Harry Price
/

Harry Price: il detective del soprannaturale

18 minuti di lettura
Harry Price
Harry Price

Harry Price (1881-1948) è stato un ricercatore e scrittore britannico specializzato nell’indagine di fenomeni paranormali, come fantasmi, medium psichici e presunte infestazioni. È spesso considerato uno dei pionieri nel campo della ricerca sul paranormale ed è noto per aver cercato di applicare metodi scientifici allo studio delle affermazioni soprannaturali.

Da NON confondere con Henry Price (Henry Habberley Price, 1899-1984), un filosofo britannico che si occupò di parapsicologia, ma che non ha niente a che fare con Harry Price. Lo voglio sottolineare perché leggo spesso citazioni errate, persino nelle librerie online.

Harry Price ha condotto numerose indagini su case infestate e eventi paranormali. Uno dei suoi casi più famosi è stata l’indagine sulla Borley Rectory, spesso definita “la casa più infestata d’Inghilterra”. Price ha trascorso molto tempo alla Borley Rectory negli anni Venti e Trenta, conducendo esperimenti e raccogliendo prove di attività paranormali. Questo operato gli ha procurato sia acclamazioni che critiche.

Harry Price è stato una figura controversa nel mondo della ricerca sul paranormale. Mentre alcune persone lo consideravano un investigatore dedicato che cercava di apportare rigore scientifico al campo, altri lo accusavano di sensazionalismo e di promuovere inganni. Una delle controversie più note fu il suo coinvolgimento nel caso di Rudi Schneider (1908-1957), in cui sostenne le capacità di questo famoso medium austriaco, per poi esprimere dubbi sulle stesse abilità.

Nel corso della sua carriera, Price ha scritto numerosi libri e articoli su argomenti paranormali, cercando di gettare luce su vari fenomeni soprannaturali da una prospettiva scettica ma aperta.

Breve biografia di Harry Price

Harry Price e una medium mentre hanno le mani su un tavolino con dei dischi mobili
Harry Price e una medium mentre hanno le mani su un tavolino con dei dischi mobili.

Fra tutti i personaggi che hanno fatto parte della cosiddetta “età dell’oro” dello Spiritismo, Harry Price è stao forse tra i pochi ad avere la maggiore influenza sul campo delle indagini sul paranormale, così come lo conosciamo oggi. Era enigmatico quanto la ricerca psichica che richiese gran parte del suo interesse durante la sua vita. Non si è mai ben capito perché mai abbia cambiato i dettagli dei suoi primi anni di vita e della sua famiglia. Nonostante si definisse un “ragazzo dello Shropshire”, nato a Shrewsbury da famiglia benestante, si scoprì che Harry Price fosse nato nato nell’allora quartiere povero di Holborn, a Londra, e che lo Shropshire fosse solo un legame per via della famiglia di suo padre. Pare chiaro che volesse mantenere riservate le sue origini.

Suo padre fu dapprima un droghiere e in seguito un commesso viaggiatore per un’azienda produttrice di carta, diversamente alla versione di Harry Price che lo vedeva come il proprietario dello stabilimento. Cresciuto nella zona di New Cross di Londra (invece che nella più esclusiva Brockley, da cui proveniva la famiglia della sua futura moglie), Price trascorse il decennio successivo alla sua laurea (avvenuta nel 1898), senza un impiego stabile, saltando da un lavoretto all’altro. Non venne affatto assunto presso lo stabilimento del padre. Ma è vero che sposò, nel 1908, la ricca ereditiera Constance Mary Knight (1881-1976).

Negli anni successivi, Price disse spesso che la sua prima esperienza psichica riguardava una casa infestata su cui aveva indagato all’età di quindici anni. Questa storia però è sospetta perché i vari racconti da lui fatti variano nel tempo, ma forse un fondo di verità c’è. Non ho mai capito perché la maggior parte dei ghost hunters considerino Harry Price il primo e più celbre cacciatore di fantasmi: si identificano in lui per il suo modus operandi? Personalmente, ci andrei cauto a identificarmi con qualcuno che è stato oggetto di controversie e di dubbia onestà a partire dalla sua vita privata; a meno che l’incoerenza non sia alla base del ghost hunting. Dubito che i cacciatori di fantasmi vogliano essere definiti incoerenti e controversi.

Nella sua autobiografia, Search for Truth: My Life for Psychical Research pubblicata nel 1942, Harry Price scrisse che una notte lui e un amico si chiusero in un edificio, dotati di macchina fotografica e flash, in attesa dei fenomeni paranormali. Verso le 23:30 sentirono dei passi pesanti dal piano di sopra, come se avessero indossato degli zoccoli e poi gli stessi che facevano su e giù per la scala principale. Allora posizionarono la macchina fotografica all’ingresso e attesero che il presunto fantasma scendesse di nuovo le scale e l’attesa di un’ora fu premiata.

