Valak, esiste il demone dei film The Conjuring e The Nun?

Se avete visto il film The Conjuring – Il caso Enfield (The Conjuring 2) di James Wan del 2016 sapete a cosa mi sto riferendo.

In questo capitolo della saga, sequel del successo L’Evocazione (The Conjuring), i due demonologi protagonisti, ovvero i coniugi Warren che nel film sono interpretati da Vera Farmiga e Patrick Wilson, sono alle prese con il caso Enfield, il poltergeist più famoso della storia. Ma non è di questo che voglio parlarvi oggi. Tornerò sull’argomento Enfield in un altro articolo.

This image released by Warner Bros. shows Vera Farmiga in a scene from the New Line Cinema thriller, “The Conjuring 2.” (Warner Bros. via AP)

Ne Il caso Enfield Lorraine Warren ha l’incontro con una suora dall’aspetto demoniaco alla quale chiede il suo nome per poi riconoscerla come il demone Valak. Secondo la trama della saga di The Conjuring i fatti avvenuti al 112 Ocean Avenue di Amityville a New York nel 1974, quando Ronald De Feo Jr. uccise tutta la sua famiglia nel cuore della notte dichiarando di essere stato istigato da voci nella sua testa, sarebbero collegati al poltergeist di Enfield nel Regno Unito fra il 1977 e il 1978.

In realtà il collegamento è solamente cinematografico utile a giustificare la presenza del demone Valak ad Enfield.
Nel film viene rappresentato come una suora dall’aspetto demoniaco forse perché Lorraine Warren descrisse le sue fattezze al regista James Wan come un vortice nero con al centro una volto come incappucciato. Quindi il regista deve aver pensato a qualcosa di blasfemo attribuendolo a quello di una suora malefica. In realtà l’aspetto di Valak non dovrebbe essere questo.

James Wan stesso dichiara alla stampa:

«Ho avuto una chiara prospettiva su tutto il film, ma l’unica cosa di cui non ero abbastanza sicuro era l’immagine del personaggio demoniaco […] Volevo qualcosa che avrebbe attaccato la sua fede (quella di Lorraine – ndr). Qualcosa che minacciasse la sicurezza del marito. E così alla fine mi venne l’idea di questa immagine molto iconografica di una monaca, un’icona ben salda nella mia testa».

Il Valak di The Conjuring diverrà il protagonista dello spin-off del 2018 The Nun sempre scritto e prodotto da James Wan ma diretto stavolta da Corin Hardy, già regista di The Hallow (2015). Non è comunque il primo film dedicato al demone Valak.

Ma ora entriamo nella storia di questo demone, da dove giunge il suo nome e in quali testi appare. Ricordo che scrivere di demonologia non fa di me né un demonologo né un credente. Sono uno studioso e ricercatore, e come tale mi pongo di fronte a questi studi in maniera distaccata.

VALAK – Il Presidente dell’Inferno

Nella goezia, fra i 72 demoni descritti, vi appare anche Valak che nel grimorio viene chiamato con il nome di Volac, un nome che è cambiato di pari passo con la storia umana, divenendo così Valac, Valax e Valu, quest’ultimo pronunciato alla francese. Infatti viene chiamato così il toro scatenato nel film Valu (2008) del cinema maratino, oggi chiamato Bollywood.

Raffigurazione di Volac/Valak

Le classificazioni sui demoni si sprecano, negli ultimi millenni sono stati classificati e riclassificati attribuendo variazioni prese da chissà dove. Lo scrittore bizantino e politico Michael Psellos ad esempio, nel 1843 ha formulato uno dei sistemi più elaborati fino all’XI secolo: il celebre De Operatione Daemonum (Περί ενεργείας δαιμόνων). In questo compendio molto copiato da altri demonologi, ha classificato i demoni dividendoli fra quelli dell’Empireo (l’atmosfera), dell’Aereo (l’aria), del Sottosuolo (sotterraneo), e dell’Acqua, quelli del Terreno e infine quelli Lucifugi (esclusivamente notturni ). Psellos era molto pignolo, pensate che aveva catalogato le proprie matite in base alla loro lunghezza dopo essere state temperate.

Nell’Angiologia invece, esistono due categorie di demoni: quelli anziani e forti, conosciuti come Apokomistai (Ἀποκομισταί, al singolare Ἀποκομιστής),  e quelli più giovani e deboli, noti come Nekudaimones (Νεκυδαίμωνες, al singolare Nεκυδαίμων), comunemente chiamati anche con il nome abbreviato Nekus. Mentre un Neku deve possedere un essere umano o un animale per poter avere una forma corporea, un Apokomiste invece è in grado di prendere qualsiasi forma corporea o non corporea che desidera. Naturalmente, se un demone avesse scelto di abitare una nuvola nell’atmosfera superiore, nessuno avrebbe potuto impedirglielo, ma poiché gli esseri umani si sono stabiliti fermamente come forme fisiche sulla Terra, la maggior parte dei demoni opta per possedere le forme umane. Questo è quanto dicono i testi ovviamente.

