Bambola Annabelle

La bambola Annabelle: da Hollywood alla realtà

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Introduzione

La bambola Annabelle ha catturato l’immaginazione del pubblico e ha generato un interesse senza precedenti nel mondo del paranormale. La sua storia è diventata una leggenda urbana, alimentata da racconti di avvistamenti spettrali e attività inspiegabili.

La bambola Annabelle è diventata famosa grazie alla serie di film horror The Conjuring, dove è presentata come una bambola posseduta da uno spirito maligno. Tuttavia, la vera storia di Annabelle risale a molto prima del suo debutto sul grande schermo.

La vera bambola Annabelle si trova ancora oggi chiusa a chiave in una teca al Warrens’ Occult Museum dei coniugi Ed e Lorraine Warren, due investigatori dell’occulto. Nonostante il museo a Monroe, nel Connecticut, sia al momento ancora chiuso dopo la morte di Lorraine Warren (1927-2019), Annabelle continua a intrigare e ad attirare molti visitatori.

La storia della bambola Annabelle

La vera bambola Annabelle nella teca
L’originale bambola Annabelle nella teca

Nonostante la bambola cinematografica sia di porcellana e dall’aspetto spaventoso, molto simile ad una bambina con i capelli lunghi e dallo sguardo inquietante, la vera Annabelle – quella nel museo degli Warren – è una classica bambola Raggedy Ann dall’aspetto semplice con un filo rosso per capelli. Secondo gli Warren non si tratta di una bambola qualunque, perché sarebbe “abitata” da uno «spirito disumano», tant’è che sulla teca c’è un serio avvertimento di non toccare il vetro. Forse per non doverlo ripulire sempre? Non la penserebbe così un frequentatore del museo che ha ignorato gli avvertimenti e ha provocato la bambola ridicolizzandola: è morto in un incidente motociclistico poco dopo che gli era stato detto di lasciare il museo. Chi era quest’uomo? Un signor nessuno come tanti testimoni menzionati dagli stessi Warren.

Il genero Tony Spera, sposato con Judy Warren, la figlia della nota coppia di “demonologi”, mi rimproverebbe dicendomi quello che ha riferito ad alcuni che hanno ascoltato la storia di Annabelle: «Non prendere mai cose del genere alla leggera, pensando che sia uno scherzo!»

Si dice che la presunta storia autentica di Annabelle abbia avuto inizio nel 1970, quando una bambola Raggedy Ann fu regalata a un’infermiera di ventotto anni da sua madre in occasione del suo compleanno. L’infermiera posizionò la bambola di stoffa sul letto e iniziò a notare che cambiava posizione da sola. Una gamba poteva essere piegata o la bambola poteva essere trovata sdraiata su un lato (forse era caduta?). Successivamente, l’infermiera e la sua coinquilina iniziarono a trovare pezzi di carta pergamena sul pavimento con messaggi scritti su di essi, come: «Aiutami, aiutaci!».

Secondo gli Warren, Donna e Angie, le studenti infermieristiche non avevano carta pergamena in casa. Da quel giorno in poi, la bambola iniziò a comparire in stanze diverse e sembrava persino sanguinare in un’occasione. In un altro episodio, un amico si svegliò da un pisolino con la bambola che lo fissava, sentendosi come se fosse stato strangolato. Aveva profonde ferite da graffi sulla parte superiore del corpo.

Tony Spera con la bambola Annabelle
Tony Spera con la bambola Annabelle

Inizialmente le ragazze pensarono che forse un intruso stesse spostando la bambola e lasciando dei bigliettini. Quando lo esclusero, «non sapendo a chi rivolgersi, contattarono un medium e si tenne una seduta spiritica.» Le ragazze furono presentate allo spirito di Annabelle Higgins, che si dice fosse una giovane ragazza che risiedeva nella proprietà prima che gli appartamenti fossero costruiti e morì lì all’età di soli sette anni. Secondo la storia che si trova anche sul sito web del museo, lo spirito riferiva alla medium che si sentiva a suo agio con le due coinquiline nell’appartamento e che «voleva stare con loro ed essere amata». E così le ragazze diedero ad Annabelle il “permesso di abitare nella bambola”, ma le cose peggiorarono.