Harry Price nel 1932 mostra come è possibile eseguire la scrittura "spirituale" tra due lavagnette apparentemente sigillate
Harry Price nel 1932 mostra come è possibile eseguire la scrittura “spirituale” tra due lavagnette apparentemente sigillate.

Ma quando i passi arrivarono a metà scala e stavano per scattare la fotografia, ci fu un forte baccano: Harry Price aveva messo troppa polvere da sparo per il falsh e l’esplosione aveva scaraventato una padella contro le scale. Ebbene sì, a quei tempo la luce delle lampade era insufficiente, e nonostante già nel 1860 si poteva ottenere del magnesio allo stato puro per una combustione chimica dal lampo istantaneo, i fotografi le provarono tutte: mescolavano zolfo, solfuri, nitrati e persino della polvere da sparo, la quale però, a volte generava esplosioni pericolose che hanno portato anche alla morte alcuni fotografi provetti. E poi non era sano, se usato al chiuso, l’ambiente poteva riempirsi di fumo tossico e dall’odore sgradevole. Una volta sviluppata la lastra fotografica di Price, non mostrava altro che una scala sovraesposta.

Harry Price affermò di aver iniziato a interessarsi all’evocazione spiritica e a collezionare libri di spiritismo e sulla ricerca psichica, ma non prima del suo matrimonio non aveva sicuramente i mezzi per poter sperimentare. Quando Price si unì alla Society for Psychical Research (SPR) nel 1920, era già considerato un esperto di evocazioni e medianità fraudolenta. Contrariamente a quanto alcuni hanno scritto, Harry Price non fu mai alla presidenza della SPR.

Il Cerchio Magico

Harry Price (Photo by Hulton Archive/Getty Images)
Harry Price con in mano un antico manoscritto di magia nera, nel suo laboratorio a Londra (1931)

Nel 1921 Harry Price divenne bibliotecario onorario (e non retribuito) del Magic Circle, rinomato a livello internazionale. Il Magic Circle è un’organizzazione britannica dedicata all’arte della prestidigitazione, della magia e dell’illusionismo. Fondata nel 1905, è uno dei più antichi e rispettati club magici al mondo. L’obiettivo principale del Magic Circle è promuovere l’arte della magia, fornire un luogo in cui i maghi possono incontrarsi, scambiare idee, esibirsi e migliorare le proprie abilità. L’organizzazione ha sede a Londra e ospita regolarmente incontri, spettacoli e conferenze magici. Tra i suoi membri figurano sia maghi amatoriali che professionisti, e l’adesione è soggetta a un rigoroso processo di selezione che richiede dimostrate competenze magiche e un impegno nei confronti dell’arte.

Harry Price mantenne per tutta la vita un interesse per la magia da palcoscenico e l’evocazione. La sua esperienza nei giochi di prestigio e nei trucchi magici lo ha reso utile per quella che sarebbe diventata la sua passione divorante, l’indagine sui fenomeni paranormali. Studiare i trucchi di prestigio e di illusione, servirono a Price per capire i trucchi usati da alcuni medium delle sedute spiritiche, e questo lo introdusse nel campo della ricerca psichica.

Eric John Dingwall
Eric John Dingwall

Al Magic Circle, Harry Price strinse contatti importanti, tra cui l’antropologo e ricercatore psichico britannico Eric John Dingwall (1890–1986), che in seguito svolse indagini per conto della Society for Psychical Research, e conobbe anche il mago e illusionista Harry Houdini (1874-1926), con il quale condivise un profondo interesse sia per la raccolta di libri sulla magia che per la ricerca psichica. Con il ricercatore psichico Dingwall, Price ripubblicò un’opera anonima scritta da un ex medium intitolata Revelations of a Spirit Medium (1922), che esponeva i trucchi della medianità e i metodi fraudolenti per produrre “mani spirituali”. In origine tutte le copie del libro furono acquistate dagli spiritisti e deliberatamente distrutte.

Le prime indagini

Quando Harry Price si unì alla Society for Psychical Research nel 1920, aveva già iniziato la sua carriera come il più famoso investigatore di fantasmi della Gran Bretagna. Aveva trascorso molte ore in presunte case infestate e nelle indagini sui medium spiritisti. Era anche un mago esperto e presto si fece un nome all’interno della SPR per aver usato le sue abilità magiche per sfatare i sensitivi fraudolenti, in linea con quello che era l’obiettivo principale delle attuali indagini della SPR.

