Magnetismo Animale

Magnetismo animale: sbloccare il potenziale nascosto nella trance

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La stroncatura dell’inchiesta sul magnetismo animale

Ma fu proprio a Parigi che accadde l’imprevisto per Mesmer. E’ buffo pensare che il 1776 fu fatale per i prodigi di padre Gassner e il successo per Mesmer.

Per ragioni sconosciute, presto si separò dal suo primo socio, il chirurgo francese Le Roux, e iniziò a magnetizzare i pazienti in una residenza privata a Creta. Si stabilì poi in una villa privata in Place Vendome, dove ricevette pazienti dai più alti circoli sociali e li magnetizzò per grandi spese. Era estremamente desideroso di formare contatti con i rappresentanti degli organismi scientifici: Academie des Sciences, Société Royale de Medecine, Faculte de Medecine.

Ottenne almeno un influente discepolo nel dottor Charles Nicolas Deslon o d’Eslon (1750-1786), un medico magnetizzante francese, professore della Facoltà di Medicina di Parigi, il primo medico del conte di Artois, uno dei fratelli del re, e membro della Royal Society of Medicine.

Una seduta di magnetismo alla Société Royale de Medecine, Faculte de Medecine
Una seduta di magnetismo alla Société Royale de Medecine, Faculte de Medecine
L'unico esempio rimanente del baquet di Mesmer, custodito al Musée d'Histoire de la médecine et de la Pharmacie, a Lione, Francia
Baquet di Mesmer

Deslon, infatti, dal 1778 diventa un seguace e sostenitore delle teorie di Mesmer, affermando di curare le malattie attraverso la magnetizzazione, pubblicando numerosi libri sul tema fra il 1780 e il 1782. Il suo lavoro più importante è probabilmente Observations sur le magnétisme animal (Osservazioni sul magnetismo animale), pubblicato nel 1780. Durante le sue dispute sul magnetismo animale, Charles Deslon ha rischiato di essere espulso dalla Scuola di Medicina di Parigi. Mesmer completò i suoi sforzi con pubblicazioni scritte da lui stesso e da Deslon.

Nella foto accanto, l’unico esempio rimanente del baquet di Mesmer, custodito al Musée d’Histoire de la médecine et de la Pharmacie, a Lione, Francia.

Prima di lasciare Vienna, Mesmer aveva rinunciato all’uso dei magneti e dell’elettricità come mezzi ausiliari. Nel 1780 o 1781, avendo più pazienti di quanti ne potesse trattare individualmente, inaugurò un trattamento collettivo, il baquet, uno strumento che avrebbe dovuto concentrare il fluido, una sorta di imitazione della bottiglia di Leida recentemente inventata. Insegnò anche che c’era un fluido positivo e uno negativo che neutralizzava ogni altra ipotesi che non era mai stata accettata dai suoi discepoli.

Bottiglia di Leida
Bottiglia di Leida

La bottiglia di Leida costituisce la forma più antica di condensatore elettrico. Fu utilizzata per condurre molti dei primi esperimenti sull’elettricità durante la seconda metà del XVIII secolo. L’invenzione viene attribuita generalmente all’olandese Pieter van Musschenbroek, di Leida, nei Paesi Bassi. Si tratta semplicemente di un contenitore di vetro, come una bottiglia appunto, coperto da un rivestimento metallico all’interno e da un altro simile nella parte esterna. Il rivestimento interno è collegato all’elettrodo di un generatore elettrostatico attraverso un conduttore (un cavo, una catena, etc.), mentre il vetro funge da dielettrico. Le bottiglie di Leida possiedono una capacità elettrica piuttosto elevata, che unita all’alta rigidità dielettrica e allo spessore del vetro, le rende ideali come condensatori per l’alta tensione.

La Teoria delle crisi nel Magnetismo Animale

Il quarto elemento della dottrina era la teoria delle crisi, ovviamente derivata dalla pratica di padre Gassner. Quest’ultimo riteneva che la crisi fosse la prova del possesso e anche il primo passo nella procedura di esorcismo. Per Mesmer, invece, la crisi era l’evidenza procurata artificialmente della malattia e potevano essere sfruttate per la cura stessa. Le crisi, disse, erano specifiche: in un asmatico sarebbe stato un attacco di asma e in un epilettico sarebbe stato un attacco epilettico. Quando il paziente veniva ripetutamente provocato, queste crisi diventavano sempre meno gravi, fino a scomparire. Fra i pazienti di Mesmer c’erano due personaggi che mostravano una forte devozione personale: Nicolas Bergasse, un abile avvocato con acuti interessi filosofici, che era politicamente attivo, e il banchiere Kornmann, il cui figlio più piccolo, affetto da una grave malattia agli occhi, fu curato da Mesmer.

