Amityville
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Amityville: Oltre la Leggenda

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Chiariamo subito una cosa: Amityville non è il nome della famosa casa presumibilmente infestata, ma il nome di un villaggio nella città di Babilonia nella contea di Suffolk, sulla costa meridionale di Long Island, nello stato di New York negli Stati Uniti d’America. La casa coloniale olandese del 1925 si trova al 112 di Ocean Avenue e la sua fama è dovuta a The Amityville Horror, il libro del 1977 e alla sua trasposizione cinematografica del 1979, che narrano la cosiddetta “vera” storia di George e Kathy Lutz, una giovane coppia di neo-sposi che abbandonò la casa solo ventotto giorni dopo essersi trasferiti, affermando che “una forza molto potente” li aveva costretti a fuggire. Nonostante il film sia un classico del genere horror, difficilmente rappresenta la vera storia della casa.

Il caso Amityville potrebbe essere considerato quello più noto e studiato tra quelli affrontati dai coniugi Warren. Ma cosa successe davvero a Amityville?

La casa ad Amityville

La residenza di tre piani fu inizialmente edificata per John e Catherine Moynahan, che comprarono il terreno dalla famiglia Ireland all’inizio degli anni Venti del secolo scorso. I Moynahan eliminarono un piccolo cottage preesistente dal terreno e affidarono al costruttore locale Jessy Purdy il compito di edificare la casa, dotata di cinque stanze da letto e quattro bagni, con un tetto a mansarda e due finestre semicircolari che danno su Ocean Avenue. Il 17 ottobre 1960, Eileen Fitzgerald, la figlia dei Moynahan cedette la casa a John e Mary Riley, che vi abitarono per cinque anni prima di venderla a Ronald Sr. e Louise DeFeo il 28 giugno del 1965.

Una vecchia fotografia di Ocean Avenue agli inizi del XX secolo
Ocean Avenue agli inizi del XX secolo

Al momento dell’acquisto della casa, i DeFeo avevano quattro bambini, Ronald Jr., Dawn, Allison e Marc, e un altro in arrivo: John, che nacque più tardi nello stesso anno. Per Ronnie, poter traslocare la sua famiglia dal loro piccolo appartamento a Brooklyn alla grande casa su Ocean Avenue fu la realizzazione di un sogno. Ronnie chiamò affettuosamente la casa “High Hopes” (Grandi Speranze) e appese un cartello con questo nome su un palo nel prato anteriore. Tuttavia, all’interno della casa, l’atteggiamento offensivo e dominante di Ronnie nei confronti di sua moglie e dei suoi figli ha portato a un aumento della tensione che ha raggiunto un tragico apice nove anni dopo.

Nel dicembre del 1975, Ronald Jr. è stato condannato a scontare sei pene consecutive di venticinque anni di reclusione. Questa sentenza ha segnato la fine di un capitolo oscuro nella storia della famiglia DeFeo, ma le cicatrici di quella notte terribile rimangono ancora oggi.

Chi era Ronald DeFeo Jr.

Ronald DeFeo Jr. (1951-2021), noto come “Butch”, era il maggiore dei cinque figli di Ronald Joseph DeFeo Sr. (1930-1974), chiamato “Ronnie”, un imprenditore di successo di origine italiana, e di sua moglie Louise Brigante. La famiglia DeFeo, originaria di Brooklyn, si trasferì nel 1965 nella villa ad Amityville. Ronald Sr. era un padre autoritario e violento, spesso maltrattava i figli e la moglie. Butch, il figlio prediletto ma anche il più maltrattato, era oggetto di alte aspettative. A scuola, Butch, un ragazzo sovrappeso e introverso, era spesso vittima di bullismo.

Butch e Ronnie DeFeo in un ritratto che era appeso in casa
Butch e Ronnie DeFeo in un ritratto che era appeso in casa
Louise Brigante in DeFeo
LoLouise Brigante in DeFeo

Per distinguere Ronald Senior dal figlio Ronald Junior, d’ora in poi userò solo i loro soprannomi: Ronnie per il padre e Butch per il figlio.

Con l’età, Butch iniziò a litigare frequentemente con il padre e i suoi pochi amici. Preoccupata per lui, la famiglia lo portò da uno psichiatra, ma Butch rifiutò di ammettere di avere bisogno di aiuto. Le visite dallo psichiatra cessarono e i DeFeo cercarono di migliorare l’umore di Butch con regali costosi, tra cui un motoscafo. Tuttavia, i problemi di Butch peggiorarono e a diciassette anni iniziò a fare uso di LSD ed eroina, e fu espulso dalla scuola per la sua violenza e impulsività.

A diciotto anni, Butch fu assunto come dirigente nella concessionaria d’auto del padre, nonostante le sue scarse aspettative. Riceveva uno stipendio settimanale di mille dollari dal padre, che Butch sperperava in discoteche e locali, abusando di alcol e droghe. Tentò più volte di fuggire da casa per sfuggire alle violenze domestiche, ma ogni volta veniva rintracciato dal padre e riportato a casa.

I figli dei DeFeo. Da sinistra in alto: John, Allison e Marc. Da sinistra in basso: Dawn e Butch
I figli dei DeFeo. Da sinistra in alto: John, Allison e Marc. Da sinistra in basso: Dawn e Butch

Il comportamento di Butch divenne sempre più bizzarro: una volta minacciò un amico con un fucile dopo una battuta di caccia, per poi comportarsi come se nulla fosse successo. In un’altra occasione, tentò di sparare al padre durante una lite tra i suoi genitori, ma fallì a causa di un malfunzionamento dell’arma. Ronnie., sconvolto dall’accaduto, riempì la casa di simboli religiosi e iniziò a frequentare la chiesa più spesso. Quando i vicini gli chiesero perché, rispose di avere “il diavolo in casa”, senza specificare se si riferisse a Butch o ad altri strani eventi in casa.

Nel 1974, Butch organizzò una rapina a mano armata nella concessionaria del padre, frustrato dallo stipendio che riteneva insufficiente. Dopo la denuncia di Ron, la polizia interrogò Butch, che reagì con grande rabbia. Grazie all’intercessione del padre, Butch evitò il carcere; tuttavia, Ronnie iniziò a sospettare del coinvolgimento del figlio nella rapina. Quando cercò di parlarne con il figlio Butch, questi lo minacciò di morte.

Pochi giorni prima del delitto, durante un litigio particolarmente acceso, Ronnie chiamò il figlio “demonio” e Butch rispose minacciando di “uccidere tutti”.

Il massacro al 112 di Ocean Avenue

Il 13 novembre 1974, intorno alle 18:30, il ventitreenne Butch, entrò nel bar Henry’s ad Amityville, Long Island, New York, esclamando: «Ho bisogno del tuo aiuto! Credo che i miei genitori siano stati assassinati!». Buth e un gruppo di persone si precipitarono al 112 di Ocean Avenue, vicino al bar, dove scoprirono che tutti i componenti della famiglia DeFeo erano stati uccisi in casa. Joe Yeswit, un amico di DeFeo, chiamò il dipartimento di polizia della contea di Suffolk, che ispezionò la casa e trovò sei membri della famiglia morti nei loro letti.

14 novembre 1974 - Due membri dell'ufficio del coroner rimuovono uno dei sei corpi
14 novembre 1974 – Due membri dell’ufficio del coroner rimuovono uno dei sei corpi

Le vittime erano i genitori di Butch, Ronald Joseph DeFeo Sr. (1930-1974) che avrebbe compiuto 44 anni tre giorni prima della morte, e Louise Marie Brigante (1931-1974) morta a 42 anni; e i suoi quattro fratelli: Dawn Theresa (1956-1974) morta a 18 anni, Allison Louise (1961-1974) morta a 13 anni, Marc Gregory (1962-1974) morto a 12 anni e John Matthew (1965-1974) morto a 9 anni. Tutte le vittime erano state uccise con un fucile Marlin 336C calibro .35 intorno alle 3:00 di mattina di quel giorno. I bambini erano stati uccisi con un solo colpo, mentre i genitori erano stati colpiti due volte. Le prove indicano che Louise DeFeo e sua figlia Allison erano sveglie al momento della loro morte. Secondo la polizia della contea di Suffolk, tutte le vittime sono state trovate distese a faccia in giù sui loro letti. Le sei vittime furono poi sepolte nel vicino cimitero di Saint Charles a Farmingdale.