Le fotografie spiritiche di William Hope

All’epoca Harry Price era considerato una fonte di imbarazzo, i cui effetti persistono ancora oggi. Nonostante il lavoro più recente a sostegno delle sue affermazioni e dei suoi metodi, molti ricercatori britannici considerano Price ancora una sorta di enigma. A causa dei suoi modi ostentati e della sua continua autopromozione, Price si fece molti nemici nel campo della ricerca psichica. Gran parte del risentimento ruotava intorno al fatto che Price non aveva una vera e propria formazione scientifica, ma era comunque così abile in quello che faceva. Harry Price era un abile prestigiatore e un esperto nell’individuare le frodi, per cui non si lasciò ingannare da molti dei medium fraudolenti che affliggevano la ricerca paranormale dell’epoca. Il suo successo fu uno schiaffo a quelli che molti consideravano i ricercatori psichici come genuini.

Durante i primi decenni del XX secolo, William Hope (1863-1933) fu un medium molto rispettato dalla comunità spiritualista britannica, con l’approvazione di importanti figure scientifiche come un chimico e fisico britannico William Crookes (1832-1919) e il drammaturgo scozzese Sir Arthur Conan Doyle (1859-1930). Hope realizzò la sua prima fotografia spiritica nel 1905 e in seguito fondò il Crewe Circle, gruppo spiritualista di cui ne fu presidente. Hope era spesso considerato uno dei pochi medium in grado di produrre autentiche fotografie spiritiche.

Tuttavia, tutto cambiò alla fine di febbraio del 1922, quando Harry Price affermò di aver sorpreso Hope a imbrogliare durante una seduta, scoprendo che scambiava lastre fotografiche vuote con altre con presunte “comparse” spiritiche già presenti. Hope fu pubblicamente smascherato come truffatore e ne seguì un grande dibattito tra credenti e scettici sulla legittimità della presunta fotografia spiritica del medium.

William Stainton Moses
William Stainton Moses

Nei mesi successivi, l’affare Hope-Price divenne un fenomeno mediatico, con una serie di articoli sull’indagine e sulle sue conseguenze apparsi sulla principale rivista spiritualista Light, fondata dal giornalista e spiritualista Edmund Dawson Rogers (1823-1910) e dal medium chierico e spiritualista William Stainton Moses (1839-1892) dopo che la British National Association of Spiritualists cadde in disordine e discordia, insieme a The Spiritualist Newspaper che ne era stato l’organo di stampa di fatto. Moses aveva promosso la fotografia spirituale, la scrittura automatica e co-fondato quello che è diventato il College of Psychic Studies.

Harry Price marchiò segretamente le lastre fotografiche di Hope e gli mise a disposizione una confezione di lastre sulle quali aveva segretamente inciso, con una tecnica incisoria indiretta chiamata acquaforte, il marchio della Imperial Dry Plate Co. Ltd. che si occupava della produzione di lastre prima di essere assorbita dalla Ilford nel 1918. Hope fu ignaro del fatto che Price avesse manomesso la sua scorta di lastre e tentò di catturare immagini di spiriti. Nessuna di queste riportava il logo della Imperial Dry Plate Co. Ltd., quindi Hope fu accusato di aver usato altre lastre già preparate con immagini spiritiche. Lo smascheramento della frode è contenuta in un rapporto negli SPR Proceedings del febbraio 1922.

Sulla caso Hope-Price ne ho ampiamente scritto nell’articolo dedicato alla fotografia spiritica.

Il caso della medium Stella Cranshaw

Dorothy Stella Cranshaw
Stella Cranshaw

Il caso di Hope portò Harry Price verso un altro aspetto della sua carriera. Un pomeriggio, mentre prendeva il treno da Londra alla sua casa di campagna vicino a Pulborough, Price incontrò una giovane donna di nome Dorothy Stella Cranshaw (1900-1986), nota più come Stella C., un’infermiera ospedaliera londinese di ventitré anni. I due iniziarono una conversazione su anomalie psichiche, durante la quale Stella raccontò all’investigatore che da anni soffriva di strani fenomeni: rumori simili a colpi, brividi di freddo e oggetti domestici che inspiegabilmente fluttuavano per casa.

Harry Price, eccitato dalla prospettiva di un nuovo soggetto per le proprie indagini, le disse che era un investigatore psichico e le chiese se fosse disponibile a sottomettersi al test come medium. Stella acconsentì, ma la Society for Psychical Research si rifiutò di appoggiarlo nell’impresa perché diffidava del suo legame con gli spiritisti e i membri più anziani della società lo trattavano con sospetto, sia per la sua mancata istruzione universitaria, sia per le sue dubbie origini.

