Patto col Diavolo

Patto col Diavolo: la storia e la cultura delle evocazioni demoniache

28 minuti di lettura

Un Patto col Diavolo consiste nell’impegnarsi a servire il Diavolo o uno dei suoi Demoni, in cambio di favori e vantaggi di varia natura. Chi stipula un patto col Diavolo può ottenere ciò che desidera, come ricchezza, amore, potere o talenti, ma deve rinunciare alla propria anima e alla propria salvezza. Questa pratica, che compare in diverse culture e tradizioni, può essere effettuata in modo verbale o scritto. Tuttavia, secondo la credenza popolare, è preferibile redigere un contratto su pergamena vergine e firmarlo con il proprio sangue, per renderlo più vincolante e sicuro.

Il Patto col Diavolo nella storia e nella letteratura

L’idea di un Patto col Diavolo è presente fin dalle origini del Cristianesimo, quando si riteneva che chi si dedicava alla magia, alla stregoneria o alla divinazione, dovesse necessariamente aver fatto un accordo con il maligno. Questa convinzione si basava su alcuni passi biblici, nonché sulle opere di alcuni teologi cristiani, come Agostino d’Ippona (354-430) e Tommaso d’Aquino (1225-1274). Il Patto col Diavolo non riguardava solo i maghi e le streghe, ma anche le persone comuni, che spesso si trovavano in situazioni di difficoltà o di miseria. Nelle leggende, il Diavolo si presentava a queste persone sotto varie sembianze, e offriva loro la possibilità di migliorare la loro vita, a patto che gli cedessero la loro anima. Durante il Medioevo e il Rinascimento, il patto con il Diavolo assunse una nuova valenza, diventando una prova di eresia e un motivo di accusa, persecuzione e condanna per le presunte streghe.

Tuttavia, la collaborazione tra uomini e demoni, che implica un patto, ha origini molto più antiche, che risalgono a prima dell’avvento del Cristianesimo. Un esempio famoso è quello del re Salomone (1011 a.C.-931 a.C. circa), figlio di Davide, che secondo alcune tradizioni, acquisì la sua saggezza e la sua ricchezza grazie all’aiuto di un esercito di demoni chiamati Djinn. Salomone era in possesso di un anello magico, che gli consentiva di controllare i demoni e di costruire il Tempio di Gerusalemme con il loro lavoro. Questa storia è narrata in un antico testo apocrifo, il Testamento di Salomone, che si trova solo nelle tradizioni cristiane e non ebraiche.

Faust firma il Patto col Diavolo
Faust firma il Patto col Diavolo

Il tema del Patto col Diavolo ha ispirato anche numerosi autori e opere letterarie, di diversi generi e epoche. L’esempio più noto è quello del Faust, il mago e filosofo che vende la sua anima al demone Mefistofele, per ottenere conoscenza e piacere. Questa leggenda, che ha origini medievali, è stata ripresa e rielaborata da molti scrittori, tra cui Christopher Marlowe (1564-1593), Johann Wolfgang von Goethe (1749-1832) e Thomas Mann (1875-1955). Altri esempi di opere letterarie che trattano il Patto col Diavolo sono: Il ritratto di Dorian Gray (1890) di Oscar Wilde (1854-1900), La pelle di zigrino (1831) di Honoré de Balzac (1799-1850), Il maestro e Margherita (1967) di Michail Afanas’evič Bulgakov (1891-1940) e Il pendolo di Foucault (1988) di Umberto Eco (1932-2016).

Il Patto col Diavolo nella cultura e nella società

Un'incisione su legno del XVII secolo che mostra un uomo che stringe un patto col diavolo
Un’incisione su legno del XVII secolo che mostra un uomo che stringe un patto col diavolo

Il Patto col Diavolo non è solo un tema letterario, ma anche un fenomeno culturale e sociale, che ha avuto e ha ancora una certa influenza sulle credenze e sui comportamenti delle persone. In senso lato, si parla di Patto col Diavolo quando qualcuno, per raggiungere determinati obiettivi, si allea o si compromette con forze o entità che contrastano con i suoi principi morali o con i valori della sua comunità. Questa espressione è spesso usata nel giornalismo e nella satira politica, per criticare le scelte e le azioni di alcuni personaggi pubblici o di alcuni gruppi sociali.

