto pagano degli antenati.
«Est autem et alia daemonum species, secunda significatione, animus humanus, exacto vitae curriculo, e corpore exiens. Hunc vetere lingua latina reperio Lemurem dictitatum. Sed eorum Lemurum hunc quidem, cui tutelam suorum obtigit, placidum et quietum numen, domesticum Larem; qui vero ob adversa sortitus est merita, inhabilis vanis terroribus, noxium Larvae vocabulum accepit; sed utriusve sortis vel meriti sit, si incertum est, Manes dei nuncupantur.»
«Fa parte dei demoni l’animo umano che, compiuta la militanza di vita terrena, si stacca dal corpo: questo animo trovo nella prisca lingua latina chiamato ‘Lemure’. Di questi Lemuri, quindi, quello a cui è toccata la tutela dei suoi familiari, dimorando in una casa con potere placato e tranquillo, è chiamato Lare domestico; ma quello che, per meriti avversi, è stato destinato a vagare, inabile a nuocere fuorché con vani terrori, riceve il nome di Larva; ma se è incerto di quale sorte o merito sia, è chiamato Mane divino.»
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Larve e Lemuri sono la stessa cosa?
Sebbene molti siti web e testi presenti in libri dedicati alle entità spirituali tendano a utilizzare larve e lemuri come sinonimi intercambiabili, data la loro origine nel folklore dell’antica Roma e le molte caratteristiche che condividono, è importante notare che le due entità sono distinte. Nonostante le somiglianze, non si tratta della stessa entità. Nell’antica Roma, infatti, si credeva che spiriti maligni vagassero per arrecare danni e spavento ai vivi. Le larve, quali esseri spettrali, erano spesso collegati ai lemuri perché considerati gli spiriti malvagi dei defunti. Queste credenze alimentavano un senso diffuso di timore e rispetto verso il mondo degli spiriti, portando a pratiche di propiziazione e protezione da essi.
Nella letteratura latina, il termine larvae — spiriti maligni dei defunti — compare in diversi contesti, testimoniando la persistenza di antiche credenze romane sugli spettri vendicativi.
Nel passo 9.3 dell’Apokolokyntosis (Ἀποκολοκύντωσις), satira menippea sulla divinizzazione dell’imperatore Claudio (10 a.C.-54 d.C.) attribuita a Seneca (ca. 4 a.C.-65 d.C.), le larve appaiono come entità inquietanti dell’oltretomba. L’opera, il cui titolo greco significa letteralmente “zuccaficazione” o “trasformazione in zucca”, ridicolizza la pretesa deificazione di Claudio, descrivendo il suo grottesco arrivo nell’aldilà dove incontra figure spettrali e giudicanti.
Anche Svetonio (ca. 69-122 d.C.), storico e biografo dell’età imperiale, registra una manifestazione spettrale particolarmente celebre. Nel capitolo 59 de la sua Vita di Caligola, riferisce che dopo l’assassinio dell’imperatore Gaio Cesare Augusto Germanico (12-41 d.C.), la sua larva venne ripetutamente avvistata nel palazzo imperiale sul Palatino, seminando terrore tra custodi e abitanti fino a quando l’edificio non fu purificato e consacrato.
Queste testimonianze letterarie confermano che, accanto alla distinzione tripartita di Apuleio tra Lari (spiriti protettori), Larve (anime maligne) e Mani (spiriti di natura incerta), esisteva nella mentalità romana una specifica categoria di spettri vendicativi legati a morti violente o premature — le larvae appunto — che tormentavano i vivi e infestavano i luoghi della loro scomparsa.




Tuttavia, larve spirituali e i lemuri sono concetti che appartengono a contesti e discipline diverse, quindi la differenza tra loro risiede principalmente nel loro significato e utilizzo all’interno di questi contesti.
- Larve spirituali: Questo termine è spesso utilizzato in ambito esoterico e spirituale. Le larve spirituali sono considerate forme di energia negativa o di pensieri distruttivi che possono attaccarsi a una persona a livello energetico, influenzandone il benessere emotivo e spirituale. Nell’ambito della spiritualità e dell’occultismo, si crede che sia importante liberarsi da queste larve attraverso pratiche di purificazione, come la meditazione, la preghiera o rituali specifici.