L'arresto di Butch DeFeo
L’arresto di Butch DeFeo
Butch DeFeo in manette
sostenuto dal commissario George Harrison
Butch DeFeo in manette
sostenuto dal commissario George Harrison

Butch, l’unico sopravvissuto della famiglia, fu portato alla stazione di polizia locale per protezione dopo aver suggerito agli agenti che gli omicidi erano stati commessi da un sicario della mafia di nome Louis Falini. Tuttavia, un’intervista presso la stazione rivelò gravi incongruenze nel suo racconto. Il giorno successivo confessò di aver commesso lui stesso gli omicidi; Falini, il presunto sicario, aveva un alibi che provava che era fuori dallo stato al momento degli omicidi. DeFeo disse agli investigatori: «Una volta iniziato, non potevo fermarmi. È successo tutto così velocemente». Ammise di aver fatto un bagno e di essersi cambiato, e descrisse in dettaglio dove aveva gettato le prove cruciali, come i vestiti macchiati di sangue, il fucile Marlin e le cartucce, prima di andare a lavorare come se nulla fosse successo.

Butch, l’autore dei noti Omicidi di Amityville, è stato arrestato il 21 novembre 1974. L’arresto è avvenuto dopo che aveva confessato alla polizia il suo coinvolgimento nell’uccisione di tutta la sua famiglia. L’arresto è stato eseguito dalla polizia della Contea di Suffolk. Il detective George Harrison prese in custodia Butch DeFeo dopo che questi aveva fornito una storia creduta falsa.

I funerali della famiglia DeFeo

Gli omicidi brutali, perpetrati da Butch, hanno lasciato sei membri della famiglia morti nella loro casa. Mentre la comunità lottava con lo shock e il dolore, il funerale della famiglia DeFeo è diventato un evento cupo che ha attirato l’attenzione dei media e coinvolto un mix di dolenti e curiosi osservatori.

Il rito funebre per la famiglia DeFeo si è svolto il 18 novembre 1974, subito dopo gli omicidi, ed è stato senza dubbio un’occasione commovente ed emotiva per tutta la comunità di Amityville e non solo. Il servizio funebre cattolico, tenuto presso la chiesa cattolica di St. Martin of Tours ad Amityville, è stato presieduto dal clero locale che mirava a fornire conforto a una comunità alle prese con una perdita inimmaginabile. Il rito funebre avrebbe compreso preghiere, inni ed elogi, con un’enfasi sulla ricerca di conforto e sostegno per coloro che erano rimasti indietro. Date le nature scioccanti delle morti, il funerale avrebbe probabilmente messo in luce il dolore condiviso della comunità e la necessità di unirsi di fronte alla tragedia.

La cerimonia funebre per Ronnie DeFeo, sua consorte Louise e i loro quattro figli ha visto la presenza di un’immensa folla, tra cui amici, parenti e membri della comunità di Amityville. L’interno della chiesa era gremito con circa ottocento persone addolorate, mentre altre trecento erano costrette a rimanere all’esterno durante la cerimonia. La presenza di personale dei media ha aggiunto un ulteriore livello di complessità all’evento, poiché il mondo osservava da vicino per capire i dettagli degli omicidi e la risposta della comunità. Nonostante lo stigma associato ai crimini, alcuni dolenti probabilmente sono intervenuti sentendosi obbligati a rendere omaggio alle vittime innocenti che hanno perso la vita. L’atmosfera al funerale sarebbe stata tesa, con un misto palpabile di dolore, shock e curiosità.

Dopo il servizio funebre, i membri della famiglia DeFeo sono stati sepolti nel cimitero di St. Charles, situato a Farmingdale, New York. Il cimitero, che ha servito come luogo di riposo finale per molte famiglie cattoliche della regione, è diventato il luogo solenne dove la famiglia DeFeo è stata sepolta. La sepoltura, un affare privato al quale hanno partecipato parenti e amici stretti, ha offerto uno spazio più intimo per il lutto e la riflessione. La tomba è diventata un luogo in cui i cari potevano visitare e ricordare le vittime, nonostante la cupa fama che aleggia sul nome della famiglia.

Processo e condanna di Butch DeFeo

Il processo legale di Butch DeFeo ebbe inizio il 14 ottobre 1975. Lui e il suo avvocato, William Weber (1940-2020), optarono per una difesa basata sulla pazzia, con DeFeo che sosteneva di non ricordare di aver commesso l’omicidio della sua famiglia. La tesi della difesa, che DeFeo fosse mentalmente instabile, fu sostenuta dallo psichiatra Daniel W. Schwartz.

Dall’altra parte, lo psichiatra dell’accusa, il dottor Harold Zolan, argomentò che, nonostante DeFeo fosse un assuntore di eroina e LSD, soffriva di un disturbo antisociale di personalità e, pertanto, era pienamente consapevole delle sue azioni al momento del crimine. Il giudice del processo, Thomas M. Stark (1925-2014), descrisse i crimini di DeFeo come «gli omicidi più efferati mai commessi nella contea di Suffolk dalla sua fondazione.»

Il 21 novembre 1975, DeFeo fu riconosciuto colpevole di sei capi d’accusa di omicidio di secondo grado. Il 4 dicembre 1975, il giudice Stark emise la sentenza: DeFeo fu condannato a sei pene detentive a vita, ciascuna della durata di 25 anni, praticamente all’ergastolo.

Butch afferma nuove versioni dei fatti e spunta una presunta moglie

Dopo essere stato condannato, DeFeo ha fornito diverse versioni degli omicidi. In un’intervista del 1986 con Newsday, Butch ha sostenuto che sua sorella Dawn aveva ucciso il loro padre e che, in preda allo shock, la loro madre aveva ucciso tutti i loro fratelli con un fucile, prima di uccidere se stessa. Ha affermato di aver assunto la responsabilità degli omicidi per paura di contrariare il nonno, Michael Brigante Sr., detto Mike (1909-1991), e lo zio di suo padre, temendo che avrebbero potuto ucciderlo. Lo zio di suo padre era Peter DeFeo (1902-1993), noto anche come “Philie Aquilino”, un caporegime della famiglia mafiosa Genovese.

In questa intervista, Butch ha anche dichiarato che al momento degli omicidi era sposato con una donna di nome Geraldine Gates, con la quale viveva nel New Jersey, e che sua madre lo aveva chiamato per chiedergli di tornare ad Amityville per placare una lite tra lei, Dawn e il loro padre. Successivamente, si è recato ad Amityville con il fratello di Geraldine, Richard Romondoe, che era con lui al momento degli omicidi e poteva confermare tutta la sua storia.

Nel 1990, Butch ha presentato una mozione 440, un procedimento per annullare la sua condanna. A sostegno della sua mozione, DeFeo ha affermato che sua sorella Dawn e un aggressore non identificato, che erano fuggiti dalla casa prima che potesse vederlo chiaramente, avevano ucciso i loro genitori e che Dawn aveva successivamente ucciso i loro fratelli.

Ronald DeFeo Jr. detenuto. Foto del 24 giugno 1992
Ronald DeFeo Jr. detenuto. Foto del 24 giugno 1992
Un ritratto di Allison e Dawn DeFeo che si trovava appeso in casa
Un ritratto di Allison e Dawn DeFeo che si trovava appeso in casa

Ha detto che l’unica persona che ha ucciso è stata Dawn, ma per errore mentre lottavano per contendersi il fucile. Ancora una volta, ha affermato di essere sposato con Geraldine e che suo fratello era con lui al momento degli omicidi. Una dichiarazione giurata di Richard Romondoe è stata presentata alla corte, affermando che non poteva essere rintracciato per testimoniare di persona.

L’ufficio del procuratore distrettuale della contea di Suffolk ha presentato alla corte prove in cui Richard Romondoe non esisteva e che Geraldine viveva nello stato di New York sposata con un’altra persona al momento degli omicidi. Geraldine non ha testimoniato in questa udienza, perché le autorità l’avevano già affrontata riguardo alle false affermazioni; nel 1992, avevano ottenuto una dichiarazione sotto giuramento in cui ammetteva che Romondoe era un personaggio inventato e che in realtà non aveva sposato DeFeo fino al 1989, in previsione del deposito della mozione 440.