A questo punto, Harry Price si rivolse alla London Spiritualist Alliance (LSA), fondata nel 1884 (oggi si chiama College of Psychic Studies), un’organizzazione senza scopo di lucro con sede a South Kensington, Londra, dedicata allo studio dei fenomeni psichici e spiritualisti. La LSA accettò la proposta e nel 1925 e fu creato il National Laboratory of Psychical Research, con Price come direttore onorario. Il laboratorio comprendeva una sala per le sedute spiritiche che erano separate da una piccola camera deflettore per impedire perdite di luce o suono durante gli esperimenti; inoltre vi erano altre stanze dedicate al lavoro di analisi, fra cui una camera oscura per lo sviluppo delle lastre e, infine, un ufficio amministrativo.

In quel periodo la LSA era il centro britannico più all’avanguardia per testare il paranormale: aveva termografi, barografi ed elettroscopi per rilevare la carica elettrica di una possibile entità su un corpo umano. Harry Price portò una serie di dispositivi nella sala delle sedute spiritiche nel tentativo di studiare scientificamente i fenomeni.

Uno dei partecipanti abituali costruì uno speciale doppio tavolo la cui parte interna era una gabbia metallica dove potevano essere posizionati gli oggetti che dovevano essere manipolati. La prima volta che venne utilizzato, furono posti al suo interno diversi strumenti musicali e in qualche modo un sonaglino fu gettato fuori dalla gabbia chiusa. Harry Price progettò nuove attrezzature per testare le capacità della medium; una di queste era il telecinetoscopio, un dispositivo che utilizzava un tasto telegrafico che, se premuto, faceva accendere una luce rossa. Una cupola di vetro copriva quindi la chiave in modo che solo i poteri psichici potessero azionarla.

Harry Price nel Laboratorio Queensbury
Harry Price nel Laboratorio Queensbury

Durante le sedute, ogni tanto si accendeva la luce rossa. Nel corso delle sedute, condotte sempre davanti a testimoni, Stella riuscì a produrre ogni sorta di strani fenomeni fisici. Durante una seduta, ad esempio, riuscì a far levitare un tavolo così alto che i partecipanti dovettero alzarsi dalle sedie per tenervi le mani sopra. All’improvviso, tre gambe del tavolo si staccarono e il tavolo stesso si piegò e crollò e la seduta si interruppe.

Questa prima serie di test durò per undici sedute e alla fine Stella Cranshaw decise di sospenderle perché esausta, adducendo come motivo il consumo di tempo e poi perché aveva trovato un lavoro di segretaria presso un’azienda manifatturiera ed era riluttante a mettere a repentaglio il suo nuovo impiego. Fu con qualche difficoltà che Harry Price riuscì a convincere Stella a continuare gli esperimenti. Ci furono quindi solo altre due sedute spiritiche alla fine del 1923. Dopo queste, Stella pose fine alla sua collaborazione con Price.

La loro relazione, che inizialmente era interessante da entrambe le parte, ora era diventata fredda e distaccata, per ragioni non del tutto chiare. Stella dichiarò pubblicamente la stanchezza, ma diverse ragioni furono suggerite in una lettera che Stella scrisse a Price nel 1926, nella quale si scusava di di averlo giudicato severamente nel 1923. Qualunque cosa fosse accaduta era stata dimenticata e Stella ricominciò a lavorare con Harry Price dopo un’assenza di tre anni. Le sedute del 1926 si tennero nel laboratorio di Price presso la LSA. Ci furono quattordici sedute spiritiche prima di concludere i lavori in agosto. Stella tornò a lavorare nuovamente con Price nel 1927, affinché potesse studiare gli anomali cali di temperatura e partecipò con lui a una serie di nove sedute finali nel 1928, poco prima di sposarsi. Dopo la fine delle sessioni con Stella, Harry Price iniziò a cercare ulteriori medium su cui indagare.

Il caso Schneider

Nel maggio 1922 Harry Price accompagnò Eric J. Dingwall, ricercatore di lunga data della SPR e collega prestigiatore, a Monaco, in Germania, per osservare due giovani medium austriaci, i cui effetti colpirono molto lo stesso Price: i fratelli Rudi e Willi Schneider (1903-1971). Lo fecero per conto del barone Albert von Schrenck-Notzing (1862-1929), uno psichiatra forense che si occupò di ipnotismo e metapsichica, studiando medium celeberrime come Eusapia Palladino (1854-1918), la francese Marthe Beraud (più conosciuta come Eva Carrière, 1884-1943) e Stanisława Popielska (1893-?), una sensitiva polacca, presunta autrice di fenomeni come ectoplasma e psicocinesi.