Valak è un Apokomistis. Non è controllato e non collabora con altri demoni, al massimo risponde solo a una manciata di altri Apokomistai e si muove in modo molto solitario, a differenza di molti altri demoni più potenti, che sono tipicamente accompagnati da un entourage di Nekus. Valak è uno fra i demoni più evocati ed invocati dall’essere umano. Spesso confuso con Moloch, il 62° demone Valak viene descritto come un bambino abbastanza femmineo, quindi con un’apparente innocenza per attirare le vittime disposte a scopi terribili, e domatore di un drago a due (o più) teste che cavalca con estrema sicurezza.

La Chiave di Salomone

Considerato il vagabondo del cosmo, perfetto conoscitore della via delle stelle da Itur ad Astra, tanto da attribuirgli l’appellativo di Cometa, il presidente dei demoni a capo di 38 legioni di spiriti, è capace di rivelare tesori nascosti e concedere molta fortuna. E’ il dominatore del Fuoco del Serpente, un’espressione allegorica per simboleggiare il controllo delle forze della natura psicosessuale. Secondo la dottrina cinese, il vento di Valak può essere evocato per armonizzare lo Yin e Yang quali componenti maschile e femminile della coscienza individuale, per coniugare il regime dell’Acqua Ardente con il Fuoco Freddo. Secondo alcune leggende esoteriche potrebbe essere evocato o invocato tra il 25 e il 29 gennaio utilizzando candele bianche e incensi dall’aroma di muschio e salvia e seguendo le istruzioni del grimorio di Salomone.

Una delle abilità più famose attribuite a questo demone è quella di rapire i bambini usando il loro aspetto per allontanarli dai loro genitori.

Avete mai sentito parlare della Crociata dei Bambini?

Tra la Quarta e la Quinta Crociata, il fanatismo epidemico che aveva tanto turbato l’Europa, portò al sequestro di migliaia di minori, provocando quella che è conosciuta come la Crociata dei Bambini. Sono state due crociate ben distinte nel 1212 d.C., ma con un unico scopo, quello di eliminare i musulmani dalla Terra Santa.

Raffigurazione de la Crociata dei Bambini

La prima crociata fu quella francese in cui un giovane contadino chiamato Stephen de Cloyes, si convinse che Gesù Cristo gli avesse comandato di condurre una crociata di circa 30.000 bambini francesi dell’età massima di 12 anni, al salvataggio del Santo Sepolcro. Esaltati e selvaggiamente eccitati, i bambini che riuscì a coinvolgere, fecero una sommossa capace di travolgere qualsiasi cosa. Erano così numerosi da non conoscere alcuno ostacolo. Alcuni antichi testi raccoglierebbero testimonianze orali in cui si testimonierebbe che “neanche i bulloni e le barre potevano trattenerli”. Il movimento spaccò in due l’opinione pubblica: da una parte quelli convinti che fossero sommosse ispirate dallo Spirito Santo, e quelli che fosse tutta opera del diavolo. I ragazzini marciarono attraverso le città e i villaggi trasportando bandiere, candele e croci, e cantando «Signore Dio, esalta il cristianesimo!». Quelli che passarono per il porto di Marsiglia furono traditi e venduti come schiavi in Alessandria e in altri mercati di schiavi maomettani. Altri tenuti fuori dai confini furono costretti a tornare indietro perché altrimenti avrebbero rischiato di morire di fame.

La seconda crociata fu quella tedesca in Germania, durante lo stesso anno, quando un figlio di nome Nikolaus von Köln (Nicholas di Cologne) riuscì a guidare 50 mila persone fra uomini e donne, ragazzi e ragazze sulle Alpi in Italia, in direzione Brindisi per salpare dal porto con le navi dirette in Palestina. E fu così che 2000 o 3000 dei piccoli crociati partirono verso l’oblio. Di loro non si seppe più nulla. Nessuno fece mai ritorno. Molti morirono durante il viaggio per vari motivi legati alla fame o a malattie e molti altri furono venduti come schiavi. L’allora pontefice Papa Innocenzo III disse che «questi figli ci hanno messo in vergogna, mentre dormivamo loro correvano per liberare la Terra Santa».