La non-moglie diventa moglie di DeFeo

Intorno al 1984, Geraldine Gates entrò in contatto con Butch e alla fine divenne sua moglie. Nel 1986, Newsday condusse un’intervista sia a Geraldine che a Butch. Entrambi affermarono di avere una figlia insieme e di essersi incontrati nel 1973, per poi sposarsi poco dopo. Si dice che si siano sposati nel 1989 e Geraldine continuò a fare dichiarazioni enigmatiche.

In seguito, Geraldine entrò in contatto con Rick Osuna, autore del libro The Night the DeFeos Died: Reinvestigating the Amityville Murders del 2002, basato sui racconti di Geraldine Gates e venduto come un’opera di saggistica. Nel 2011, il regista Ryan Katzenbach pubblicò una serie di documentari basati sul libro di Ric Osuna. La serie di documentari contiene tre episodi riguardanti la notte in cui morirono i DeFeo, ma di questo ve ne scriverò meglio nei paragrafi successivi. Durante questo documentario, Geraldine ebbe un ampio spazio. Tuttavia, sia il libro che il documentario sono considerati controversi.

Il figlio di Geraldine, Peter Pisani, ha successivamente rivelato la verità su sua madre e sui suoi piani finanziari. Peter è apparso nel podcast Opperman Report di Ed Opperman. Peter ha parlato senza mezzi termini, affermando che sua madre non aveva incontrato Butch DeFeo nel 1973, né prima, e che non avevano mai avuto figli insieme e, infine, che non conoscevano i Lutz prima degli omicidi. Ha anche affermato che Geraldine non aveva incontrato padre Ralph Pecoraro e non gli aveva fatto confessare che l’orrore di Amityville fosse una bugia.

Secondo Peter, sua madre era sposata quando ha contattato Butch in prigione e suo marito era a conoscenza delle sue azioni e le aveva pienamente accettate. Ha persino accompagnato lei e i suoi figli in diverse prigioni per visitare DeFeo. Inoltre, Peter ha rivelato che l’intero piano di Geraldine fin dal primo giorno era quello di acquisire potere e denaro. E come avrebbe detto Geraldine: «ricordatevi delle persone, se non potete guadagnare denaro dal fatto che la storia sia vera, dite semplicemente che è falsa.»

Comunque stiano le cose, Ronald DeFeo Jr. trascorse il resto della sua vita nel Sullivan Correctional Facility, un istituto penitenziario situato a Fallsburg, New York. Nonostante numerosi tentativi di appello e richieste alla commissione per la libertà vigilata, tutte le sue richieste furono respinte e rimase in prigione fino alla sua morte, il 12 marzo 2021.

Gli strani fenomeni affermati da DeFeo

Il fucile utilizzato da DeFeo per sterminare la famiglia
Il fucile utilizzato da DeFeo per sterminare la famiglia

Durante il processo e in numerose interviste, Butch ha riferito una serie di eventi strani che sarebbero accaduti nella casa nel corso degli anni. Tra questi, le tubature della casa che scoppiavano spontaneamente, creando disagi e preoccupazioni. In un’occasione, Ronnie sentì la necessità di chiamare un prete per eseguire un esorcismo all’interno della casa. Durante questo rituale, le porte avrebbero iniziato a sbattere violentemente e le candele a tremare, come se una forza invisibile stesse cercando di resistere alla benedizione.

La notte più tragica fu quella in cui Butch sterminò la sua famiglia. Nonostante l’uso di un fucile, nessuno dei familiari, del cane o dei vicini di casa sentì il rumore degli spari. Questo fatto rimane ancora oggi un mistero inspiegabile. È stato appurato con certezza che i membri della famiglia DeFeo non erano stati drogati o narcotizzati e che Butch non aveva utilizzato un silenziatore. Questi dettagli aggiungono ulteriori elementi di stranezza e mistero alla già tragica storia della famiglia DeFeo.

La famiglia Lutz

Famiglia Lutz
Famiglia Lutz

Più o meno nello stesso periodo, l’ex casa dei DeFeo fu venduta a George Lee Lutz (1947-2006) e Kathleen Theresa Lutz (1946-2004), chiamata Kathy, che vi si trasferirono con i loro tre figli piccoli il 18 dicembre 1975. Non è noto il cognome da nubile di Kathy. Secondo la loro storia, la famiglia iniziò a sperimentare attività paranormali il primo giorno in casa. Il libro del 1977, The Amityville Horror di Jay Anson (1921-1980), fornisce un resoconto agghiacciante degli orrori che hanno dovuto affrontare.

Subito dopo aver acquistato la casa, Kathy Lutz chiamò Padre Ralph Pecoraro (1934-1987) per benedirla. Durante la benedizione di una stanza al piano superiore, il prete fu colpito da un’entità invisibile e sentì una voce che gli intimava di lasciare la casa. La casa fu poi invasa da odori misteriosi e sgradevoli. Da pareti e servizi igienici fuoriusciva una sostanza verde gelatinosa e l’acqua dello scarico del water diventava nera. Sciami di mosche apparivano frequentemente nella stanza da cucire, la stessa in cui Padre Pecoraro aveva sentito la voce minacciosa.

Strane gocce nere, simili a muco nasale, stillavano dai buchi delle serrature. George si svegliava ogni notte alle 3:15, l’ora esatta del delitto dei DeFeo; questo secondo lui, in realtà l’ora precisa non è mai stata stabilita se non intorno alle tre del mattino. Kathy iniziò ad avere incubi, in uno dei quali rivisse la morte della signora DeFeo, riuscendo a descrivere con precisione i punti di entrata e uscita dei proiettili che la colpirono. I bambini iniziarono a litigare violentemente tra loro e si sentivano passi in tutta la casa. In piena notte, la porta principale sbatteva da sola.

Quando i Lutz invitavano ospiti nella loro nuova casa, molti di loro furono testimoni di questi rumori strani. Sentivano passi al piano di sopra provenire dalla cucina e, quando andavano a controllare, trovavano i bambini addormentati. Su consiglio di un amico, i Lutz tentarono di purificare la casa aprendo tutte le finestre e recitando preghiere con un crocifisso in mano, ma sentirono delle voci che gli urlavano di smettere.

Un giorno, mentre si trovava in cucina, Kathy sentì una presenza abbracciarla improvvisamente alle spalle. Inoltre, avrebbe visto qualcuno o qualcosa che la spiava dalla finestra in piena notte. Ombre furono viste muoversi per la casa. A un certo punto, George e Kathy notarono che la loro figlia Missy aveva iniziato a interagire con un’amica immaginaria di nome Jodie, descritta dalla bambina come un grosso maiale. Una notte, George entrò in camera di Missy e vide degli occhi rossi che lo spiavano da fuori della finestra. La mattina seguente, rinvenne sulla neve delle impronte caprine.

Per due notti, George si svegliò e vide la moglie levitare. Per tre volte, sentì numerosi strumenti musicali suonare di notte nel salone. Quando scese in salotto e accese la luce, notò con orrore che i mobili erano stati tutti spostati contro le pareti e il tappeto era stato arrotolato come per far spazio a una banda di musicisti o di ballerini.

Gli eventi dell’ultimo giorno nella casa rimangono avvolti nel mistero. George Lutz si è sempre rifiutato di parlare di quel giorno, rispondendo a chiunque cercasse di fargli raccontare cosa successe: «Le cose che successero quel giorno non sono mai state dette. Non dovrebbero mai essere dette». Tuttavia, è trapelato che la temperatura all’interno della casa oscillava tra estremi di freddo e caldo, si sentivano strani rumori e le parti interne della casa sembravano muoversi producendo lamenti. Inoltre, George incontrò una figura incappucciata al secondo piano, la quale si levò in piedi senza muoversi, puntando verso di lui.

La famiglia raggiunse il punto di rottura il 14 gennaio 1976, meno di un mese dopo essersi trasferita, e fuggì di casa lasciando dietro di sé tutte le sue cose. A seguito di un’indagine paranormale condotta a marzo, i Lutz restituirono la casa alla banca e si trasferirono in California. Nonostante un articolo del Newsday sfatasse gran parte della loro storia, The Amityville Horror suscitò nel pubblico un fascino che persiste ancora oggi.