Come per il caso Hope, anche quello sui fratelli Schneider furono molto chiacchierate. Quando il barone Schrenck-Notzing morì alla fine del 1929, Price affermò che le capacità di Rudi Schneider fossero superiori a quelle di suo fratello Willi. Price stava ancora aggiungendo nuove tecnologie scientifiche alla sua gamma di gadget e un dispositivo collegava le mani e i piedi di Rudi, e di tutti gli altri seduti attorno al tavolo della seduta spiritica, a un tabellone. Una luce avrebbe segnalato se qualcuno si fosse mossso abbastanza da interrompere il circuito elettrico. Nonostante questi controlli, Price affermò che Rudi avesse prodotto una serie di effetti, tra cui della massa ectoplasmatica, colpi (raps) e levitazioni del tavolo. Al termine delle sessioni, Price dichiarò che il fenomeno prodotto da Rudi era «assolutamente genuino» e che «nessun controllore o spettatore aveva assistito alla minima azione sospetta».

Poi, però, nella primavera del 1932, Price iniziò nuovamente a testare Rudi Scheider e nel 1933, Price sganciò una “bomba” nel mondo della ricerca psichica quando affermò di avere prove fotografiche che Rudi aveva liberato un braccio durante una seduta spiritica, muovendo fisicamente il fazzoletto che avrebbe dovuto toccare psichicamente. Un esame approfondito da parte di un altro ricercarote della Society for Psychical Research, non trovò però alcuna base a sostegno dell’accusa. Sebbene la maggior parte dei colleghi di Price, nel campo della ricerca psichica, sospettassero che Price stesso fosse il colpevole.

Ma i media e la comunità scientifica (così come molti ricercatori della SPR) presero l’esposizione di Price come attendibile e l’immagine di Rudi “colto sul fatto”, seppur non chiarissima perché granulosa, riuscì comunque a distruggere la reputazione del medium e a mettere in imbarazzo gli investigatori che lo avevano dichiarato autentico. Coloro che sostenevano che Price fosse semplicemente un truffatore in cerca di pubblicità avevano difficoltà a spiegare perché avrebbe danneggiato la propria reputazione in questo modo.

I casi più particolari indagati da Harry Price

Non è un caso che ci sono ancora oggi scettici scientisti che prendono le indagini di Price come oro colato solo quando sono a sostegno della frode di alcuni spiritisti, dimenticando che Price stesso fu un personaggio alquanto sospettabile già a partire dai suoi esordi, dove anch’egli commise frodi nel campo spiritico.

Il cerchio magico sul monte Brocken

Harry Price in una fotografia spiritica al Crewe Circle di William Hope nel 1932
Harry Price con il capretto, al suo fianco Cyril E.M. Joad e la signorina Urta Bohn, la fanciulla pura di cuore, che ha eseguito l’esperimento

Basterebbe citare l’esperimento del 18 giugno 1932 sul monte Brocken, la più alta vetta delle montagne dell’Harz, in Germania, dove Price si recò, accompagnato dal filosofo Cyril E.M. Joad (1891-1953) per testare un antico detto in cui in una notte di luna piena e grazie alla presenza di una fanciulla pura di cuore (Urta Bohn), una giovane capra si sarebbe trasformata «un giovane di incomparabile bellezza» all’interno di un triangolo magico. Inutile dire che l’incantesimo fallì e Price fu considerato a dir poco ridicolo! La derisione dei colleghi scientifici colse Price di sorpresa, dal momento che la gita era stata pianificata come un intrattenimento piuttosto che come un esperimento serio.

Gef, la mangusta parlante

Gef, la mangusta parlante, disegnata da George Scott nel 1936
Gef, la mangusta parlante, disegnata da George Scott nel 1936

Oppure, il caso di infestazione a Cashen’s Gap, un luogo isolato sull’Isola di Man, nel Regno Unito, in cui la famiglia Irving avrebbe affermato di avere a cha fare con una mangusta parlante! Riferirono, infatti, che una mangusta che si faceva chiamare Gef, mangiasse i loro conigli e si esprimesse in varie lingue, recitando filastrocche e imitando i versi di altri animali. Price indagò personalmente sul caso in compagnia di Richard Stanton Lambert (1894-1981), allora redattore di un popolare programma radiofonico chiamato The Listener, ma l’animale si rifiutò di manifestarsi fino a quando non se ne furono andati.