Inoltre, il Patto col Diavolo è anche un argomento di interesse per la psicologia, la sociologia e l’antropologia, che cercano di spiegare le motivazioni e le conseguenze di questo tipo di comportamento. Alcuni studiosi hanno interpretato il Patto col Diavolo come una forma di ribellione, di trasgressione o di emancipazione, che mette in discussione l’ordine stabilito e le norme imposte dalla società. Altri, invece, hanno visto il Patto col Diavolo come una manifestazione di angoscia, di disperazione o di alienazione, che porta le persone a cercare una via di fuga dalla realtà o a rinunciare alla propria identità.

Come si stipula

Si tratterebbe di un accordo con le Forze Oscure, un impegno di servire il Diavolo o uno dei suoi seguaci demoniaci. Questo patto può essere stipulato verbalmente, ma secondo la tradizione è preferibile scriverlo su una pergamena immacolata e firmarlo con il proprio sangue. L’accordo prevede che, in cambio di fedeltà e dell’anima di qualcuno, il Diavolo concederà qualsiasi desiderio alla persona coinvolta. Questi patti, effettuati per ottenere vantaggi personali, si riscontrano in diverse culture.

Fin dai primi tempi del Cristianesimo, un Patto col Diavolo era implicitamente associato a qualsiasi forma di magia, stregoneria o divinazione praticata da un praticante. Anche la gente comune era coinvolta: nelle leggende, il Diavolo si presentava spesso alle persone in difficoltà, offrendo amore, denaro o potere in cambio delle loro anime. Nell’epoca dell’isteria delle streghe durante il Medioevo e il Rinascimento, il patto assunse un nuovo significato come prova di eresia, portando a persecuzioni e condanne delle streghe accusate.

Immagine solo rappresentativa di un patto col diavolo
Immagine solo rappresentativa di un patto col diavolo

La collaborazione tra gli esseri umani e i demoni, che coinvolge un patto, precede Cristo di migliaia di anni. Il re Salomone, figlio di Davide, ottenne saggezza e ricchezza grazie all’assistenza di un esercito di demoni chiamati Djinn.

Sebbene la Bibbia non affronti direttamente il Patto col Diavolo, i teologi cristiani hanno sempre dato per scontata la loro esistenza e li hanno condannati. Poiché l’adorazione di Dio richiedeva dedizione e l’offerta dell’anima, si presumeva che coloro che seguivano l’opposto, Satana, facessero lo stesso. La visione prevalente nella chiesa era che beni terreni e simili potevano essere ottenuti solo pregando direttamente Dio o attraverso uno dei suoi santi.

Teofilo e il Patto col Diavolo

Una delle prime storie cristiane di un Patto col Diavolo riguarda Teofilo, tesoriere della chiesa di Adana, che presumibilmente vendette la sua anima al Diavolo per diventare vescovo. La leggenda è una delle più antiche storie di un accordo con il maligno, che ha ispirato la famosa leggenda di Faust.

Teofilo era un arcidiacono cilicio, che viveva nel VI secolo. Era molto amato e stimato dal suo vescovo, ma quando questi morì, il successore lo destituì dalla sua carica. Teofilo, umiliato e arrabbiato, si rivolse a un mago, che lo mise in contatto con il Diavolo. Questi gli promise di restituirgli la sua posizione e la sua reputazione, a patto che rinnegasse la fede cristiana e gli consegnasse la sua anima. Teofilo accettò e firmò un contratto con il suo sangue.

Tuttavia, ben presto Teofilo si pentì del suo gesto e si mise a pregare la Vergine Maria, chiedendole di intercedere per lui. La Vergine, commossa dalla sua preghiera, andò dal Diavolo e gli strappò il contratto. Teofilo, liberato dal patto, si confessò al nuovo vescovo e morì tre giorni dopo, in pace con Dio e con se stesso (presumibilmente nel 538).

Libro d'Ore di Maastricht con Teofilo e il patto col Diavolo
Libro d’Ore di Maastricht con Teofilo e il Patto col Diavolo

Nel Libro d’Ore di Maastricht, un manoscritto miniato noto anche come BL Stowe MS17, è un tipo di libro liturgico utilizzato per la preghiera privata, che era particolarmente popolare tra l’alta nobiltà e il clero durante il Medioevo. Contiene illustrazioni vivaci di animali e scene religiose. È principalmente noto per la sua bellezza artistica e il suo contenuto ricco. Il libro sembra essere stato creato per un’aristocratica signora nella zona di Liegi-Maastricht nei primi decenni del XIV secolo.

Questo manoscritto è entrato a far parte della collezione Stowe e successivamente è stato acquisito dalla British Library nel 1883. Contiene preghiere in francese e presenta, tra le altre illustrazioni, una miniatura che raffigura scene della vita di Teofilo di Adana.