Antoine-Laurent de Lavoisier
Antoine-Laurent de Lavoisier

Nel marzo 1784, a seguito dell’agitazione attorno a Mesmer, il re nominò una commissione d’inchiesta composta da membri dell’Académie des Sciences e dell’Academic de Medecine, e un’altra commissione composta da membri della Société Royale. Queste commissioni comprendevano i principali scienziati del loro tempo: l’astronomo Bailly, il chimico Lavoisier, il medico Guillotin e l’ambasciatore americano Benjamin Franklin.

Il programma di esperimenti era stato ideato dal chimico e biologo Antoine-Laurent de Lavoisier ed era un modello dell’applicazione del metodo sperimentale. Il punto litigioso non era se Mesmer curasse i suoi pazienti, ma piuttosto la sua contesa di aver scoperto un nuovo fluido fisico. La conclusione delle commissioni era che non si potevano trovare prove dell’esistenza fisica di un “fluido magnetico“. Possibili effetti terapeutici non furono negati, ma furono attribuiti a “immaginazione”. Un rapporto supplementare e segreto fu redatto per il re e indicò i pericoli derivanti dall’attrazione erotica della paziente femmina magnetizzata al suo magnetizzatore maschio.

Uno dei commissari, il botanico francese Antoine-Laurent de Jussieu, si è dissociato dai suoi colleghi e ha scritto un rapporto che suggeriva che ci fosse certamente un agente efficiente sconosciuto al lavoro, probabilmente “calore animale”. Mesmer era indignato perché i commissari non erano venuti da lui con le loro indagini, ma erano andati dal “traditore” Deslon. Ma non tutto il male venne per nuocere, perché quando il Pubblico Ministero decise di vietare la pratica del magnetismo animale, l’avvocato Nicolas Bergasse (1750-1832) riuscì a far sì che l’interdizione fosse revocata dal Parlamento, il più alto organo giudiziario d’istanza legale: la relazione dei commissari riguardò quindi la pratica di Deslon e non quella di Mesmer.

Le analisi sulla pratica di Charles Deslon

Durante la prima analisi su Deslon, i Commissari non furono in grado di condurre esperimenti nelle condizioni dichiarate dall’imputato. Innanzitutto non presero come prova valida la cura delle malattie. Inoltre i commissari si limitarono solo alle prove fisiche in base agli esperimenti effettuati sui diversi soggetti e decisero di fare i primi esperimenti su loro stessi, ricorrendo comunque a varie precauzioni. Dichiararono di non sentire alcunché.

I Commissari parteciparono al trattamento per parecchi giorni consecutivi continuando a non sentire alcun effetto. Nel secondo esperimento sul magnetismo animale di Deslon, furono scelti dei soggetti. Qualcuno affermò di sentire qualcosa, ma era una scarsa minoranza dei soggetti con dichiarazioni vaghe. Nel terzo esperimento vennero esposti ai trattamenti dei pazienti di classe sociale più elevata.

Alla fine la Commissione confrontò i risultati dei tre esperimenti. Gli unici ad aver percepito degli effetti erano i pazienti di classe inferiore. Quindi la Commissione pensò che non erano effetti dovuti al magnetismo. Infatti i bambini che non hanno idee preconcette, furono fra i soggetti che non sentirono nulla. Quindi si sospettò che l’immaginazione giocasse un ruolo nella produzione degli effetti. Quindi la Commissione spinse l’acceleratore su questa ipotesi.

Nel quarto esperimento, cercarono di confrontare anche i risultati di un terzo operatore di magnetismo, un medico di nome Jumelin. Alla fine si concluse che il metodo era irrilevante. Nel quinto esperimento i risultati furono gli stessi dimostrando che l’immaginazione stesse giocando un ruolo primario. Così la Commissione provò nel sesto esperimento a verificare se gli effetti dell’immaginazione potessero indurre delle crisi. Nel settimo esperimento la Commissione avverte un paziente che l’albero sotto il quale stava avvenendo l’esperimento era magnetizzato. Così il paziente ebbe una crisi, ma l’albero in realtà non era magnetizzato. Quindi fu la suggestione a produrre quella crisi.