I coniugi Warren si interessarono al caso e contattarono le donne, giungendo «alla conclusione immediata che la bambola stessa non era in realtà posseduta ma manipolata da una presenza disumana». Inoltre, parrebbe che lo spirito non stasse cercando di rimanere attaccato alla bambola, ma stava cercando di possedere un ospite umano. Tony Spera ha rivelato che gli Warren presero in custodia la bambola e Ed Warren (1926-2006) avvertì sua moglie Lorraine che avrebbero dovuto evitare l’autostrada poiché il viaggio di ritorno a casa sarebbe stato problematico. E così fu: ad un certo punto, durante il tragitto, si sarebbero fermati per aspergere la bambola Annabelle con acqua benedetta per placarla. Fine della storia.

Forse vi aspettavate di più? Se così fosse è perché avete visto i film in cui si parla di Annabelle.

Quanto c’è di vero su Annabelle?

Joseph Laycock
Joseph Laycock

Joseph Laycock, un docente associato di studi religiosi presso la Texas State University, sostiene che molti scettici hanno descritto il museo degli Warren come «un ammasso di oggetti di Halloween, bambole e giocattoli, libri che potrebbero essere acquistati in qualsiasi libreria». Laycock considera la leggenda di Annabelle un «interessante caso di studio nel rapporto tra cultura popolare e folklore paranormale» e suppone che il tema della bambola demoniaca, reso popolare da film come La Bambola Assassina (Child’s Play) diretto da Tom Holland nel 1988, La bambola che uccide (Dolly Dearest) del 1991 di Maria Leasee e L’Evocazione (The Conjuring) del 2013 diretto da James Wan, siano probabilmente ispirati alle prime leggende che circondano la bambola Robert, così come da un episodio di Ai confini della realtà (The Twilight Zone) trasmesso cinque anni prima della storia degli Warren, intitolato La Bambola Vivente (Living Doll), in cui il personaggio della madre si chiama Annabelle. Laycock ha scritto un articolo a riguardo e propone che «l’idea delle bambole possedute da demoni permette ai demonologi moderni di scoprire il male soprannaturale nei luoghi più comuni e domestici».

Gli Warren hanno raccontato che un uomo di nome Lou era il fidanzato della compagna di stanza di Donna, Angie, ed era rimasto con loro da quando era arrivata la bambola. Lou non amava la bambola e avvertì Donna che era malvagia. Una notte, Lou si svegliò improvvisamente da un sonno profondo e si rese conto di non essere in grado di muoversi. Vide la bambola Annabelle ai suoi piedi e la guardò scivolare lentamente lungo la sua gamba e sul suo petto. Prima che se ne rendesse conto, la bambola aveva cominciato a strangolarlo fino a farlo svenire. Si svegliò la mattina dopo certo che la sua esperienza non fosse un sogno.

Ed e Lorraine Warren e la bambola Annabelle
Ed e Lorraine Warren e la bambola Annabelle

In un’occasione successiva, Lou e Angie stavano studiando le mappe per prepararsi per un viaggio che Lou si sarebbe imbarcato il giorno successivo quando sentirono dei fruscii provenire dalla stanza di Donna. Lou si avvicinò alla porta chiusa e attese che i rumori cessassero prima di entrare. Accese la luce e vide Annabelle sdraiata sul pavimento in un angolo. Si avvicinò alla bambola, ma mentre lo faceva cominciò a sentire che qualcuno era dietro di lui. Si voltò ma non c’era nessuno. In un istante si ritrovò piegato in due, afferrandosi il petto, che iniziò a sanguinare copiosamente. Dopo l’ispezione, scoprì sette graffi simili ad artigli sul petto (quattro orizzontali e tre verticali) che erano caldi come ustioni. I graffi guarirono rapidamente e scomparvero completamente in due giorni.