Rituale nella Chiave di Salomone

Due importanti teologi paleocristiani, Origene (185-254) e Sant’Agostino (354-430), sostenevano che pratiche divinatorie e magiche richiedessero patti con i demoni. Questa opinione fu successivamente ribadita dall’influentissimo teologo Tommaso d’Aquino, che affermò nelle Sententiae: «I maghi compiono miracoli attraverso contratti personali stipulati con i Demoni».

Seguendo le istruzioni rituali di un grimorio, il mago o lo stregone evocava i demoni per ottenere ricchezza, invisibilità, amore o potere politico, ma raramente per causare danni ai nemici. Si credeva che tali favori demoniaci avrebbero alla fine compromesso il mago, spingendolo a vendere la propria anima a Satana. Se Satana stesso veniva invocato al posto di un demone di rango inferiore, richiedeva sempre l’anima del mago come pagamento “anticipato”.

«Esattamente all’alba, utilizza un coltello nuovo per tagliare un bastone a forma di forchetta da un rametto di un albero di noce selvatico che non abbia mai portato frutti. Prendi il bastone, una pietra di sangue magica e candele consacrate sul luogo del rituale, preferibilmente in un castello in rovina o una casa abbandonata, dove potrai essere indisturbato e ricevere i tesori che il Demone produce. Con la pietra di sangue, disegna un triangolo sul terreno o sul pavimento e posiziona le candele ai lati. Stai nel mezzo del triangolo, tiene il bastone e recita l’invocazione richiesta. Quando il lavoro è completato, recita un’altra formula magica per congedare il Demone.»

– Le istruzioni fornite dalla Chiave di Salomone, uno dei principali libri di magia medievale attribuiti al re Salomone
Il Grande Pentacolo
Il Grande Pentacolo

Il manscritto , in italiano noto come Chiave di Salomone, è una variante del Sigillum Aemeth pubblicato nell’Oedipus A Egyptiacus di Athanasius Kircher. Al suo interno c’è raffigurato il Grande (o Grande) Pentacolo.Dovrebbe essere scritto su carta di pelle di pecora o pergamena vergine, la quale carta dovrebbe essere colorata di verde. Il cerchio con le settantadue lettere divine dovrebbe essere rosso oppure le lettere potrebbero essere dorate. Le lettere all’interno del pentacolo dovrebbero essere dello stesso rosso, o azzurro cielo ovunque, con il grande nome di Dio in oro. Serve a convocare tutti gli spiriti; quando verranno mostrati loro, si inchineranno e ti obbediranno.

Streghe e Patto col Diavolo

Durante la caccia alle streghe, il Patto col Diavolo assunse nuovi significati. Si diceva che le streghe derivassero i loro poteri da Satana, il che richiedeva di stipulare un patto con lui. Lo scopo del patto veniva dipinto meno come un guadagno personale e più come l’intenzione deliberata e malvagia di nuocere agli altri, insieme a una rinuncia a Dio e alla fede cristiana. I demonologi cristiani crearono un corpus sostanziale di letteratura sui patti con il Diavolo e sui presunti rituali ad essi associati, nonché sulla punizione che dovrebbe essere inflitta per tali atti.

«Le streghe sono una classe estremamente pestifera, che stipula patti con i Demoni e, dopo aver fatto una solenne professione di fede, si dedicano, in obbedienza duratura, a qualche Demone particolare. Nessuno può descrivere i mali di cui questa classe di individui si rende colpevole. Pertanto, non devono essere tollerate in nessun luogo, ma devono essere completamente ed ovunque sterminate.»

– dal Liber Octo Quaestionum (1515) di Johann Trithemius (1462-1516), abate e studioso.

Nel campo della demonologia e della caccia alle streghe, si faceva una distinzione tra due forme di patto: il patto segreto e il patto solenne pubblico.

  • Il patto segreto consisteva in una promessa fatta da una strega, spesso con l’assistenza di un’altra strega. Si riteneva che, prima o poi, l’iniziato avrebbe proclamato apertamente la sua devozione al Diavolo. Le informazioni su questi patti venivano estorte alle streghe sospette mediante la tortura.
  • Il patto solenne pubblico veniva celebrato durante una cerimonia, in una chiesa cristiana o in un Sabbat (meglio noto come Sabba Neo Pagani, ovvero otto feste della wicca e del neopaganesimo, legate ai movimenti del sole), che aveva luogo sempre in luoghi aperti. Se la cerimonia si svolgeva in una chiesa – una profanazione – il Diavolo non era sempre presente; in un Sabbat, invece, lo era.