Il caso potrebbe essere correlato a fenomeni di poltergeist, poiché Voirey Irving, la figlia tredicenne della famiglia, era strettamente associata alle manifestazioni della mangusta parlante. Price non riuscì a rilevare alcuna prova di frode e aveva pensato che fosse un fenomeno genuino. Questo attirò l’attenzione della BBC, i datori di lavoro di Lambert, che mancò poco lo licenziassero perché il suo interesse per il soprannaturale si rifletteva negativamente sulla competenza dell’emittente. Ma Lambert fece una denuncia per diffamazione e mantenne il suo lavoro.

Il caso fu indagato anche da Nandor Fodor (1895-1964), un pioniere nel campo dei fenomeni di poltergeist legati a soggetti umani, che intervistò numerosi testimoni sul fenomeno, molti dei quali ostili all’infestazione, ma non riuscì a scuoterne nessuno per affermare che non fosse reale. Fodor non accettò la spiegazione del poltergeist e suggerì, quasi sul serio, che avrebbe potuto effettivamente essere una mangusta che aveva imparato a parlare. Price prese la cosa sul serio, se non altro per sottolineare durante la sua visita che i pannelli di legno e la costruzione insolita dell’edificio ne facevano “un grande tubo parlante”, quindi poteva essere una base per l’autoinganno o una possibile bufala. Molti anni dopo, quando la vicenda si fu placata, nella zona fu ucciso uno strano animale non identificato. Alcuni suggerirono che poteva essere Gef.

Alla ricerca degli spiriti di colleghi defunti

Eileen J. Garrett
Eileen J. Garrett

Quando Arthur Conan Doyle morì, Price organizzò delle sedute spiritiche con la medium irlandese Eileen J. Garrett (1893-1970), nel tentativo di comunicare con lui. Furono ricevuti messaggi da Doyle, ma molto più importanti furono una serie di comunicazioni dal pilota di un dirigibile che era precipitato nello stesso periodo (vedi il Caso del dirigibile R-101). Indubbiamente a Price viene riconosciuto anche dai critici il merito di aver introdotto moderne procedure scientifiche nelle indagini sul paranormale, aiutando a scoprire spiegazioni razionali in casi che altrimenti avrebbero potuto essere considerati paranormali, e la sua personalità stravagante contribuì anche a portare il campo della ricerca psichica a un pubblico molto più vasto di quello che potevano essere raggiunti dagli intellettuali dell’alta borghesia che dominavano il campo in Gran Bretagna.

Firewalkers, i camminatori sul fuoco

Negli anni Trenta, il Consiglio per la ricerca psichica dell’Università di Londra organizzò due passeggiate sul fuoco per studiare scientificamente i fenomeni. Nel 1935, il pachistano Kuda Bux (1905-1981), e due scienziati britannici attraversarono un pozzo del fuoco di oltre tre metri, contenente principalmente braci di quercia a circa 400°C.

Kuda Bux mentre cammina sui carboni ardenti
Kuda Bux mentre cammina sui carboni ardenti

Successivamente, nell’aprile del 1937, fu eseguita un’altra marcia sul fuoco per il Consiglio, questa volta dal musulmano Ahmed Hussain, dall’inglese, Reginald Adcock, e da molti altri. Nessuno dei tre camminatori sull fuoco portarono ustioni, nel peggiore dei casi, ricevettero piccole vesciche. Il caso fu seguito dallo stesso Harry Price camminò, non solo sul carbone ardente, ma anche su cinquanta copie del Times, un gesto che il giornale ricambiò pubblicizzando generosamente l’esperimento.

In seguito a questi eventi il C​oncilio emanò dei rapporti in cui affermava che né la fede religiosa, né i poteri soprannaturali avevano nulla a che fare con l’esecuzione dell’impresa, per poi concludere che il segreto della camminata sul fuoco risiede nella bassa conduttività termica del legno che brucia e che il tempo di contatto tra i carboni ardenti e i piedi è breve.

Eleonora Zugan, la “ragazza del diavolo”

Nel 1926, Harry Price si imbatté nel caso di una contadina rumena di nome Eleonore Zugun (1913-1996), che apparentemente stava sperimentando violenti fenomeni di poltergeist, inclusi oggetti che fluttuavano, schiaffi, morsi e pizzicamenti vari. La ragazza era stata prelevata da un manicomio da un investigatore psichico che Price aveva incontrato a Vienna. Price ritornò a Londra, con la ragazza, e iniziò una serie di esami di laboratorio che ebbero successo solo in parte. Testimonianze e resoconti dei test affermavano che le “stimmate” apparivano sul corpo della ragazza in condizioni che escludevano la possibilità che se le producesse con mezzi naturali.