- Lemuri: Pur avendo origini romane, il concetto dei lemuri rientra anche nella spiritualità malgasce (degli abitanti dell’isola di Madagascar). Sono considerati spiriti ancestrali che influenzano la vita quotidiana dei viventi. Si crede che mantenere una buona relazione con i lemuri attraverso riti e pratiche rituali sia essenziale per garantire la prosperità e la protezione della comunità.
Quindi, mentre le larve spirituali sono concetti legati alla purificazione spirituale e alla liberazione da energie negative, i lemuri sono spiriti ancestrali venerati nella cultura malgasce, con pratiche rituali specifiche per mantenere una connessione positiva con loro.
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Le larve spirituali, o astrali, sono presenti in diverse tradizioni e culture. Nella cultura occidentale, le larve spirituali sono spesso descritte come entità energetiche negative che prendono forma da emozioni profonde e dannose, traumi o situazioni scioccanti. Queste entità si cibano dell’energia vitale dell’individuo, indebolendolo. Se una larva raggiunge una potenza notevole, può nutrirsi delle altre larve, assumendo il ruolo di ciò che nella cultura cattolica o ebraica viene chiamato demone.
Nello Spiritismo, le larve appartengono al regno degli spiriti esi sono formate nel corso dei millenni dai pensieri ed emozioni umane o animali. Quando si sperimentano sentimenti o idee estremamente intensi, si crea una sorta di “protuberanza” nell’aura che potrebbe staccarsi e assumere vita propria. In questo momento nasce una nuova larva, che si dedicherà alla ricerca di emozioni o idee simili a quelle che l’hanno originata per nutrirsi di energia.
Durante le sedute spiritiche, spesso sono le larve spirituali le entità che si manifestano, anziché gli spiriti dei defunti. Queste larve cercano di ingannare l’individuo per sottrargli energia. Questo perché nel mondo dei defunti, gli spiriti delle persone decedute possono essere percepiti o avvertiti da individui particolarmente sensibili o dotati di un terzo occhio aperto. Tuttavia, dopo il primo anno dalla loro dipartita, diventa sempre più difficile per le persone percepire la presenza dei defunti o ricevere i loro messaggi.
Nel regno dei messaggeri, si incontrano entità superiori che hanno superato il ciclo della reincarnazione e hanno scelto di non reincarnarsi più né sulla Terra né altrove.
Caratteristiche delle Larve
Che cos’è una larva? È importante capire che, a differenza delle costruzioni mentali ed energetiche più dense, la larva è un essere vivente. Non denso, non potete sentirla, o meglio, inizialemente è impossibile percepirla. Perché la larva spiritica (o astrale) è un parassita e, pertanto, continuando a nutrirsi può persino trasformarsi in carne. Per quanto personalmente ritengo queste informazioni pericolose per la salute delle persone, parecchi medium e sensitivi credono che i tumori “benigni” (inclusi polipi e verruche) siano l’essenza materiale delle larve.
Quetsi veggenti, infatti, credono che l’organismo umano prima o poi farà scoprire la materializzazione delle larve che cercano di separarsi da esso, oppure di “fargli crescere” un habitat separato “per non interferire”. Allo stesso modo, credono che un fegato ingrossato nel caso della cirrosi (una malattia cronica del fegato) sia la conseguenza di un’infezione larvale. Un’altra differenza rispetto alle creature magiche inanimate è la capacità della larva di risolvere autonomamente i problemi della “nutrizione” e della sua propria sicurezza.
Le larve spirituali (o astrali), non assumono una forma fisica convenzionale, ma sono piuttosto entità energetiche presenti nel piano astrale. Tuttavia, è possibile fornire alcune descrizioni per comprendere la loro natura. Spesso vengono descritte come esseri simili a insetti o larve, carichi di energia negativa. Alcune persone potrebbero percepirle come piccoli vermi o larve di insetti, ma eteree.

Una larva può essere composta da materia mentale (o materia astrale). In genere, è un’entità astrale generata dalla ripetizione costante di un pensiero intenso, alimentato da una passione specifica, da un’abitudine negativa o da altri difetti. Un individuo crea inconsapevolmente queste entità con sostanza mentale o astrale, ma in realtà, la larva è un’entità semi-formata che risiede nei sottopiani o nei piani astrali o mentali più bassi. Si nutre delle sostanze astrali o mentali (a seconda del luogo in cui vive) emesse dalla passione specifica o dal difetto che l’ha generata. Ha una forma che corrisponde al difetto creatore e possiede un forte istinto di autoconservazione. Nel percorso ermetico-magico, una larva fortemente sviluppata rappresenta un ostacolo generalmente molto difficile da superare.