I demonologi sostenevano che gli iniziati abbandonavano la fede cristiana e il battesimo, giuravano obbedienza a Satana e gli offrivano bambini non battezzati in sacrificio, gli versavano un tributo annuale e gli cedevano un pezzo simbolico dei loro abiti. Siglavano un patto scritto con il loro sangue. Il Diavolo li battezzava con nuovi nomi e li marchiava con il suo artiglio (vedi Marchio del Diavolo). In alcune narrazioni, il Diavolo spogliava gli iniziati dei loro vestiti e li obbligava a omaggiarlo baciandolo sull’ano (vedi bacio della vergogna).

Inquisitori alal ricerca del Marchio del Diavolo in un'incisione del XIX secolo (colorata a mano).
Inquisitori alal ricerca del Marchio del Diavolo in un’incisione del XIX secolo (colorata a mano)

Tutti gli elementi della cerimonia erano invertiti, poiché Satana è l’opposto di Dio. Le croci venivano rovesciate e poi calpestate, i patti venivano scritti al contrario, gli iniziati apponevano le loro firme con la mano sinistra e il Diavolo lasciava il segno sul lato sinistro del corpo. Fino al XIV secolo la maggior parte delle streghe veniva perseguitata solo per i presunti danni causati alle persone e ai loro animali, non per aver adorato e fatto un patto con il Diavolo. La chiesa iniziò a promuovere l’idea che le streghe fossero anche eretiche e quindi meritevoli di punizione.

Questa visione, secondo la quale le streghe erano eretiche che avevano abbandonato la fede cristiana per adorare il Diavolo, ricevette un potente impulso dalla Bolla del 1484 di papa Innocenzo VIII (1432-1492), la Summis desiderantes affectibus. In questo documento, il pontefice affermava la necessità di sopprimere l’eresia e la stregoneria nella regione della Valle del Reno, e nominava i frati domenicani Heinrich Kramer e Jacob Sprenger (autori del Malleus Maleficarum) inquisitori incaricati di estirpare la stregoneria dalla Germania. La Bolla, oltre a citare varie malefica compiute dalle streghe, aggiungeva: «… oltre a ciò, rinunciano blasfemamente a quella Fede che è loro mediante il Sacramento del Battesimo…»

Noti patti col Diavolo

Per dimostrare questa eresia in un processo alle streghe, si dovette stabilire l’esistenza di un formale Patto col Diavolo, in cui il presunto stregone o strega si impegnava a servirlo in cambio di poteri magici. La maggior parte degli inquisitori non ha avuto problemi con questo: hanno semplicemente torturato l’accusato finché non ha confessato di aver fatto un patto con il maligno. Raramente veniva effettivamente prodotto un documento scritto che attestasse il patto; si diceva che il Diavolo avesse convenientemente stipulato con sé la maggior parte dei patti per proteggere i suoi servi, o che li avesse distrutti o nascosti.

Il Patto col Diavolo di Urbain Grandier

Una notevole eccezione a ciò fu il processo contro padre Urbain Grandier (1590-1634), parroco di St.-Pierre-du-Marche a Loudun, Francia, nel 1633. Grandier fu accusato di aver causato l’ossessione delle monache di Loudun (vedi I Diavoli di Loudun), che manifestavano fenomeni di possessione diabolica e di levitazione. Grandier era un prete colto e libertino, che si era attirato le antipatie di molti potenti, tra cui Armand-Jean du Plessis de Richelieu (1585-1642), il cardinale Richelieu. Durante il processo, fu presentato un patto scritto in caratteri strani, che recava la firma di Grandier e di diversi demoni. Si trattava di un falso, ma fu usato come prova schiacciante contro l’accusato. Grandier fu condannato al rogo e bruciato vivo il 18 agosto 1634.

Il Patto col Diavolo di Urbain Grandier
Il Patto col Diavolo di Urbain Grandier

Il patto in questione recitava:

«Noi, l’onnipotente Lucifero, secondato da Satana, Beelzebub, Leviatano, Elimi, Astaroth e altri, oggi abbiamo accettato il passo dell’alleanza con Urbain Grandier, che è dalla nostra parte. E gli promettiamo l’amore delle donne, il fiore delle vergini, la castità delle suore, onori mondani, piaceri e ricchezze. Fornicherà ogni tre giorni; l’ubriachezza gli sarà cara. Una volta all’anno ci offrirà un tributo segnato col suo sangue; calpesterà i sacramenti della chiesa e dirà le sue preghiere a noi. In virtù di questo patto, vivrà felicemente per vent’anni sulla terra tra gli uomini e alla fine verrà da noi per maledire Dio. Fatto all’inferno, nel consiglio dei diavoli. (Firmato da) Satana, Beelzebub, Lucifero, Elimi, Leviatano, Astaroth. Notarizzata la firma e il marchio del capo diavolo e dei miei signori i principi dell’inferno. (Controfirmato da) Baalberith, registratore.»