I fenomeni riscontrati dai coniugi Warren

Ed e Lorraine Warren, noti investigatori del paranormale, furono chiamati per condurre un’indagine sulla casa. Non si presentarono da soli, ma portarono con sé una troupe cinematografica affiliata a un canale di notizie locali, pronta a documentare ogni evento straordinario che avrebbe potuto verificarsi. Edward Warren Miney, chiamato Ed (1926-2006) e Lorraine Rita Moran (1927-2019) sono i fondatori della New England Society for Psychic Research, istituita nel 1952, e di un Museo dell’Occulto (Warrens’ Occult Museum) situato nella loro abitazione. Hanno contribuito alla letteratura paranormale con numerosi libri e hanno condotto molte indagini su casi associati a presunti fenomeni sovrannaturali.

Nonostante l’importanza dell’indagine, ci furono molti scettici che la liquidarono come un semplice “pigiama party psichico”, sminuendo la serietà del lavoro dei coniugi Warren. Tuttavia, Lorraine, dotata di una sensibilità particolare per il paranormale, percepì una presenza oscura e maligna all’interno della casa. Nonostante le critiche e il sarcasmo, insistette sul fatto che la casa fosse infestata da entità demoniache.

La sua convinzione non era basata su semplici supposizioni, ma su una percezione profonda e inquietante che sentiva ogni volta che entrava nella casa. Questa sensazione di malevolenza era così forte che Lorraine non ebbe dubbi sulla natura demoniaca dell’entità che infestava la casa. Nonostante le critiche, i coniugi Warren continuarono la loro indagine, determinati a scoprire la verità nascosta dietro gli eventi inspiegabili che si verificavano nella casa.

Nel corso della loro indagine, Ed e Lorraine Warren si imbatterono in una serie di eventi inquietanti. Nella cantina, Ed fu testimone di ombre che brillavano di migliaia di puntini di luce. Queste ombre sembravano avere una volontà propria e tentarono di buttarlo a terra. In risposta, Ed si affidò alla sua fede religiosa per resistere all’attacco. Comandò con fermezza allo spirito di lasciare la casa. In quel momento, ebbe la sensazione di qualcosa che cercava di sollevarlo da terra. Questa esperienza gli confermò che la casa era infestata da una presenza veramente maligna.

Lorraine, dal canto suo, fu presa dal panico ancor prima di entrare nella casa. Sentendo il bisogno di un sostegno spirituale, contattò in anticipo alcuni amici preti, chiedendo loro di accompagnarla spiritualmente durante l’indagine. Mentre saliva al secondo piano, Lorraine fu investita da un’ondata di forze oscure che sembravano abbattersi su di lei, rendendo l’atmosfera pesante e opprimente.

Una volta entrata nella stanza di Kathy Lutz, Lorraine, grazie ai suoi poteri di chiaroveggenza, riconobbe gli stessi mobili che erano presenti quando le sorelle DeFeo furono brutalmente assassinate. Questa scoperta la turbò profondamente.

Al terzo piano, Lorraine ebbe un incontro ancora più spaventoso. Vide lo spettro di Ronnie, il padre della famiglia sterminata. Questo incontro fu così terribile e sinistro che Lorraine ne rimase profondamente scossa. Fu in quel momento che comprese che non c’era nulla che potesse fare per aiutare o espellere lo spirito dalla casa. La presenza maligna era troppo forte e radicata. Questa realizzazione segnò un punto di svolta nell’indagine, convincendo gli Warren della gravità della situazione.

Altri fenomeni che hanno alimentato la storia

La casa di Amityville

Nel corso degli anni, la storia della casa al 112 di Ocean Avenue di Amityville si è arricchita di dettagli sempre più inquietanti, grazie alla crescente popolarità di libri e film che ne raccontano gli eventi. Prima della costruzione della famosa dimora, sembra che in quel luogo fosse presente un sanatorio o un cimitero indiano dei Shinnecock, un popolo di lingua algonchina discendente dalle nazioni Pequot e Narragansett del New England meridionale, aggiungendo un alone di mistero e di superstizione al luogo.

Un’altra leggenda narra di uno stregone di nome John Ketchum, che sarebbe fuggito durante l’inquisizione e la caccia alle streghe di Salem. Si dice che la sua casa fosse stata abbattuta per far posto alla costruzione della casa che oggi conosciamo.

I primi proprietari della casa, i coniugi Moynahan, furono costretti a spostare la dimora in fondo alla strada a causa di fenomeni paranormali che li perseguitavano. Inoltre, si afferma che la camera rossa situata nel sotto scala fosse una sorta di porta per l’inferno.

Margot Kidder e James Brolin ascoltano le indicazioni del regista Stuart Rosenberg sul set di The Amityville Horror del 1979
Margot Kidder e James Brolin ascoltano le indicazioni del regista Stuart Rosenberg
sul set di The Amityville Horror del 1979

Durante le riprese del film The Amityville Horror, la troupe dell’American International Pictures (AIP) fu talmente spaventata dai fenomeni strani che avvenivano durante le riprese e dalla sinistra storia della dimora, che decise di non girare il film nella casa reale.

Durante la breve permanenza della famiglia Lutz, si racconta che fu chiamato un fabbro per riparare la porta d’ingresso, che era stata inspiegabilmente strappata dai cardini. Infine, sembra che chiunque abbia tentato di abitare nella casa ad Amityville, sia fuggito o abbia avuto sventure anche dopo essersi trasferito altrove, come se la maledizione della casa continuasse a perseguitarli.

Inoltre, durante una seduta spiritica con gli Warren, furono scattate alcune fotografie dal fotografo Gene Campbell. Il fotografo aveva installato una fotocamera autonoma per catturare immagini a infrarossi in bianco e nero di notte. Una di queste fotografie mostra un “ragazzo demoniaco” che, secondo i credenti, si tratta del fantasma di John DeFeo, il più giovane dei due ragazzi DeFeo che furono uccisi nella casa.

La signora Riley, che era la proprietaria della casa prima dei DeFeo, durante la sua ultima notte passata nella dimora, pronunciò una frase inquietante: «Se non mi ha avuto questa sera, non mi avrà mai». Queste parole sembravano preannunciare gli eventi spaventosi che avrebbero seguito.

Il fantasma di John DeFeo a Amityville

In un’occasione, una squadra televisiva che stava documentando la casa ha sperimentato una serie di problemi tecnici inspiegabili e malattie improvvise, come se una forza invisibile interferisse con il loro lavoro.

Nel 1997, un evento ancora più terrificante si verificò quando un uomo che viveva nella casa tentò di uccidere sua moglie. Si giustificò affermando di aver visto uno “spettro demoniaco”, suggerendo che la casa fosse infestata da entità maligne.

In un tentativo di svelare il mistero, una famiglia decise di costruire una replica esatta della casa. Tuttavia, anche in questa copia perfetta, cominciarono a verificarsi fenomeni paranormali, confermando la presenza di forze oscure.

Un evento particolarmente inquietante riguarda una persona che, semplicemente toccando la porta del 112 di Ocean Avenue, cadde in coma per due mesi. Questo incidente ha ulteriormente alimentato le voci sulla maledizione della casa.

Chiunque desideri acquistare la casa deve firmare un documento in cui si impegna a non parlare di eventuali avvenimenti paranormali che potrebbero verificarsi all’interno della stessa. Questa clausola sembra riconoscere l’aura di mistero e terrore che avvolge la casa.

Durante una serata a casa dei Cromarty (i successivi proprietari della casa dopo i Lutz), uno degli ospiti chiese cosa pensassero del libro di Jay Anson, che racconta la storia della casa. In risposta, una finestra al primo piano si chiuse da sola, come se la casa stessa manifestasse il suo malcontento. Questo episodio ha ulteriormente rafforzato la convinzione che la casa sia infestata da entità sovrannaturali.

Quanto c’è di vero in tutta questa storia? Scopriamolo!

Come accade spesso con le leggende, la narrazione di Amityville si è sviluppata ben oltre il contenuto del libro e del film. La storia ha preso vita propria, alimentata dall’interesse del pubblico e dalla fascinazione per il paranormale, espandendosi e arricchendosi di nuovi dettagli e interpretazioni nel corso del tempo. Questo fenomeno è comune nelle storie di fantasmi e case infestate, dove la linea tra fatti reali e finzione spesso si sfuma, dando vita a racconti sempre più intricati e affascinanti. La storia di Amityville non è da meno, è avvolta in un mistero che mescola fatti reali e presunte manifestazioni paranormali. Ma quanto c’è di vero in questa storia?