Un individuo genera una larva quando non riesce a controllare difetti o passioni e si ritrova quindi circondato da un intero sciame di queste entità. Le larve monitorano costantemente queste persone (che ne sono vittime) per cogliere l’occasione di risvegliare la passione da cui esse si nutrono a sue spese. Le larve astrali dei defunti, e in particolare quelle che erano più attaccate alla materialità, cercano di insinuarsi nella psiche instabile della persona sensibile (o sensitiva), al fine di indurla a compiere anche atti inconsulti.
Questi gusci proto-umani che si nutrono di energia psichica per rimanere in “vita”, sono come vampiri astrali possono essere richiamati a sé in caso di emanazioni di bassa qualità o nel caso di un viaggio, sconsigliato a chi non ha esperienza, nel mondo degli spiriti. In quest’ultimo caso, ci si protegge con la creazione di un mahavirupa, un corpo illusorio astrale, molto conosciuto nello Janismo (o Giainismo), una religione indiana che conta circa due milioni di seguaci e si basa sugli insegnamenti di Mahāvīra (il “grande eroe”), soprannome di Vardhamāna, che visse nel VI secolo a.C. nella regione indiana del Bihar.
Per cui le larve sono “gusci di entità” che hanno superato una certa sfera entrando in un’altra superiore, ma conservando per un certo periodo la forma e le caratteristiche dell’entità spirituale. Possono anche essere il risultato di atti di magia psichica, come “forme pensiero”, non controllate da chi le ha create.
Come viene riconosciuta una larva dai medium?
Le larve spirituali (o astrali), non assumono una forma fisica convenzionale, ma sono piuttosto entità energetiche presenti nel piano astrale. Tuttavia, è possibile fornire alcune descrizioni per comprendere la loro natura. Spesso vengono descritte come esseri simili a insetti o larve, carichi di energia negativa. Alcune persone potrebbero percepirle come piccoli vermi o larve di insetti, ma eteree.
La larva è meglio rappresentata come una “sfera di energia”, un coagulo. I sensitivi e i medium, possono riconoscerla da una macchia scura (o da un colore insolito, innaturale) nell’aura dell’ospitante. I sensitivi che preferiscono descrivere i fenomeni attraverso, ad esempio, simboli di sensazioni tattili, parlano di rotture, imbuti nell’aura o, al contrario, in aree viscose. La larva può sembrare “aderente” al campo bioenergetico, poi, crescendo, lo ricopre come una muffa o una pellicola torbida. Ma le larve più pericolose penetrano piuttosto in profondità e nei casi più difficili possono bloccare i flussi energetici di un individuo o addirittura bloccare eventuali chakra (di solito Muladhara o Svadhisthana – cioè l’accumulo di energia diventa ovviamente impossibile, poiché la larva è collegata direttamente al chakra, configurati per ricevere e risparmiare energia).

C’è un’opinione ben nota secondo cui «un coagulo energetico esiste finché il desiderio di un individuo / da lui generato, larva / non è soddisfatto». Questo concetto non ha una veridicità condivisa da tutti i sensitivi, perché il bisogno urgente di fare qualcosa (o di non fare qualcosa per risparmiare energia) ovviamente si attenuerà per un po’, ma durante questa pausa, la larva dovrebbe assorbire l’energia ricevuta e, per così dire, “aumentare di dimensioni”. Ma questo è proprio ciò che comporterà l’emergere di una nuova ondata dello stesso bisogno nella persona stessa. La larva che si è insediata nell’aura umana può produrre larve simili e “infettare” con esse altre persone. Si tratta, però, di un comportamento classico della larva. Altre larve simili saranno interconnesse e si nutriranno a vicenda. In effetti, le larve sono un prodotto della vita energetica delle persone, indipendentemente dal fatto che ne abbiano un’idea chiara o meno.
L’infestazione larvale
Una delle forme di negatività meno conosciute, ma molto più frequenti di quanto si possa pensare, è dovuta all’infestazione larvale che deve essere considerata sotto un duplice aspetto:
- La sintomatologia: quella prodotta dalle larve è molto simile alla sintomatologia prodotta da un maleficio; se non identificato come riferibile alle larve, viene trattato come conseguenza di negatività dovuta a un maleficio, con il solo risultato di rendere vano ogni intervento.
