Una raffigurazione del diavolo - Dèmoni e Demòni
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Cosa sono i demoni e qual’è il loro potere secondo la Bibbia

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Satiro che suona il flauto (Particolare tratto da L'infanzia di Giove), Jacob Jordaens, 1639
Satiro che suona il flauto (Particolare tratto da L’infanzia di Giove), Jacob Jordaens, 1639

È da notare che la versione dei Settanta di questi versetti. In 2 Cronache 11:15, invece di tradurre semplicemente la parola ebraica שׂעיר (sa’iyr) con un’altra parola, i traduttori tentano di tradurre il “concetto” o il significato. Questo dimostra che la Bibbia teologica è un’interpretazione che varia a seconda della dottrina cristiana di riferimento.

La lettura greca per שׂעיר (sa’iyr) è gli idoli e gli inutili (και τοις ειδωλοις και τοις ματαιοις, kai tois eidolois kai tois mataiois). Ciò indica chiaramente che la comprensione del termine era riferito agli idoli pagani. Particolarmente interessante qui è l’uso dell’aggettivo nominale ματαιοις (mataiois, vanità, vuoto o cose ​​senza valore) per descrivere questi idoli, intendendo che sono cose vuote, senza valore, impotenti! Notare l’uso della forma nominale di questa parola in Efesini:

¹⁷Vi dico dunque e vi scongiuro nel Signore: non comportatevi più come i pagani con i loro vani pensieri

Efesini 4:17 (CEI 2008)

È con questa comprensione che notiamo che la parola שׂעיר (sa’iyr) in Levitico 17:7 è tradotta nella Versione dei Settanta unicamente dalla parola τοις ματαιοις (tois mataiois):

καὶ οὐ θύσουσιν ἔτι τὰς θυσίας αὐτῶν τοῖς ματαίοις

Levitico 17:7 (La versione greca: i Settanta – LXX)

che letteralmente si traduce:

E non offriranno più sacrifici al vuoto…

traduzione in italiano dal greco

Eppure, nelle varie traduzioni troviamo tradotto vuoto con sàtiri, dèmoni e demòni, questi ultimi nella versione Riveduta del 2020.

Fronte e retro di una tavoletta di bronzo con demoni esorcizzanti della malattia, legati alla mitologia dell'antica Babilonia e dell'Assiria
Fronte e retro di una tavoletta di bronzo con demoni esorcizzanti della malattia

Tutto ciò indica chiaramente che questa parola שׂעיר (sa’iyr) non è usata nelle Scritture Ebraiche per indicare qualcosa di simile alla nostra idea di poteri demoniaci, ma esclusivamente per riferirsi agli idoli delle divinità pagane che erano riconosciute come il nulla o il vuoto, privi di qualsiasi potere. Questa connotazione negativa dell’immagine del capro può ben essere messa in relazione con l’uso di un capro nel sistema sacrificale israelita come portatore dei peccati del popolo:

²¹ Aronne poserà entrambe le mani sul capo del capro vivo, confesserà su di esso tutte le colpe degli Israeliti, tutte le loro trasgressioni, tutti i loro peccati e li riverserà sulla testa del capro; poi, per mano di un uomo incaricato di ciò, lo manderà via nel deserto.
²² Così il capro porterà sopra di sé tutte le loro colpe in una regione remota, ed egli invierà il capro nel deserto.

Levitico 16:21-22 (CEI 2008)

Nonostante tutto, è praticamente impossibile sapere da che parte sia arrivata l’influenza linguistica. Si può discutere se gli israeliti vedessero questi idoli in termini ontologici o se si sarebbero mai chiesti della reale esistenza di questi dèi. Molto probabilmente non avrebbero posto una domanda del genere, poiché quelle categorie di realtà ultima erano estranee al mondo antico. Tendevano piuttosto a esprimere le cose in termini funzionali (cosa possono fare), piuttosto che in termini ontologici (se esistono).

Tuttavia, è chiaro che le tradizioni bibliche non consideravano שׁד (seme) o שׂעיר (sa’iyr) come qualcosa da temere. Rappresentavano semplicemente gli idoli dei Cananei, che erano impotenti e potevano essere trattati come il vuoto o il nulla. Nel pensiero ebraico, questo si avvicina a ciò che oggi intendiamo per dire che qualcosa non esiste.

Conclusioni

In sintesi, non esiste una parola ebraica che possa essere tradotta con demoni per comunicare ciò che quella parola implica nella nostra lingua. Dietro la concezione dell’Antico Testamento c’è una visione del mondo animistica e mitologica di base, con cui gli israeliti dialogano. Ma usano i termini e dialogano con tali concezioni, non perché le accettino o ne siano dominati, ma proprio per negare la validità di tali visioni mitologiche del mondo.

Gli scrittori biblici usarono i termini, non per accettare ciò che rappresentano, ma proprio per rifiutarlo. È chiaro che c’era una credenza popolare tra gli israeliti in cose come i fantasmi e le creature mitologiche della religione cananea. Ma la tradizione biblica così com’è, va oltre tali concezioni mitologiche popolari e verso una visione di un Creatore, un Dio sovrano, che ha il controllo esclusivo del mondo e non lo condivide con niente e nessuno. Quindi, ancora una volta, non ci sono demoni nell’Antico Testamento, almeno non con ciò che quella parola implica nella nostra attuale cultura popolare, ma solamente idoli che vengono respinti come “non-dèi”

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