Eleonore Zugun durante un servizio in cui mostra i segni del "diavolo"
La seconda da sinistra è Eleonore Zugun, durante un servizio in cui mostra i segni del “diavolo”

Si diceva, inoltre, che la ragazza fosse in grado di spostare oggetti con la mente, sebbene non sia stato possibile scoprire alcuna causa per le sue capacità al di fuori del fatto che aveva subito gravi abusi da bambina. Le capacità di Eleonore cessarono bruscamente all’età di quattordici anni quando entrò nella pubertà. Questo ci riporta alla possibilità che il fenomeno del poltergeist sia legato alla Psicocinesi Spontanea Ricorrente (RSPK).

Il caso Borley Rectory

Harry Price è ricordato soprattutto per la sua indagine sulla casa infestata di Borley Rectory, iniziata nel 1929 e continuata fino al 1947, quando l’edificio fu demolito. Queste indagini avrebbero fatto diventare Harry Price come il primo e il più noto ed esperto cacciatore di fantasmi, stabilendo lo standard per coloro che sarebbero seguiti. In realtà non fu lui il primo vero cacciatore di fantasmi, ne ho ampiamente scritto nell’articolo dedicato alla Ricerca del paranormale.

Borley Rectory
Borley Rectory

Price ha documentato attentamente sia le sue scoperte che i suoi metodi e ha stabilito un progetto per le indagini sul paranormale. Molti dei resoconti di Price su questa dimora, sarebbero di prima mano, poiché affermava di vedere e sentire gran parte dei fenomeni riportati (suono di campane, rumori e colpi, oggetti spostati da un luogo ad un altro, etc.). Inoltre, ha anche raccolto le testimonianze di decine di testimoni e di precedenti inquilini della casa, parlando anche con vicini e gente del posto che avevano avuto le loro esperienze con quella casa.

Price prese in affitto la casa per un’indagine prolungata di un anno che lo avrebbe impegnato giorno e notte. Pubblicò un annuncio alla ricerca di ricercatori dalla mentalità aperta che potessero letteralmente “accamparsi” nella canonica e registrare tutti i fenomeni che avvenivano in loro presenza. Dopo aver scelto più di quaranta persone, stampò il primo manuale su come condurre un’indagine sul paranormale. Una copia fu consegnata a ciascun investigatore e spiegava cosa fare durante l’ispezione della casa, insieme all’attrezzatura di cui avrebbero avuto bisogno.

Price ha riportato la sua ricerca in due libri diventati molto popolari, The Most Haunted House in England: Ten Years’ Investigation of Borley Rectory (1940) e The End of Borley Rectory (1946). Il sospetto che non tutti i fenomeni fossero autentici fu nutrito almeno dall’inizio degli anni Trenta. Nonostante ciò che affermavano i suoi detrattori, i libri avrebbero fissato lo standard per le indagini future e avrebbero segnato la prima volta che resoconti dettagliati della ricerca sul paranormale sarebbero stati esposti al grande pubblico.

Mentre i suoi critici lo vedevano solo come un ulteriore prestigio, i futuri investigatori furono in grado di utilizzare i libri durante le ricerche sui propri casi. Tuttavia, la portata delle accuse, e la loro sostanza, non furono rese pubbliche fino a dopo la morte di Price, nel libro The Haunting of Borley Rectory: A Critical Survey of the Evidence scritto nel 1956 congiuntamente da Eric Dingwall, dalla parapsicologa e scrittrice britannica Kathleen Mary Hervey Goldney, meglio conosciuta come KM Goldney (1894-1992) e dallo scettico britannico sui fenomeni paranormali, Trevor Henry Hall (1910–1991).

Indipendentemente da ciò che alcuni potrebbero pensare dei suoi metodi e delle sue ricerche, Harry Price è ricordato oggi come un pioniere nella ricerca sul paranormale. È un personaggio che tanti ricercatori moderni (anche inconsapevolmente) emulano oggi con le loro ricerche. Price è riuscito a dare alla ricerca sui fantasmi un posto alla portata del pubblico e ad aprirla a coloro che non rientrano nelle categorie degli scienziati professionisti, degli scettici testardi, né cadono nel regno dei creduloni “veri credenti”. Se non altro per questo, abbiamo nei suoi confronti un debito di gratitudine.