- Lo Squilibrio indotto: le larve tendono ad unirsi fra loro per avere più forza durante un rituale di liberazione, inducendo la persona che le ospita ad attuare una serie di azioni che lo allontanano dalle pratiche di liberazione. Lo Squilibrio indotto rende l’individuo vulnerabile alle avversità della vita, predisposto alle malattie e irrecuperabile se non attraverso appropriate pratiche ritualistiche, che solo professionisti ed esperti possono eseguire e conoscono.
Queste entità larvali contaminano l’ambiente o l’aura circostante e si alimentano della nostra energia vitale. Si attaccano al nostro corpo eterico, influenzando la nostra mente. Le larve spirituali si generano da emozioni negative come lo shock emotivo o eventi sfortunati. Quando si sperimentano sentimenti intensi come odio, amore morboso o idee ossessive, si crea una sorta di “rigonfiamento” nell’aura che può distaccarsi e acquisire una propria esistenza.
Se una larva diventa autoconsapevole, inizia ad assumere comportamenti umani, pur mantenendo una struttura psicologica simile a quella della persona che l’ha generata, sia volontariamente che involontariamente.
È importante ricordare che l’infestazione larvale, a differenza di tutte le altre forme di negatività presenti in magia, occulto ed esoterismo, è l’unica che può essere trasmessa; è l’unica contagiosa. La larva provoca una lacerazione nel corpo eterico, da cui assorbe energia. Le cosiddette fatture, legamenti, malefici, etc. sono per lo più dipendenti dal dominio delle larve, che possono apparire sui capelli delle persone infestate, sui vestiti, o mimetizzate in ogni parte del corpo nudo. La loro identificazione è complessa e deve essere eseguita da un esperto. È necessario esaminare ogni centimetro del corpo della persona. Il segno dell’individuazione di una falla (nel corpo astrale della vittima), che ospita la larva infestante, è frequentemente costituito dal ritrovamento, sulla pelle, di tre macchie scure disposte a formare un piccolo triangolo equilatero.
Personalmente, questa ricerca di segni sulla pelle a forma di triangolo, mi ricordano gli “interrogatori” dell’inquisizione alle presunte streghe. È importante ricordare anche che queste descrizioni sono simboliche e astratte; le larve spirituali non sono visibili nel mondo fisico come gli oggetti materiali.
Conseguenze dei parassiti astrali
Di solito, le larve sono coinvolte nella vita dell’ospite. Tuttavia, spesso (se non sempre) le larve diventano il motivo della scomparsa e della morte dell’individuo, poiché crescono nel tempo, infiltrandosi sempre più nei corpi sottili dell’individuo e nel corpo fisico. Con l’aumento della crescita della larva, la sua necessità di energia si intensifica, di conseguenza l’ospite si svuota. A volte la larva lo lascia morire, ma la maggior parte delle larve cerca di ottenere quanta più energia possibile. Naturalmente, in questo contesto stiamo parlando solo del flusso di energie: secondo i medium che abbracciano questa antica credenza, l’incarnazione delle larve è possibile e anche comune, ma la loro essenza è principalmente energetica e singolare.

Allo stesso tempo, non tutte le larve sono capaci di prelevare effettivamente energia da un individuo, poiché ogni individuo ha una certa barriera protettiva a meno che non sia indebolita da qualcosa (anche da altre larve). Le larve, infatti, possono entrare in conflitto tra loro e, in caso di totale incompatibilità, una di esse muore. Ciò nonostante, accade meno frequentemente rispetto alla coesistenza “pacifica” di un intero gruppo di larve su un individuo.
Definirei un caso critico la completa “castrazione” dell’individualità di un individuo e la sua sostituzione con una larva. Questi sono i casi in cui la larva occupa l’intero campo bioenergetico umano e possiede tutta la sua energia completamente. Tutte le altre larve in questi casi sono costrette alla simbiosi, completamente subordinate a un unico obiettivo: ottenere quanta più energia possibile per l’essere umano e, di conseguenza, per la larva stessa. In una tale combinazione di circostanze, un individuo, cioè il suo corpo fisico, non è altro che l’involucro di una larva, la sua incarnazione fisica.