La versione dell’avvocato di Butch DeFeo

William Weber, noto per essere l’avvocato difensore di Ronald “Butch” DeFeo Jr., condannato per l’assassinio della sua famiglia in quella famigerata casa, ha fatto una rivelazione sorprendente. Secondo Weber, l’intera storia dell’infestazione era un inganno che lui e Jay Anson (1921-1980), l’autore del romanzo The Amityville Horror del 1977, avevano architettato durante una serata alcolica. L’obiettivo di questa truffa era di aiutare l’appello di DeFeo contro la sua condanna.

William Weber con Mike Brigante
William Weber con Mike Brigante

La logica dietro questo piano è difficile da comprendere, considerando che DeFeo ha ammesso l’omicidio dopo solo dodici giorni dal crimine. Tuttavia, Weber sembra aver creduto che, una volta che DeFeo avesse confessato il crimine e negato qualsiasi forma di pazzia o voci, l’unica difesa plausibile rimasta fosse che un demone-maiale lo avesse indotto a commettere l’omicidio.

Per portare avanti questo piano audace, Weber ha coinvolto la famiglia Lutz, i successivi residenti di 112 di Ocean Avenue. Durante un incontro con George e Kathy Lutz, Weber ha discusso la trama che sarebbe diventata la base del libro di Anson. Weber ha affermato: «Sono consapevole che questo libro è una frode. Abbiamo concepito questa storia dell’orrore dopo diversi bicchieri di vino.»

Weber doveva avere una grande fiducia nel fatto che i Lutz, una famiglia completamente nuova, avrebbero accettato di partecipare a questo piano criminale ed estremamente improbabile. Inoltre, il piano richiedeva la collaborazione di Anson, l’autore, e tutti dovevano mantenere il silenzio su questo piano intricato e riprovevole per liberare un assassino che non aveva mai mostrato alcuna bontà.

Ma cosa avrebbe guadagnato Weber da tutto questo? DeFeo non era un uomo ricco; era un criminale senza un soldo. Forse Weber ha orchestrato tutto questo solo per il gusto di farlo. Oppure, la sua storia potrebbe essere un’altra menzogna, forse un tentativo di attirare l’attenzione sul libro che avrebbe inevitabilmente scritto sul caso.

L’ombra della mafia sulla strage dei DeFeo

Carlo Gambino
Carlo Gambino

Nel tanto discusso libro del 2002, The Night the DeFeos Died: Reinvestigating the Amityville Murders, Ric Osuna esamina in dettaglio tutte le anomalie che circondano il caso. Discute gli ostacoli che la squadra di difesa ha dovuto affrontare per accedere alle prove non presentate e l’urgenza delle autorità di incarcerare un colpevole prima di ottenere una narrazione coerente degli eventi. Da anni, Osuna chiede la riapertura del caso. Il suo scopo non era di assolvere Butch DeFeo, che ha ammesso il crimine ed è morto in prigione nel marzo 2021 all’età di 69 anni, ma di determinare il suo vero ruolo nell’omicidio della sua famiglia.

Fin dal momento del suo arresto, ci sono stati dubbi sulla colpevolezza di DeFeo, poiché le autorità dell’epoca erano convinte che il crimine fosse stato commesso da più persone. Nelle sue conclusioni, Osuna afferma che DeFeo ha ucciso i suoi genitori con l’aiuto di un amico. Tuttavia, sostiene che i suoi fratelli più piccoli siano stati uccisi dalla sorella Dawn, di 18 anni, che DeFeo avrebbe poi ucciso dopo aver assistito all’orribile atto. Tra le prove citate da Osuna, c’è una dichiarazione giurata firmata nel 1974 dal fidanzato di Dawn, con cui voleva trasferirsi in Florida nonostante l’opposizione dei suoi genitori, e una canzone apparentemente umoristica scritta da Dawn poco tempo prima, intitolata The Night the DeFeos Died (La notte in cui morirono i DeFeo), in cui immaginava l’omicidio della sua famiglia.

La seconda parte del libro di Osuna si concentra sulla ricostruzione della vita familiare dei DeFeo, dal loro arrivo al 112 di Ocean Avenue ad Amityville, che acquistarono nel 1965. Nonostante la stampa scandalistica abbia enfatizzato l’insegna (Grandi Speranze) che Ronnie aveva appeso all’ingresso della casa come simbolo della prosperità che cercava, il 112 di Ocean Avenue era tutt’altro che una casa idilliaca secondo i vicini. Ronnie maltrattava la moglie e i figli. Inoltre, la famiglia era direttamente legata alla criminalità organizzata attraverso il padre di Louise DeFeo, Michael “Mike” Brigante Sr., che era un socio del boss mafioso Carlo Gambino (chiamato anche Charles Gambino o “Don Carlo”). Secondo Butch DeFeo, che lavorava con il padre presso la concessionaria di auto di Brigante, e la sua fidanzata Mindy Weiss, erano già troppo familiari con la morte, avendo dovuto smaltire i corpi per conto della mafia.

 Mindy Weiss
Mindy Weiss

Un segno rivelatore della severità delle pratiche di polizia in quel periodo nella contea di Suffolk è l’elevatissimo tasso di confessioni durante gli interrogatori: 95%, un numero molto superiore rispetto al 35% nel Bronx o al 20% nella contea di Kings, a Brooklyn. Osuna sostiene che la confessione di Butch DeFeo, noto per i suoi problemi con alcol e droghe, in cui si autodenunciava come l’unico responsabile, è stata estorta sotto tortura. Tuttavia, i vari giudici coinvolti nel processo hanno respinto tutte le prove a sostegno di questa affermazione.

Il procuratore e la polizia hanno riconosciuto in più occasioni che il crimine avrebbe richiesto la partecipazione di tre persone, e un’ulteriore indagine indipendente condotta dal detective in pensione Herman Race ha confermato questa conclusione. Nonostante ciò, l’attenzione dei media sul caso e le ambizioni personali e politiche di coloro che erano dalla parte della legge richiedevano una risoluzione rapida del caso, anche se ciò significava presentare versioni ufficiali dei fatti che non erano coerenti.

La teoria di Hans Holzer sul caso Amityville

Hans Holzer (1920-2009), un rinomato parapsicologo e romanziere austriaco noto come Cacciatore di Fantasmi, ha apportato un contributo significativo allo studio del caso di Amityville. Era convinto che Butch non fosse l’unico responsabile della morte della sua intera famiglia e che fosse indubbiamente influenzato da uno spirito. Holzer, insieme a Ethel Johnson-Meyers, una medium evocatrice di spiriti, visitò la casa e la donna, posseduta da uno spirito, menzionò l’esistenza di un’entità indigena in quella casa. Poiché il 112 di Ocean Avenue era stato costruito su un antico cimitero indiano Shinnecock, Holzer dedusse che lo spirito che infestava la casa era nientemeno che un capo indiano sepolto in quel terreno. Holzer propose altre teorie per arricchire la storia dello spirito del capo indiano, ma queste erano tutt’altro che credibili.

L’inchiesta rivelò che l’arma del delitto era un fucile che produceva un rumore forte quando sparava e ricaricava. Di conseguenza, l’idea che Butch potesse andare di stanza in stanza sparando alle persone senza svegliare nessuno era piuttosto incredibile. Doveva esserci qualcun altro che aveva aiutato Butch a uccidere l’intera famiglia.

L’idea di Holzer è stata confutata da Paula Uruburu, un’amica di Dawn DeFeo, che ha affermato che era molto semplice per le persone incolpare una certa cultura senza nemmeno pensarci. Le popolazioni indigene hanno lottato per i loro diritti per molto tempo. Hanno subito torture in diverse occasioni e sono state uccise e cacciate dall’isola. Pertanto, l’intera Long Island dovrebbe essere designata come luogo di sepoltura indiano, ma ciò non indica che l’intera isola sia infestata. Un vecchio amico di Butch rilasciò un’intervista in cui la sua testimonianza riguardo ai terrori di Amityville ha trasformato l’atmosfera del racconto. Ha affermato senza mezzi termini che il suo avvocato difensore, William Weber, aveva discusso di sfruttare la storia dei Lutz per guadagnare denaro. E credeva che così fossero state inventate le storie dell’orrore di Amityville.

La fotografia del fantasma di John DeFeo

Sequenza di scatti. In basso la testa del bambino.
Sequenza di scatti. In basso la testa del bambino.