Borley Rectory subì un grave incendio nel 1943, ma si dice che la chiesa sopravvissuta sia ancora infestatarry

La biblioteca di Harry Price

Nel 1933, Harry Price offrì la sua biblioteca personale all’Università di Londra. L’offerta fu accettata “in linea di principio” e nel 1934 fu istituito un Consiglio universitario per le indagini psichiche. Agli inizi del 1937, Price aveva ricevuto la notifica ufficiale che il Terzo Reich di Adolf Hitler (1889-1945) rispettava la ricerca psichica come scienza, e gli era stato offerto un posto presso l’Università di Bonn e alla fine di quell’anno, l’università fornì spazi per uffici per il consiglio e fece spazio per i libri di Price e le attrezzature di laboratorio. Sebbene Price si vantasse che la sua biblioteca contenesse circa ventimila volumi, quando fu valutata dall’Università di Londra dopo la sua morte, si scoprì che ne conteneva solo la metà. Oggi è conservata presso l’Università di Londra come Harry Price Library of Magical Literature.

Vi consiglio alcuni dei numerosi libri di Price, oltre a quelli già citati:

  • Revelations of a Spirit Medium (con Eric Dingwall, 1922);
  • Cold Light on Spiritualistic Phenomena (1922);
  • Stella C. (1925);
  • Rudi Schneider (1930);
  • Regurgitation and The Duncan Mediumship (1931);
  • An Account of Some Further Experiments with Rudi Schneider (1933);
  • Leaves from a Psychist’s Case Book (1933);
  • A Report on Two Experimental Fire-Walks (1936);
  • Confessions of a Ghost Hunter (1936);
  • The Haunting of Cashen’s Gap (con Richard S. Lambert, 1936);
  • Fifty Years of Psychical Research (1939);
  • Poltergeist Over England (1945).

Nel 1945 Harry Price collaborò alla sceneggiatura di un film sui fantasmi di Borley con il romanziere Upton Beall Sinclair (1878-1968). A merito di Price c’è anche un film intitolato Psychical Research (1941) e un contributo su Faith and Fire-Walkin” nell’Enciclopedia Britannica (1936).

Price morì di infarto nella sua casa di Pullborough il 29 marzo 1948. Aveva solo 67 anni, ma il suo enorme lavoro e i volumi di ricerca rimangono ancora oggi. È ancora considerato molto controverso, ma non è privo di apprezzamento. 

Vorrei concludere questo articolo su Harry Price con un pensiero che l’archivista di Nottingham, Sir Albion Henry Herbert Richardson (1874-1950), scrisse sul ricercatore:

«Borley Rectory si distingue nella letteratura sulle manifestazioni psichiche. I grandi numeri del pubblico interessato a queste cose hanno un debito di gratitudine nei confronti del signor Harry Price, perché senza la sua instancabile energia e la sua abile esperienza come investigatore, la storia di Borley Rectory sarebbe rimasta non rivelata. Le manifestazioni sono provate dall’evidenza, fino alla certezza morale».

Sir Albion H. H. Richardson

Conclusioni

In definitiva, Harry Price resta una figura emblematica e controversa allo stesso tempo. Da un lato, fu tra i primi a tentare un approccio “scientifico” all’indagine paranormale, anticipando metodi che oggi vengono spacciati per moderni dai ghost hunter da reality show. Dall’altro, però, il suo curriculum è disseminato di ambiguità, ricostruzioni personali traballanti e casi in cui è difficile separare il rigore dal sensazionalismo.

Ecco, è proprio questa ambivalenza che lo rende interessante: non era né un ciarlatano completo né uno scienziato integerrimo, ma qualcosa nel mezzo. Ed è lì, in quello spazio grigio, che si muove gran parte della ricerca sul paranormale ancora oggi. Non a caso, molti si rifanno a lui come ispirazione… anche se spesso senza conoscerlo davvero. O forse no. Forse oggi ci si rifà molto di più a personaggi televisivi da serie TV sulla “caccia ai fantasmi”, figure che vendono intrattenimento e fiction, piuttosto che vero metodo o spirito critico. E questo, inevitabilmente, penalizza la seria ricerca, quella che cerca risposte e non solo spettacolo.

Dal mio punto di vista, Price non dovrebbe essere preso a modello in modo acritico: il fatto che fosse metodico non lo rende automaticamente attendibile, così come le sue bugie personali non invalidano ogni suo contributo. Il problema è che spesso lo si celebra o lo si attacca in blocco, dimenticando che anche nella ricerca del mistero, le zone d’ombra contano eccome. E in questo, Harry Price resta un pioniere perfetto del mondo che cercava di esplorare.

error: Il contenuto è protetto!!