La larva non è una malattia nel senso comune del termine, ma la necessità di ricevere sempre più energia influisce inevitabilmente su chi sta attorno all’ospite. Pertanto, i gruppi di persone soggette a un vizio (cioè donatori inconsapevoli di una larva) non sono affatto una rarità e, forse, anche il contrario.
A volte le larve sono intese come “desideri interni di un individuo”, abitudini. Come già spiegato, si crede che parte delle larve sia generata dai desideri umani, ma questa è un’affermazione che ritengo ambigua. Piuttosto, i desideri di un individuo, a volte completamente illogici dal punto di vista degli altri, potrebbero essere un prodotto diretto dell’esistenza di una larva. Allo stesso tempo, la larva può essere facilmente creata dall’ospite stesso, nel caso in cui l’interazione con una tale forma di energia gli porti dei benefici (o qualcosa che questa persona interpreta come una benedizione). Quindi la larva, che si manifesta nel mondo fisico come ad esempio nell’anoressia, è senza dubbio il frutto dell’ingegno dell’ospite stesso, o meglio, del portatore. Quantunque, per il successo dell’esistenza della maggior parte delle larve più pericolose, sono necessarie ulteriori condizioni: nel caso dell’anoressia, un ordine sociale per un certo fenotipo di donna, che è considerato “di successo”.
Larve positive
Secondo molti sensitivi e medium, esistono larve positive. Si tratta di un tipo di entità che si alimenta dell’energia del suo ospite, ma non gli causa danni evidenti e pericolosi. Dato che le opportunità per esaminare i corpi sottili di un individuo sono limitate, il criterio per determinare l’utilità di una larva è lo stato fisico dell’individuo.
È appropriato in questo contesto parlare di “utilità” nel suo senso più completo? La larva dell’ascetismo (un insieme di pratiche e dottrine che tendono alla conquista della perfezione), ad esempio, non può essere considerata universalmente benefica, poiché in molti casi viene classificata come un disturbo ossessivo-compulsivo in medicina. Inoltre, il corpo fisico non sempre trae un beneficio dichiarato, ma al contrario, è coinvolto in interazioni energetiche che lo impoveriscono ulteriormente. Le dispute sulle diete illustrano vividamente l’ambiguità delle larve.

Tuttavia, è opinione comune di molti sensitivi e medium, che esista una convivenza “pacifica” tra un individuo e una larva. Ogni convivenza rappresenta uno stato di equilibrio tra gli interessi delle parti coinvolte. In altre parole, la convivenza è possibile se risulta vantaggiosa sia per la larva che per l’individuo. Quando l’obiettivo di un individuo non è l’energia, ma qualcos’altro (come il successo, l’intossicazione, l’accumulo, il liquido cerebrospinale), i suoi interessi e i bisogni della larva non si sovrappongono. Un individuo spende energia per qualcosa che ritiene importante, e la larva riceve questa energia e fornisce all’individuo qualcosa che percepisce come il risultato dei suoi sforzi.
Pertanto, man mano che l’obiettivo viene raggiunto (o si avvicina), il costo della larva diventa sempre più grande e l’individuo stesso inizia a necessitare di energia, che viene “consumata” per ottenere la larva. L’equilibrio precario osservato all’inizio si rompe quando l’oggetto delle aspirazioni diventa un motivo di contesa. Sfortunatamente, se un individuo non ha una visione completa della situazione, la vittoria sarà quasi sempre della larva. L’ospitante avrà solo la percezione di una lotta interiore con se stesso. Per questo motivo, prende ulteriori risorse energetiche proprie. La larva, d’altra parte, può attingere energia dagli altri e le sue riserve sono praticamente illimitate. Quando un individuo si arrende e interrompe la lotta, tutto ciò che è riuscito a “riconquistare” dalla larva diventa immediatamente disponibile per lui, stimolando la sua ulteriore crescita e, di conseguenza, l’aumento dei suoi bisogni.
L’ossessione per la larva è esteriormente così simile all’ossessione amorosa o all’ossessione ideologica che una buona parte della popolazione considera la larva condivisa con un personaggio di loro interesse come una buona soluzione ai propri problemi. Anche se scartiamo le norme etiche o le nozioni di “pericolo” di certe azioni accettate nella magia, questa decisione sembra essere la più sciocca possibile. Prima di provare a evocare una larva, vale la pena provare a comprendere la logica e l’essenza di queste creature. Per fortuna, è estremamente senza pretese.