La fotografia del “ragazzo demoniaco” (ritenuto tale per gli occhi bianchi, ma questo è a casua dell’infrarosso e dell’alterazione della fotografia originale), somigliava notevolmente a uno dei figli del loro fotografo. Anche se altre persone pensano che si tratti di Paul Bartz, un investigatore che lavorava con i Warren quella notte. Inoltre, la fotografia venne resa pubblica da George Lutz solo nel 1979, tre anni dopo il caso, guardacaso in concomitanza con la promozione del film The Amityville Horror diretto da Stuart Rosenberg (1927-2007).

George Lutz la mostrò quando era ospite al The Merv Griffin Show, un talk show televisivo americano con protagonista Merv Griffin (1925-2007), un conduttore televisivo americano e magnate dei media. Molte persone si sono chieste perché la fotografia non fosse stata resa pubblica prima, il che ha portato a voci secondo cui la fotografia sarebbe stata creata per promuovere il libro che George Lutz stava scrivendo e che conteneva la stessa fotografia. Nelle prime due immagini che potete vedere qui a fianco, c’è la famosa sequenza di due scatti e, come terza immagine, l’alterazione della seconda fotografia.

Problemi tecnici durante le riprese

Nessuna squadra televisiva ha mai avuto problemi tecnici, né la troupe dell’American International Pictures (AIP) ha mai avuto paura di girare nella casa. Il film The Amityville Horror del 1979 (scritto dallo stesso autore del romanzo, così come accadde analogamente per L’Esorcista del 1973), è stato girato nel New Jersey, nel Connecticut e a Glendale, in California. La casa utilizzata nel film non è l’originale al 112 di Ocean Avenue, ma al 18 Brooks Road, a Toms River, nel New Jersey. Oggi quel set non è più riconoscibile, in quanto le iconiche finestre della casa sono state rimosse. Non fu utilizzata la casa originale perché la comunità di Amityville negò il permesso di poter riprendere con foto e videocamere, in quanto stanchi di vedere curiosi e fanatici nel proprio quartiere.

Falsità sulla casa di Amityville

I rappresentanti locali dei nativi americani hanno respinto l’affermazione presente nel capitolo 11 del libro The Amityville Horror (1977), secondo cui la casa era stata costruita sul luogo in cui gli indiani Shinnecock della zona abbandonavano in passato i malati mentali e i morenti. Prima della costruzione della casa non vi è mai stato un cimitero o un sanatorio della tribù indiana dei Shinnecock, anche perché il loro nome significa “popolo della costa pietrosa”, in quanto le loro terre ancestrali si trovavano all’estremità sudorientale di Long Island, a sud della Great Peconic Bay, quindi ben lontane da Amityville.

Tribù degli indiani Shinnecock
Tribù degli indiani Shinnecock

Non è mai stata costruita una replica della casa né è mai stata spostata a causa di fenomeni paranormali. I primi proprietari, i coniugi Moynahan, avevano solo ampliato la casa dopo un anno dalla costruzione, perché avevano avuto figli. L’unica dimora che hanno realmente spostato di un centinaio di metri, era il cottage prefabbricato dove alloggiavano mentre la famosa casa era in costruzione. Successivamente il cottage fu venduto e venne trasportato altrove.

Non è mai andato in coma nessuno semplicemente toccando la porta della casa perché ci hanno vissuto più persone dopo i Lutz e non hanno mai assistito a fenomeni inspiegabili. Né la porta è mai stata riparata da un fabbro perché non si è mai scardinata. Può essere che si sia rotta la zanzariera che precede la porta di ingresso. Non è mai stato chiesto a nessun acquirente di firmare un impegno a non parlare di fenomeni paranormali nella casa. Questa voce è stata messa in circolazione per far credere che in realtà nella casa continuino ad esserci fenomeni insoliti.

È realmente esistita una camera rossa nella casa, ma si trattava di una zona del sottoscala che i DeFeo utilizzavano come ripostiglio.

Nesssuno stregone ha abitato la casa prima dei DeFeo

Un possibile ritratto di John Ketcham
Un possibile ritratto di John Ketcham

Nessuno stregone o mago di nome John Ketcham (scritto anche Catchum o Ketchum) ha abitato nel sito dove è stata edificata la famosa casa ad Amityville. L’unico John Ketcham che abitò ad Amityville, non aveva a che fare con la stregoneria. Nel maggio 1784, quando John aveva due anni, la sua famiglia si trasferì dal Maryland al Kentucky, stabilendosi a Shelbyville. Nel 1803 John sposò Elizabeth Pearsy ed ebbe sei figli nel Kentucky e altri sei nel territorio dell’Indiana. Era un geometra autodidatta, un imprenditore edile e persino un giudice.

Il suo titolo ufficiale di colonnello John Ketcham gli è stato guadagnato grazie al suo aiuto nell’uccidere i nativi americani che si trovavano nel territorio dell’Indiana. Fu anche uno dei padri fondatori di Brownstown, Indiana e gli fu dato il titolo di elettore del generale Andrew Jackson (1767-1845).

Inoltre, John Ketcham era un parente dell’ispiratore del Dracula di Bram Stoker (1847-1912). Pochi sanno che l’ispirazione principale per il personaggio immaginario del conte Dracula non è stato del tutto Vlad III di Valacchia detto l’Impalatore (1431-1477) come si crede comunemente, ma lo scrittore Walt Whitman (1819-1892). Stoker e Whitman ebbero molti anni di corrispondenza e Stoker attraversò l’Atlantico per vederlo. E Walt Whitman era un “Ketcham”, perché discende da Sarah Ketchum (il vero cognome era scritto con la lettera U). Whitman visitava spesso Amityville perché in famiglia erano quaccheri Hicksite come lo era John Ketcham.

Le false affermazioni dei Lutz

Quello che racconta il libro The Amityville Horror di Jay Anson non corrisponde alla realtà dei fatti. George Lutz stesso confermò che il suo figliastro Danny non fu mai ospedalizzato, contrariamente a quanto affermato nel libro. Questo dettaglio mette in luce le discrepanze tra la realtà e la rappresentazione letteraria degli eventi.

Il racconto di Kathy Lutz sui tre sogni in cui vede Louise DeFeo morire per i colpi da arma da fuoco sulla testa è del tutto falso perché Louise morì a causa di due colpi di pistola nella parte superiore del corpo. Inoltre, il corpo della signora DeFeo non fu mai riesumato e tutte le voci sull’adulterio sono illazioni senza alcun riscontro in quanto era costantemente monitorata dal marito in maniera assillante.

I ricercatori Rick Moran e Peter Jordan hanno condotto un’indagine che ha confutato l’idea che ci fossero impronte di zoccoli fendenti nella neve il 1 gennaio 1976. Il loro esame ha rivelato che in quel periodo non c’era stata alcuna nevicata.

Nel libro del 1977 e nel film del 1979, venivano mostrate scene in cui gli agenti di polizia si fermavano vicino alla casa. Tuttavia, i registri hanno dimostrato che i Lutz non avevano mai chiamato la polizia durante il periodo in cui vivevano in Ocean Avenue. Infine, i vicini hanno smentito di aver notato eventi particolari o degni di nota durante il periodo in cui i Lutz hanno abitato in quella casa.

Le famiglie che abitarono nella casa dopo i Lutz

Dopo che la famiglia Lutz abbandonò 112 di Ocean Avenue, la casa fu acquistata e abitata da altre famiglie che hanno screditato gli eventi paranormali che hanno reso famosa Amityville.

La famiglia Cromarty

Nell’aprile del 1977, Jim Cromarty (1932-2020) e la moglie Barbara (1933-2022) divennero i proprietari della casa per 55.000 dollari, ignari del fatto che sarebbe stato presto scritto un libro su di essa. A novembre, furono sopraffatti da un’ondata di visitatori non invitati, che li spinse a modificare l’indirizzo della loro abitazione (108, Ocean Avenue), ridipingendola tutta di bianco. «Avevamo gente fuori, giorno e notte», ha detto Barbara degli appassionati di horror che accorrevano nella zona. «Abbiamo sempre mantenuto un ottimo atteggiamento al riguardo.»