Ma chi erano esattamente Donna e Angie? Ci sono cognomi e fotografie? No, come la maggior parte dei casi seguiti dai coniugi Warren, i testimoni non sono rintracciabili. Ma secondo Ed Warren parlando del suo museo disse che «molti degli oggetti hanno avuto effetti terribili sulle persone. Le persone sono state mutilate o sono finite in istituti psichiatrici a causa di molte delle cose che sono presenti in questo edificio. Ci sono le bambole voodoo, c’è la bambola Raggedy Ann, che è stata responsabile della morte di un giovane che è venuto qui una volta, che ha sfidato la bambola a fare del suo peggio e così è stato». Sicuramente si riferiva al misterioso motociclista, morto circa tre ore dopo essere stato scacciato dal museo per il suo comportamento verso Annabelle. Non era solo sulla moto, ci sarebbe stata anche la sua ragazza. Il motociclista avrebbe perso il controllo della sua moto e sarebbe andato a colpire un albero. La sua ragazza sarebbe sopravvissuta, ma rimase ricoverata in ospedale per oltre un anno. Ma anche di questi due non si hanno informazioni.

Secondo gli Warren, Donna contattò un prete episcopale di nome Padre Hegan (altro sacerdote introvabile), che contattò un superiore, Padre Cooke (menzionando sempre e solo i cognomi è difficile capire a quale Cooke si riferissero), che si mise immediatamente in contatto con Ed e Lorraine Warren. I coniugi Warren convinsero padre Cooke a eseguire un esorcismo sull’appartamento per purificare la casa. Il sacerdote avrebbe anche benedetto le persone che erano lì. Su richiesta di Donna, gli Warren avrebbero portato con loro la bambola Raggedy Ann quando partirono. Da allora restò in loro possesso.

Sharon A. Hill
Sharon A. Hill

Diciamo che a differenza della leggenda sulla casa infestata di Amityville, in quel caso almeno c’erano testimoni verificabile, al di là che si tratti di una leggenda. Nel contesto della promozione del Warrens’ Occult Museum, coincidente con l’uscita del film The Conjuring, la scrittrice scientifica Sharon A. Hill ha osservato che molti dei miti e delle leggende associati ai coniugi Warren sembrano essere «loro creazioni». Ha suggerito che molte persone potrebbero trovare difficile «distinguere gli Warren reali dalla loro rappresentazione cinematografica». La scrittrice ha espresso critiche sulla copertura sensazionalistica dei media riguardo al museo dell’occulto degli Warren e alla loro bambola Annabelle: «Allo stesso modo di Ed Warren nella realtà, Annabelle nella realtà è in effetti molto meno impressionante». Riguardo alle affermazioni soprannaturali fatte su Annabelle da Ed Warren, la Hill ha detto: «Non abbiamo altro che la parola di Ed su questo, e lo stesso vale per la storia e le origini degli oggetti nel museo».

La Annabelle cinematografica

La saga di Annabelle non rispecchia la storia reale. Nel primo film del 2014 diretto da John R. Leonetti, la bambola appartiene a una giovane coppia, donata alla donna per aggiungerla alla sua collezione di bambole. Mentre la donna si avvicina alla data del parto, una coppia di adoratori di Satana irrompe, pugnala la donna incinta al ventre e muore nella loro casa. Una delle cultiste si chiama Annabelle Higgins e parte del suo sangue finisce sulla bambola. È in quel momento che la bambola inizia a manifestare comportamenti estremamente spaventosi.

A sinistra la Annabelle cinematografica. A destra l'originale al Museo degli Warren
A sinistra la Annabelle cinematografica. A destra l’originale al Museo degli Warren

Lorraine Warren ha affermato di non essere particolarmente preoccupata dal fatto che i produttori del film Annabelle abbiano creato una trama diversa rispetto a quella reale, perché il film ha comunque lo scopo di mettere in guardia il pubblico sui demoni. Lo ha detto sul serio? Sì, lo ha detto. Ma la verità è che quel film, come tutta la saga di The Conjuring, ha portato più popolarità agli Warren, così come avevano sempre sperato quando pubblicavano i loro libri che non ebbero la stessa fortuna di L’Esorcista (The Exorcist) di William Peter Blatty (1928-2017) o The Amityville Horror (1977) di Jay Anson (1921-1980), entrambi divenuti dei cult cinematografici da enormi incassi al botteghino. Inoltre, le visite al museo degli Warren si erano “centuplicate”. Secondo Tony Spera: «Chiunque nel pubblico che crede in Dio deve anche credere nell’esistenza del diavolo. I fantasmi, i diavoli, i demoni sono reali.»