Come difendersi dalle larve spiritiche
Quali difese esistono contro le larve spiritiche con valenza negativa? Prima di tutto, è importante sottolineare che quanto sto scrivendo si basa su ricerche e non su mie personali teorie. Il mio ruolo è semplicemente quello di divulgare informazioni sul paranormale. Pertanto, è fondamentale non attribuire a entità malevole la causa di ogni sfortuna o problema. Non siamo più nel Medioevo né in un’epoca in cui un fulmine era visto come segno della collera divina. Per cui, mi dispiace se vi deluderò, ma sono un ricercatore e come tale devo verificare le fonti. Tutte i suggerimenti di protezione che vanno dalle visualizzazioni astrali a veri e propri rituali esoterici con formule magiche, che ho trovato nei vari libri o siti web dedicati, appartengono alla fantasia!

Alcune formule come «Contego, servo, vindico, protego» (Proteggere, preservare, difendere, proteggere), non hanno una fonte “attendibile” come libri di magia o stregoneria, ma appartengono a fiction televisive come ad esempio la serie TV Van Helsing (2016-2021). Chi pensa che queste formule siano di origine antica traspositate nella fiction o nella cinematografia (come ad esempio nella saga di Harry Potter), sta solo giocando a fare il maghetto o la streghetta, così come facevamo da bambini quando emulavamo i nostri beniamini della TV e dei cartoni animati.
L’unica cosa che mi è parsa più sensata da un punto di vista psichico, anche se personalmente non ci credo, è la protezione tramite schermatura psichica. Secondo i medium, qualsiasi essere umano sarebbe in grado di creare e alterare il modello energetico della matrice che lo circonda. Questo avverrebbe attraverso le parole, la visualizzazione creativa e l’intenzione. Se alterate la vibrazione intorno a voi purificando e pregando costantemente gli oggetti e la casa, questa vibrazione positiva si manifesterebbe. Per il resto, ogni medium dice la sua, con metodi diametralmente opposti a quelli di altri. Facendo una summa di quanto letto nei vari libri, il comune denominatore di tutti rituali pseudo-magici è «pensare positivo» (c’est facile!)
Conclusioni
Le larve spiritiche occupano una posizione peculiare nel panorama delle entità paranormali: non sono fantasmi nel senso convenzionale del termine, non sono spiriti di defunti con un’identità riconoscibile, e difficilmente si prestano alle narrative spettacolari che alimentano il ghost hunting televisivo. Sono qualcosa di più sfumato e, per certi versi, più inquietante — perché la loro logica non è quella della presenza personale ma quella del parassitismo energetico, un concetto che attraversa tradizioni lontanissime tra loro senza che nessuna le abbia mai definite con precisione.

Quello che trovo storicamente significativo è la tenuta di questa categoria concettuale. Il folklore romano, le tradizioni esoteriche occidentali, le scuole teosofico-antroposofiche, le pratiche sciamaniche di culture diverse — tutti hanno elaborato varianti di questa stessa idea: che esistano entità prive di individualità propria, generate o attratte da squilibri emotivi e psichici, capaci di amplificare ciò che già disturba. La convergenza non dimostra nulla sulla realtà oggettiva delle larve, ma dice qualcosa di preciso sulla persistenza del bisogno umano di dare forma e nome a certi stati d’essere — l’esaurimento cronico, la sensazione di essere svuotati, la difficoltà a mantenere confini stabili con l’esterno.
La Spirit Release Therapy, nella sua declinazione contemporanea, è interessante proprio perché sposta il problema dall’esorcismo alla psicoterapia, senza abbandonare del tutto il registro spirituale. Non si tratta di scacciare un’entità esterna, ma di interrogarsi su quale squilibrio interno abbia reso possibile l’attacco — o, in un’interpretazione più laica, quale dinamica psicologica stia producendo la sensazione di essere drenati. È un approccio che non risponde alla domanda sull’esistenza delle larve, ma la aggira utilmente: che esistano come entità autonome o come proiezioni di stati interni, il lavoro di cura rimane lo stesso.
Resto cauto, come sempre, sul confine tra metafora e fenomeno. Le larve spiritiche potrebbero essere una delle tante forme in cui l’esperienza soggettiva del malessere trova un linguaggio — oppure qualcosa che sfugge ancora alle categorie disponibili. Entrambe le possibilità meritano attenzione, e nessuna delle due merita certezze affrettate.