Nell’ottavo esperimento si ebbe lo stesso risultato: una donna credette di essere magnetizzata ed ebbe così una crisi. E ancora con il nono esperimento con una crisi di donna che credette di essere magnetizzata.

Dopo altri esperimenti con oggetti e sullo sguardo del magnetizzatore, provarono che l’immaginazione era sufficiente per produrre gli effetti attribuiti al cosiddetto magnetismo, soprattutto poi se c’era l’influsso dello sguardo e dei movimenti del magnetizzatore. Quindi la Commissione concluse che il tocco, l’immaginazione e l’imitazione erano le vere cause degli effetti attribuiti al magnetismo. Il contatto invece era usato per stimolare l’immaginazione trasmettendo sensazioni che venivano solo imitate per suggestione.

La cosa assurda fu la dichiarazione di Deslon, che pur di non ammettere il fallimento, così come avviene per molti invasati senza onestà intellettuale, ritenne utile usare il potere dell’immaginazione nella pratica della medicina. Ma la Commissione bocciò il magnetismo animale affermando che il fluido magnetico non esiste e i mezzi usati per attivarlo erano pericolosi.

Mesmer si dilegua

La Commissione boccia le 27 proposte di Mesmer una ad una, perché ritenevano fossero ispirazioni a trattati di Paracelso (1493-1541), Jean Baptiste van Helmont (1580-1644) e Rudolph Göckel (detto anche Rodolphus Goclenius o Rodolfo Goclenio. 1547-1628). Si concluse che la teoria di Mesmer, lungi dall’essere una novità, era un sistema antico che fu abbandonato per quasi un secolo. Mesmer negò di aver mai letto nessuno di quegli autori (non era ancora diventato di moda chiamare tali fonti con il nome di “precursori”). I fisici, da parte loro, non avrebbero sentito parlare del cosiddetto fluido magnetico.

Due fisici, fra cui un certo Marat, dichiararono che il magnetismo animale non aveva alcuna pretesa di essere una teoria fisica. E nel frattempo che molti membri disillusi della dottrina del magnetismo disertarono, Mesmer puntò su uno dei suoi discepoli più fedeli, Amand-Marie-Jacques de Chastenet, il Marchese di Puységur, del quale ne parlerò nell’articolo che seguirà la storia dello spiritismo moderno. Puységur scoprì il sonno magnetico, che doveva dare una nuova direzione al movimento sul magnetismo.

Raffigurazione della pratica del Magnetismo Animale
Raffigurazione del Magnetismo Animale

Mesmer, comunque, lasciò Parigi, ma continuò a praticare fino alla sua morte nel 1815. Nonostante tutto, il mesmerismo (magnetismo animale) non è morto con il suo fondatore. Quindici anni dopo, arrivò negli Stati Uniti e divenne molto popolare. Il medico francese Charles Poyen fu uno dei suoi precursori.

Ha tenuto presentazioni in molti stati e, dopo essere immigrato in America, ha anche iniziato la pubblicazione mesmerista The Psychodinamist. I mesmeristi americani usavano anche il potere del suggerimento per aiutare i pazienti con qualsiasi cosa, dalla salute ai problemi familiari. Ancora una volta, i clienti hanno riferito di sentirsi meglio dopo le sedute, come se fossero “liberati dai loro trattamenti” e sentiti “spiritualmente rinvigoriti”. Con i suoi misteriosi poteri, Mesmer è più vicino all’antico mago che allo psicoterapeuta del ventesimo secolo.

La sua vittoria su padre Gassner ricorda l’ennesima competizione tra gli sciamani rivali dell’Alaska che non una moderna polemica psichiatrica. Tuttavia, la sua dottrina conteneva i semi di molti principi fondamentali della psichiatria moderna. Lo psicologo moderno Philip Cushman dichiarò che

«in un certo senso, il mesmerismo è stata la prima psicoterapia laica in America, un modo di ministrare psicologicamente la grande America non praticata. Era un tentativo ambizioso di combinare la religione con la psicoterapia e ha generato ideologie come la filosofia della cura mentale, il movimento del Nuovo Pensiero, la Scienza Cristiana e lo spiritualismo americano.»

Philip Cushman

In copertina Franz Mesmer conduce una sessione di terapia con i suoi pazienti posizionati attorno a un grande tavolo (Fonte: Josse/Scala, Firenze&NBSP)

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