Le crociate destinate a morte e schiavitù certa, si dice siano state opera di Valak, ma non furono le uniche stragi di minori attribuite al demone. Alcune forse meno note ma più spaventose avvenivano in Francia poco dopo la Rivoluzione. Nei mesi precedenti infatti, la Bastiglia cadde il 14 luglio 1789 , una legione di Apokomistai e di Nekus era stata irresistibilmente attirata nelle strade parigine. I demoni avrebbero scavato e trasformato la Rivoluzione Francese in una spietata carneficina che avrebbe inaugurato quasi 800 anni di disordini, conquiste e orribili guerre civili. Ma nel medioevo i partecipanti alle crociate venivano chiamati puer, termine che dal latino classico significa bambino o preadolescente, ma nel latino medievale significava persone in povertà o di basso livello sociale. Quindi le Crociate dei poveri o degli ultimi finì col divenire le Crociate dei bambini (o dei fanciulli). Quindi se non erano fanciulli, Valak non potrebbe essere il responsabile di quelle morti.

Scarsi riferimenti antichi

Prima pagina del grimorio Pseudomonarchia daemonum

Valak però per quanto appaia della Piccola Chiave di Salomone e nella Gerarchia dei Demoni (la Pseudomonarchia Daemonum), ha scarsi riferimenti storici. La Gerarchia dei Demoni fu un’appendice del De praestigiis daemonum scritto dal demonologo Johann Weyer che fu pubblicato la prima volta in Basiela nel 1563. Questo scritto di Weyer conosciuto meglio come Wierus, sosterrebbe che la stregoneria non esiste e che coloro che sostengono tali pratiche soffrono di delusioni dalla vita e che dovrebbero considerare possessioni e intenzioni stregonesche come malattie mentali. Wiesur infatti fu una grossa influenza nell’abolizione dei processi di stregoneria nei Paesi Bassi. Il compendio del demonologo si ispirava comunque al Liber Officiorum spirituum, un grimorio demonologico che non è mai stato ritrovato ma che compare in alcuni manoscritti del baronetto Hans Sloane, un medico anglo-irlandese che grazie ai suoi numerosi volumi fu la pietra miliare per il British Museum, e nella Biblioteca di ricerca indipendente Folger Shakespearea Washington DC, che contiene la più grande collezione mondiale delle opere di William Shakespeare.

La copertina del Dizionario Infernale

In questo primo grimorio antecedente quindi tutti gli altri, sarebbero elencati solamente 47 spiriti maligni fra cui anche Lucifero, Bezlebut e Satana, ma non Valak. Facendo eccezione per 17 demoni, gli altri 30 sono quasi identici agli spiriti dell’Arte Goezia. Da dove arrivino tutti gli altri è presto detto.

Se la Pseudomonarchia Daemonum (la Gerarchia dei Demoni) del 1577 si traduce approssimativamente ne “La Falsa Monarchia dei Demoni”, significa che il testo non sia vero. Il grimorio più antico sembrerebbe essere La Chiave di Salomone erroneamente attribuito a Re Salomone e risalente nel basso medioevo, quindi fra l’anno 1000 circa e la scoperta dell’America nel 1492. In questo testo compare un elenco di 6 demoni principali e altri 18 inferiori, ma in nessuno dei 24 demoni compare Valak. E non compare neanche nelle prime edizioni del Dizionario Infernale (Dictionnaire Infernal) di Jacques Auguste Simon Collin de Plancy pubblicato per la prima volta nel 1818. In questo libro di demonologia, l’autore se la prende coi teologi in quanto poco superstizioso e a pagina 164 scrive:

«Negare che dopo la morte ci siano tormenti o ricompense è negare l’esistenza di Dio; da quando Dio esiste, deve essere stato necessariamente così. Ma solo Dio conosce le pene inflitte ai colpevoli, o il posto che li conterrà. Tutte le catalogazioni fatte fino ad oggi sono solo frutto di una maggiore o minore immaginazione disordinata. I teologi devono lasciare che i poeti raffigurino l’Inferno e non cercare di spaventare la gente con descrizioni orribili e libri raccapriccianti (p. 164)

Il Dizionario Infernale si ispira alla Gerarchia dei Demoni di Johann Weyer, ma avendo ben fatto le giuste comparazioni fra vari antichi grimori, aveva infatti dedotto che molti demoni elencati erano stati inseriti senza alcuna prova scritta risalente dal passato. Solo successivamente, quando collaborò con l’abate Jacques Paul Migne si convertì al cattolicesimo della Chiesa romana e l’ultima riedizione del Dizionario Infernale cambiò il titolo con Enciclopedia Teologica, aggiungendo ben 32 demoni che non apparivano nelle prima edizioni, fra cui appunto Volac, ovvero Valak.


In copertina: la raffigurazione di Valak
dal film The Conjuring – Il caso Enfield (The Conjuring 2) del 2016
[Warner Bros. via AP, New Line Cinema]

 

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