William Barrett

La percezione oltre i cinque sensi: gli studi di William Barrett sui fenomeni psichici

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L’American Society for Psychical Research (ASPR)

Nel 1884, visitò il Canada e gli Stati Uniti come parte di un viaggio per partecipare a una riunione della British Association a Montreal. Rivolgendosi a riunioni in quella città così come a Filadelfia e Boston, stimolò l’interesse per la ricerca psichica, spingendo la fondazione dell’American Society for Psychical Research (ASPR) nel gennaio 1885, con lo psicologo e filosofo statunitense di origine irlandese William James (1842-1910) come membro di spicco.

James fu presidente della SPR dal 1894 al 1895 e, insieme al matematico, filosofo e semiologo statunitense Charles Sanders Peirce (1839-1914), fondò la scuola filosofica del pragmatismo ed è stato anche citato come uno dei fondatori della psicologia funzionale.
Non solo, William James era il fratello dello scrittore Henry James (1843- 1916), noto per aver ispirato con il suo romanzo gotico sui fantasmi Il Giro di Vite (The Turn of the Screw) del 1898, molte trasposizioni cinematografiche, fra cui The Others di Alejandro Amenábar del 2001, con Nicole Kidman protagonista.

Nel 1916, poco più che settantenne, William Barrett sposò Florence Willey (1867-1945), un’eminente ginecologa, e si trasferì a Londra al Devonshire Place per stare con lei.

Barrett e il documento sulle comunicazioni paranormali

Nel 1917, William Barrett presentò un documento sulle comunicazioni paranormali tramite automatismo motorio (ad esempio la rotazione del tavolo o l’uso di una tavola Ouija) fornendo esempi di comunicazioni che davano informazioni che in seguito si rivelarono veritiere per la commissione, ma esagerate e prive di fondamenta per altri accademici. Alcune informazioni sembrarono provenire dallo spirito di un uomo che era appena annegato nell’affondamento della RMS Lusitania, un transatlantico registrato nel Regno Unito che fu silurato da un sottomarino della marina imperiale tedesca durante la prima guerra mondiale il 7 maggio 1915; morirono 1193 persone delle 1960 a bordo.

Queste e altre indagini lo convinsero che tali fenomeni, piuttosto che sorgere dalla mente subconscia del medium, erano autentiche manifestazioni di esseri disincarnati.

Le visioni sul letto di morte della moglie di William Barrett

Florence Willey
Florence Willey

Durante gli anni ‘20 del Novecento, la moglie di William Barrett registrò le visioni sul letto di morte di donne sotto la sua cura che stavano soccombendo a complicazioni del parto. Barrett si convinse fossero autentiche manifestazioni di parenti defunti che visitavano i morenti per rassicurarli e accoglierli nel mondo spirituale. Nel gennaio 1924, una paziente ebbe una visione del padre morto e anche di una sorella che credeva erroneamente fosse ancora in vita. Barrett fu ispirato a ricercare il fenomeno, che portò alla pubblicazione del suo libro Death-Bed Visions: The Psychical Experiences of the Dying nel 1926.

Sebbene William Barrett abbia contribuito con importanti documenti sulla rabdomanzia agli atti della SPR nel 1900 e nel 1901, e sia stato eletto alla presidenza della Società nel 1904, le sue tendenze spiritualiste lo collocarono al di fuori del gruppo dirigente incentrato su Sidgwick e sui suoi colleghi. D’altra parte, era anche interessato a un’ampia gamma di fenomeni psichici, ed era scontento della crescente enfasi sulle corrispondenze incrociate dopo la fine del secolo.

I resoconti sulle apparizioni da persone morenti

Negli ultimi anni della sua vita, William Barrett raccolse resoconti di apparizioni viste da persone morenti, e questi furono pubblicati postumi nel libro Deathbed Visions del 1926. Un libro sulla rabdomanzia fu completato dal bibliotecario e parapsicologo polacco della SPR, Theodore Besterman (1904-1976) , anch’esso pubblicato postumo nello stesso anno. Fra gli altri libri di Barrett segnalo i seguenti testi:

  • Thought-Transference – 1882
  • On Creative Thought – 1910
  • Psychical Research, un volume contenuto in una serie di libri della Home University Library – 1911
  • Swedenborg: The Savant and the Seer – 1912
  • On the Threshold of the Unseen – 1917

William Barrett morì il 26 maggio 1925 nella sua casa a Londra. L’ultimo suo libro, Christian Science: An Examination of the Religion of Health (letteralmente, “Scienza cristiana: un esame della religione della salute”) è stato completato e pubblicato dopo la sua morte nel 1926 da sua sorella Rosa M. Barrett. L’anno successivo, la vedova Barrett, ricevette comunicazioni tramite la medium Gladys Osborne Leonard (1882-1968) che credeva provenissero dal suo defunto marito; li pubblicò in un libro intitolato Personality Survives Death (La personalità sopravvive alla morte) del 1937.