Secondo gli Warren, la bambola era posseduta, ma non proprio dello spirito di una bambina, perché Dio non permetterebbe allo spirito di un bambino di entrare in una bambola. C’era piuttosto un demone che impersonava lo spirito di una bambina.

Film ispirati alla bambola Annabelle

Uno dei primi film ispirati alla bambola Annabelle è senz’altro Dolly Dearest del 1991, scritto e diretto da Maria Lease, in quanto la trama racconta di una bambola posseduta da un demone liberato accidentalmente da un archeologo che si era imbattuto in un antico sarcofago. Il film non ha ricevuto una buona accoglienza ed è stato criticato come il peggior film sulle bambole possedute e assassine.

La bambola Annabelle appare per la prima volta (seppur con sembianze completamente diverse dall’originale bambola Raggedy Ann) nelle prime scene del film L’Evocazione (The Conjuring) del 2013, diretto da James Wan. Successivamente James Wan produrrà la trilogia spin-off dedicata alla bambola:

  • Annabelle (2014) diretto da John R. Leonetti;
  • Annabelle 2: Creation (Annabelle: Creation) del 2017, diretto da David F. Sandberg;
  • Annabelle 3 (Annabelle Comes Home) del 2019, diretto da Gary Dauberman.

La bambola (come quella della trilogia) appare in altri film del The Conjuring Universe, come The Conjuring – Il caso Enfield (The Conjuring 2) del 2016 co-scritto, co-prodotto e diretto da James Wan, The Conjuring – Per ordine del diavolo (The Conjuring: The Devil Made Me Do It), conosciuto anche come The Conjuring 3 (2021) diretto da Michael Chaves.

Non è un caso che la bambola faccia la sua “comparsa” come citazione nei film Aquaman (2018) diretto da James Wan, Shazam! (2019) e Shazam! La furia degli dei (2023) diretti entrambi da David F. Sandberg, e in La Llorona – Le lacrime del male (The Curse of La Llorona) del 2019 diretto da Michael Chaves. Sono, infatti, tre registi che hanno lavorato a film del The Conjuring Universe.

Conclusioni

La bambola Annabelle è molto più di un semplice giocattolo. È un simbolo del paranormale, un’icona dell’horror e un mistero che continua a sfidare la nostra comprensione del mondo. La sua storia, che mescola realtà e finzione, ha catturato l’immaginazione di milioni di persone in tutto il mondo. La bambola Annabelle rappresenta la nostra fascinazione per l’ignoto e il soprannaturale. Nonostante le molte prove scientifiche che cercano di spiegare i fenomeni paranormali, la storia di Annabelle ci ricorda che ci sono ancora cose che non possiamo comprendere completamente. Questa bambola, con il suo sguardo vuoto e la sua presenza inquietante, è diventata un potente simbolo di queste forze invisibili.

La bambola Annabelle

La storia di Annabelle ha anche avuto un impatto significativo sulla cultura popolare. È diventata una delle figure più riconoscibili del cinema horror, con una serie di film dedicati alla sua storia. Questi film hanno contribuito a diffondere la leggenda di Annabelle, rendendola una figura familiare per gli appassionati di horror in tutto il mondo. Tuttavia, al di là della sua fama, la storia di Annabelle ci offre anche un’opportunità per riflettere sulle nostre credenze e paure. Ci costringe a confrontarci con le nostre paure più profonde e a interrogarci su ciò che è possibile e ciò che è oltre la nostra comprensione. In questo senso, Annabelle è molto più di una bambola: è uno specchio attraverso il quale possiamo esplorare le profondità del nostro subconscio.

Come per altri oggetti presumibilmente infestati, come la bambola Robert o la bambola Mandy, anche la bambola Annabelle ci ricorda che, nonostante i progressi della scienza e della tecnologia, ci sono ancora misteri che attendono di essere scoperti. Che si tratti di fenomeni paranormali, di storie di fantasmi o di oggetti maledetti, queste storie continuano a catturare la nostra immaginazione e a stimolare la nostra curiosità. E mentre continuiamo a cercare risposte, la bambola Annabelle rimane un enigma affascinante, un mistero inquietante e un simbolo duraturo del paranormale.

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