La famiglia Cromarty
La famiglia Cromarty

In un’intervista con il quotidiano statunitense Newsday l’anno seguente, i Cromarty descrissero come la situazione fosse degenerata. A causa dell’arrivo di “visitatori” nelle ore notturne, riuscivano a malapena a dormire. In un’occasione, un uomo si mise a suonare una tromba sul loro prato alle tre del mattino. Un’altra volta, trovarono escrementi umani sotto il loro portico. Durante le festività, le decorazioni della famiglia furono rubate. La fama della loro dimora come “casa dell’orrore” perseguì anche Joyce Cromarty, la loro figlia di quattordici anni, a scuola, dove i compagni di classe la tormentavano chiedendole se avesse visto dei fantasmi da quando si era trasferita. Nonostante tutto, i Cromarty affermarono di non aver mai avuto esperienze paranormali nella casa.

Nel dicembre 1978, la famiglia Cromarty, sopraffatta dall’incessante afflusso di visitatori, decise di traslocare e offrire la casa in vendita per 100.000 dollari. Tuttavia, quando il film The Amityville Horror con James Brolin e Margot Kidder (1948-2018) debuttò nei cinema nel luglio 1979, non erano ancora riusciti a trovare un acquirente serio. Nel frattempo, l’interesse suscitato dal film stava coinvolgendo l’intera comunità.

James Brolin e Margot Kidder sul set di The Amityville Horror (1979)
James Brolin e Margot Kidder sul set di The Amityville Horror (1979)

La strada di Ocean Avenue era costellata di bottiglie di birra vuote, scatole di popcorn e altri rifiuti lasciati da curiosi che non rispettavano le proprietà altrui. Con l’aumento della folla, fu necessario assumere più agenti di polizia e pagare ore straordinarie, una spesa considerevole per una piccola località come Amityville. Nonostante le autorità avessero considerato varie strategie per capitalizzare sulla situazione, come organizzare tour in autobus o far pagare l’ingresso per visitare la casa, nessuna di queste proposte fu accettata, per rispetto verso la famiglia DeFeo.

Dopo aver abbandonato l’idea di vendere la casa, i Cromarty decisero di tornare a viverci. Per difendere la reputazione della casa, si impegnarono a tenere conferenze in tutta l’area di New York per raccontare la vera storia della casa. Nel febbraio 1982, raggiunsero un accordo con l’editore per rimuovere il sottotitolo “una storia vera” da tutte le future edizioni del libro. Tuttavia, la casa continuò ad attirare vari turisti, tanto che i Cromarty dovettero abbandonare la proprietà, lasciando lo stabile vuoto dal 1979 fino al 1987, anno in cui riuscirono a rivenderla.

Quando i Cromarty riuscirono finalmente a vendere la casa nell’agosto 1987, la situazione si era notevolmente placata. Tuttavia, ogni volta che il film veniva trasmesso in televisione, l’interesse si riaccendeva. Secondo Jim Cromarty, fu la notte in cui la casa fu venduta alla famiglia O’Neill, residenti di lunga data di Amityville, che segnò la fine di un’era.

La famiglia O’Neill

Il 17 agosto 1987, Peter e Jeanne O’Neill, comprarono la casa per 325.000 dollari, Il prezzo di vendita era aumentato quasi del 600%, un incremento non direttamente legato alla notorietà della casa come luogo di eventi horror, ma piuttosto alle numerose migliorie e ristrutturazioni effettuate dai Cromarty, oltre all’aumento generale del mercato immobiliare a Long Island. Gli O’Neill sostituirono le infamanti finestre a quarto di cerchio del terzo piano (che ricordano la forma di due occhi) con finestre quadrate e riempirono la piscina interrata perché ormai inutilizzata.

La famiglia Wilson

La famiglia O’Neill visse nella famosa casa di Amityville per dieci anni. Durante il loro soggiorno, non riscontrarono alcun fenomeno paranormale o insolito, contrariamente a quanto riportato dai precedenti proprietari, i Lutz. Inoltre, notarono una progressiva diminuzione del numero di curiosi e visitatori attratti dalla fama della casa.

Nel giugno del 1997, gli O’Neill decisero di vendere la casa. L’acquirente fu Brian Wilson, che pagò la somma di 310.000 dollari. Wilson si dimostrò un proprietario attento e curò la manutenzione della casa durante i suoi tredici anni di residenza. Tra le varie migliorie apportate, effettuò delle riparazioni alla darsena (la rimessa per le barche) e aggiunse un solarium nella parte posteriore della casa, creando così uno spazio all’aperto dove godersi il sole. A proposito: l’uomo che nel 1997 avrebbe tentato di uccidere la moglie è un fatto mai esistito.

La casa oggi non ha più le iconiche finestre
e ha un colore diverso
La casa oggi non ha più le iconiche finestre
e ha un colore diverso
La darsena
La darsena

Anche Wilson, come gli O’Neill, non ha mai sperimentato alcun fenomeno paranormale durante il suo soggiorno. Questo ha contribuito a smentire ulteriormente le voci sulla presunta attività paranormale nella casa.

Nel 2010, dopo aver vissuto lì per tredici anni, Wilson decise di mettere la casa sul mercato e di trasferirsi in un’altra residenza. La casa di Amityville, nonostante la sua fama, continuò ad essere una normale abitazione per i suoi proprietari successivi.

La famiglia D’Antonio

Nel 2010 infine, la casa fu comprata a un prezzo tre volte superiore rispetto agli anni Novanta, 950.000 dollari, da Caroline e David D’Antonio (deceduto nel 2015), quest’ultimo un membro della Amityville Historical Society, fondata nel 1969, e del Lauder Museum, fondata nel 1973 nel centro del villaggio di Amityville.

Nei sei anni di dimora, i D’Antonio aggiunsero un secondo portico sul retro della casa. Un agente immobiliare ha riferito a Newsday che, nonostante i D’Antonio fossero affezionati alla casa, la sua notorietà ha causato alcuni disagi alla loro tranquillità. Ha spiegato che c’erano persone che si fermavano per scattare foto o selfie sul marciapiede, comportamenti tipici dei turisti.

La casa di Amityville oggi

Nel 2023, un compratore non identificato detiene la proprietà della casa, acquistata nel marzo 2017. L’ultima volta che la casa è stata messa in vendita è stato nel giugno 2016, con un prezzo di listino di 850.000 dollari. Durante la prima settimana di quotazione, è stata la proprietà più popolare su Realtor.com. Nonostante ciò, la casa di 1500 metri quadri è stata venduta solo nel febbraio 2017, quando un acquirente anonimo l’ha acquistata per 605.000 dollari. In contrasto, altre case nella stessa strada hanno prezzi ben superiori al milione di dollari.

Un'immagine recente della casa a Amityville (Google Maps/Earth)
Un’immagine recente della casa (fonte: Google Maps/Earth)

I proprietari precedenti della celebre casa di Amityville, i D’Antonio, comprarono la casa nel 2010 per 950.000 dollari, un prezzo ridotto rispetto al prezzo di listino originale di 1,15 milioni di dollari, il prezzo più alto mai registrato per la cosiddetta casa infestata. Si credeva che i D’Antonio avessero scelto la casa per la sua reputazione di casa infestata e la sua popolarità. Tuttavia, dopo la morte di David, Caroline decise di ridimensionare e vendere la casa.

Nessuna famiglia che cercò di vivere nella casa a Ocean Avenue fuggì dalla casa per il terrore (a parte la storia dei Lutz); nessuno finì in miseria o fece una tragica fine.

Aggiornamenti sul caso DeFeo: nuove prove?

Ci sono coloro che ritengono che Ronald DeFeo Jr., l’unico membro della famiglia sopravvissuto e successivamente condannato per gli omicidi, non abbia agito da solo. Sostengono che sarebbe stato praticamente impossibile per una singola persona uccidere sei membri della famiglia senza che nessuno sentisse gli spari o reagisse in qualche modo.

Ryan Katzenbach, un documentarista amatoriale, ha recentemente presentato una nuova prova a sostegno di questa teoria. Ha inviato una squadra di subacquei a esplorare il canale dietro Ocean Avenue, il luogo degli omicidi. La squadra ha recuperato una pistola dal fondo del canale, che Katzenbach ritiene sia la prova definitiva che più di una persona è stata coinvolta negli omicidi.

Katzenbach sostiene: «Crediamo fermamente che una seconda pistola sia stata utilizzata nel corso dell’omicidio. Come può una persona attraversare un edificio coloniale olandese a tre piani e sparare a sei vittime diverse, su due livelli separati, e nessuno si è alzato dal letto, nessuno ha opposto resistenza?»