La percezione delle proprietà degli spiriti

Attraverso gli studi di William Barrett ho potuto apprendere un’intuizione che mi ha incuriosito parecchio e che ha a che fare con il piano eterico che farebbe da ponte fra quello fisico e quello astrale. Secondo questo concetto non dovremmo poter fotografare i cosiddetti fantasmi, perché non entrerebbero nel piano fisico in maniera fisica e non c’è nessuna tecnologia al momento che possa catturare il metafisico, quindi resterebbero al confine del piano etereo. Si tratterebbe di un confine molto sottile che ci permetterebbe di poter percepire i cosiddetti fantasmi, o meglio gli spiriti, che possiamo anche definire anime o coscienze.

Percepiremmo gli spiriti riconoscendo le loro proprietà che la nostra coscienza, grazie al nostro cervello, trasformerebbero in un’immagine stampata nella mente. Più aspetti conosciamo di quella coscienza, sia nel mondo eterico, sia in quello che era prima il loro corpo fisico, e più avremmo la possibilità di percepire chi fosse nel mondo fisico quando era in vita. Questo spiegherebbe perché alcuni testimoni hanno affermato di riconoscere una persona e perché altri vedrebbero delle ombre chiare o scure senza riconoscere nessuno.

Meno sappiamo di quella coscienza o spirito, e più oscura sarà la sua presenza. Motivo per cui si dice anche che le ombre oscure sarebbero entità malevole, ma solo perché proviamo una grande diffidenza, e temendo l’ignoto, temeremmo anche queste ombre straniere, in senso di sconosciute.

A sinistra, un bambino con il cestino dei testori e a destra, Elinor Goldschmied
Esempio di Cestino dei Tesori e Elinor Goldschmied

Questo concetto mi ricorda l’intuizione di Sir William Barrett quando fece l’esempio di quello che oggi in psicopedagogia è chiamato il cestino dei tesori, ideato dall’educatrice inglese, Elinor Goldschmied (1910-2009), una tecnica ludica rivolta ai bambini di età compresa fra i sei e i dieci mesi, periodo in cui si sviluppa e si affina la prensione manuale che consente di afferrare oggetti di piccole dimensioni. Il cestino dei tesori è un piccolo cesto in vimini o altro materiale naturale riempito con oggetti “non strutturati”, cioè oggetti molto semplici fatti con materiali naturali: legno, metallo, gomma, carta, tessuto, pelle, pelo, cartone, etc.

In questo modo, nell’esplorazione degli oggetti che saranno afferrati, toccati, passati da una mano all’altra e portati alla bocca, stimoleranno i cinque sensi: il tatto, l’olfatto, il gusto, l’udito e la vista. Con questa tecnica i bambini imparano le diverse forme, consistenze e pesi degli oggetti… quale odore emanano, che sapore hanno, che rumore fanno e di che colore sono.

Se dovessi chiedervi di immaginare un gomitolo di lana e un bicchiere di vetro, non avrete bisogno di vederli e toccarli per conoscere la loro consistenza e calore. Un gomitolo di lana sarà sicuramente più caldo, più morbido e più leggero di un bicchiere di vetro. Allo stesso modo, secondo William Barrett, saremmo in grado di riconoscere lo spirito di chi abbiamo conosciuto sul piano fisico, poiché il piano eterico sarebbe uno strato sottile all’interno, seppur confinato, del piano fisico. Indubbiamente Barrett si sarà ispirato ai piani dell’esistenza.

Nel sottile strato del piano eterico vedremmo, quindi, sia le loro anime/coscienze, sia le energie residuali delle persone fisicamente decedute nel piano fisico, attraversare muri e oggetti solidi. Le energie residuali sarebbero come una scia energetica impressa nella memoria cosmica collettiva, come se fosse una pellicola di un film. Grazie a questo velo eterico sarebbe possibile interagire tramite telepatia e altre abilità psichiche.

Spero che la presentazione di Sir William Barrett vi abbia incuriosito al punto di approfondire meglio l’argomento, perché è stato davvero un pioniere della ricerca sul paranormale.

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