Il Patto col Diavolo di Louis Gaufridi

Louis Gaufridi, o Gaufridy (1599-1611) era un prete cattolico e un gesuita francese. È diventato famoso a causa del suo coinvolgimento in un caso di presunta possessione diabolica a Aix-en-Provence, Francia, nel XVII secolo. Gaufridi fu coinvolto nell’esorcismo di un gruppo di suore, incluso quello di Madeleine de la Paud, e si dice che abbia confessato di aver stipulato un Patto col Diavolo.

Il fatto è noto come il Caso delle Possessioni di Aix-en-Provence e ha attirato l’attenzione delle autorità ecclesiastiche. La giovane suora, Madeleine de la Paud, fu sottoposta a diverse sessioni pubbliche di esorcismo e il sacerdote fu processato e giustiziato; lei visse una vita santa nella sua tenuta da reclusa fino al febbraio 1653, quando si trovò accusata di incantesimo; ritenuta responsabile della malattia della figlia di un vicino, fu incriminata da un tribunale e condannato all’ergastolo. Gaufridi fu processato per eresia e stregoneria e fu giustiziato nel 1611. Il suo coinvolgimento è stato oggetto di controversie, e molti ritengono che Gaufridi fosse un capro espiatorio in un periodo in cui le accuse di stregoneria erano abbastanza comuni.

Il Patto col Diavolo di Madeleine de la Paud fu confessato dalla stessa con queste parole:

«Con tutto il mio cuore e sinceramente, con tutta la mia volontà deliberata, rinnego completamente Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo; la Santissima Madre di Dio; tutti gli Angeli e in particolare il mio Angelo Custode, la Passione del Nostro Signore Gesù Cristo, il Suo Prezioso Sangue e i meriti derivanti da esso, la mia sorte in Paradiso, così come le buone ispirazioni che Dio potrebbe darmi in futuro, tutte le preghiere fatte o che potrebbero essere fatte per me.»

Louis Gaufridi recitò verbalmente il suo Patto col Diavolo agli inquisitori:

«Io, Louis Gaufridi, rinuncio a tutto il bene, sia spirituale che temporale, che potrebbe essere elargito a me da Dio, la Beata Vergine Maria, tutti i Santi del Cielo, in particolare il mio Patrono San Giovanni Battista, nonché San Pietro, San Paolo e San Francesco, e mi do corpo e anima a Lucifero, davanti al quale sto, insieme a ogni bene che potrei mai possedere (salvi sempre i benefici dei sacramenti riguardanti coloro che li ricevono). E secondo i termini di queste condizioni, ho firmato e sigillato.»

Conclusioni

Matthew Hopkins
Incisione che raffigura Matthew Hopkins

L’incremento della caccia alle streghe fondata soltanto sul fatto di aver stipulato patti con il Diavolo fu graduale in Europa, ma le sentenze esigevano comunque evidenze di malefici. Opere come il Malleus Maleficarum (1486) trattavano in modo approfondito i patti. Nella Inghilterra protestante, si ammetteva l’esistenza dei patti con il Diavolo, ma non avevano un’importanza centrale nella maggioranza dei processi, stando ai documenti rimasti. Il pubblico era poco interessato ai patti e più al danno che una strega provocava ai suoi vicini.

Si riteneva che tali malefici potessero avvenire anche senza un patto. Dei tre Atti di Stregoneria del Parlamento, solo l’ultimo (1604) vietava i patti «con uno spirito maligno o perverso». Il primo patto verbale con il Diavolo si registrò nel 1612, e si pensava che le streghe elisabettiane non avessero rapporti diretti con Satana.

Nel 1645, l’avvocato e cacciatore di streghe Matthew Hopkins (1620-1647), diede inizio alla sua famigerata caccia alle streghe in Inghilterra e ottenne dichiarazioni giurate di patti scritti. Alcune delle sue più di duecentotrenta vittime potrebbero essere state giudicate principalmente in base a tali “prove”. Gli wiccani non venerano il Diavolo e non sono coinvolti in alcun Patto col Diavolo.

error: Content is protected !!