Nel suo documentario, Shattered Hopes (che trovate su YouTube suddiviso in tre parti), Katzenbach espone la sua convinzione che ci fosse più di un assassino quella notte. Suggerisce anche che il secondo assassino potrebbe essere stata Dawn DeFeo, la sorella di Ronald, che fu anch’essa uccisa quella notte.

Gerard Pelkofsky
Gerard Pelkofsky

Tuttavia, il dipartimento di polizia della contea di Suffolk non è convinto che la pistola recuperata sia la prova che si sbagliavano nel 1974, quando DeFeo confessò gli omicidi. Il tenente Gerard Pelkofsky ha espresso scetticismo riguardo all’ipotesi di un secondo assassino, sottolineando: «Le persone sono molto creative e Internet permette loro di tirare fuori elementi che pensano siano fatti, quando in realtà non lo sono.»

Nonostante le critiche, Katzenbach rimane fermo nelle sue convinzioni. Sostiene che l’atteggiamento del dipartimento di polizia sia più legato alla volontà di salvare la faccia che alla risoluzione dei crimini: «È un caso molto famoso per la contea di Suffolk. DeFeo è in prigione ormai da 37 anni. Per aprire questa situazione e dare la possibilità a DeFeo di ottenere un nuovo processo, semplicemente non penso che sia la strada che vogliono seguire.»

Così, come in una classica storia di fantasmi, il dibattito su cosa sia realmente accaduto quella notte di novembre 1974 ai membri della famiglia DeFeo continua. Ronald DeFeo Jr. è morto in prigione come l’unico assassino dei membri della sua famiglia. La pistola recuperata viene attualmente esaminata dalle autorità, ma il lungo periodo di tempo in cui è rimasta sul fondo del canale potrebbe rendere difficile determinare quali nuove informazioni potrebbero emergere da questa scoperta.

La domanda rimane: la pistola recuperata dal canale è una nuova prova cruciale o non è affatto collegata ai tragici eventi di quella notte su Ocean Avenue? Solo il tempo dirà, perché al momento, questi documentari sono etichettati come fraudolenti.

Film ispirati alla leggenda di Amityville

Gli efferati omicidi della famiglia DeFeo, perpetrati nel 1974 ad Amityville, hanno dato vita a un’ampia serie di film horror che hanno affascinato il pubblico. Il primo di questi, The Amityville Horror, diretto da Stuart Rosenberg (1927-2007), ha debuttato nelle sale nel 1979; nel cast James Brolin e Margot Kidder nei panni dei coniugi Lutz. Questo film ha segnato l’inizio di una prolifica serie cinematografica, tra cui si distingue Amityville II: The Possession del 1982, diretto dal regista italiano Damiano Damiani (1922-2013). Quest’ultimo film, un prequel del primo, si focalizza sugli eventi paranormali che si dice siano avvenuti nella casa al 112 di Ocean Avenue prima degli omicidi. Altri film degni di nota della serie includono Amityville 3-D (1983) di Richard Fleischer (1916-2006), Amityville Horror – La fuga del diavolo (Amityville: The Evil Escapes) del 1989, diretto da Sandor Stern, Amityville – Il ritorno (The Amityville Curse) del 1990, diretto da Tom Berry e Amityville: A New Generation (1993) diretto da John Murlowski. La leggenda di Amityville ha continuato a permeare il genere horror, influenzando anche film più recenti come il remake Amityville Horror (The Amityville Horror) del 2005, diretto da Andrew Douglas (con Melissa George e Ryan Reynolds nei panni dei coniugi Lutz); The Amityville Haunting (2011) diretto da Geoff Meed; Amityville – Il risveglio (Amityville: The Awakening) del 2017, diretto da Franck Khalfoun, e tanti altri.

Inoltre, i fatti di Amityville sono menzionati nella saga The Conjuring. Nonostante le polemiche e i dibattiti sulla veridicità dei fenomeni paranormali riportati, la saga di Amityville rimane un pilastro del cinema horror, un esempio emblematico di come un fatto di cronaca possa trasformarsi in un incubo per lo schermo. Ad oggi, la leggenda della casa al 112 di Ocean Avenue ha ispirato ben quaranta film, a testimonianza della sua persistente presa sull’immaginario collettivo.

Conclusioni

A dirla tutta, mi sembra davvero difficile credere che i Lutz non sapessero nulla degli omicidi avvenuti al 112 di Ocean Avenue quando hanno deciso di comprare quella casa. Il massacro dei DeFeo era successo solo un anno prima del loro trasferimento… insomma, mica secoli fa! Quindi viene naturale pensare che la scelta di andare proprio lì non fosse del tutto casuale, ma magari parte di un piano ben studiato.

Diciamolo chiaramente: quella casa non era infestata da nessun fantasma. Le esperienze terrificanti che i Lutz raccontavano erano, molto probabilmente, tutta una messa in scena. Mentre loro facevano il pieno di attenzione (e soldi), l’avvocato Weber cercava di sfruttare la storia dell’infestazione per tentare di ottenere un nuovo processo per Butch DeFeo.

E a un certo punto i Lutz, più o meno, l’hanno anche ammesso: quasi tutto quello che avevano raccontato, incluso quello che si legge nel libro The Amityville Horror, era… beh, fantasia.

Una fantasia però ispirata da un altro grande racconto dell’orrore: L’Esorcista, il romanzo del 1971 di William Peter Blatty (1928-2017) e il film del 1973, diretto da William Friedkin (1935-2023). Non è un caso: quel film aveva scioccato l’America, era ancora fresco nella memoria collettiva quando i Lutz iniziarono a raccontare la loro storiaccia di demoni e infestazioni. L’atmosfera culturale era perfetta per una storia del genere.

Il libro The Amityville Horror del 1977 menziona L'Esorcista in copertina
Il libro The Amityville Horror del 1977 menziona L’Esorcista in copertina

Me li immagino, i Lutz, ridere sotto i baffi mentre sensitivi improvvisati e ghost hunter prendevano tutto sul serio e si convincevano di percepire entità malvagie in casa. E poi, la ciliegina sulla torta: la copertina originale del libro The Amityville Horror del 1977 con la frase bomba:

«More hideously frightening than The Exorcist because it actually happened!»

(cioè: «Più terribilmente spaventoso de L’Esorcista perché è realmente accaduto!»)
Geniale. Marketing da manuale.

C’è anche chi dice che George Lutz potesse aver creduto inizialmente a qualche fenomeno strano, mettendo da parte quella vocina interiore che gli diceva “oh, ti stai inventando tutto”. Magari l’idea del dramma, della celebrità e — perché no — dei 100.000 dollari guadagnati alla fine, lo hanno convinto a continuare. E certo, c’è chi dice: “eh, ma hanno superato il test del poligrafo!”. Vero. Ma quanto è affidabile?

La macchina della verità è da sempre al centro di controversie: non ci sono prove scientifiche solide che dimostrino la sua capacità di scovare le bugie, anche perché si basa su reazioni emotive, non su verità oggettive. E sì, si può anche manipolare, ad esempio controllando la respirazione. Oggi viene ancora usata in alcuni stati USA, ma non è più considerata valida legalmente in tribunale. In Europa, poi, non ha mai fatto breccia.

Detto questo, i figli dei Lutz hanno sempre confermato gran parte dei dettagli delle presunte infestazioni. Ci sono stati libri, documentari, film… un po’ di tutto per cercare di confermare o smentire la loro storia. I film, va detto, hanno centrato qualche dettaglio storico, come l’omicidio dei DeFeo, ma il resto è pura fiction, sempre più lontana dalla realtà.

Perfino Daniel Lutz, il figlio, oggi residente nel Queens, dice che quei famosi ventotto giorni ad Amityville continuano a perseguitarlo. Ma sarà vero? O sarà solo un altro pezzo della leggenda?

Una cosa è certa: il fatto che tutta la storia di The Amityville Horror sia stata, in buona parte, confessata come falsa, non è ancora qualcosa di davvero noto al grande pubblico. C’è ancora un sacco di gente che ci crede, che naviga su siti pieni di racconti sensazionalistici e pseudo-verità.

Ma si sa, come dice il detto: «la verità non rovina mai una buona storia.»
E io, come dico spesso… «la verità è sempre molto più debole della leggenda.»

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