Introduzione ai Fantasmi nella Bibbia
Mentre alcune “visite spettrali” possono essere spiegate da un’immaginazione iperattiva, uno scherzo della luce o come parte di un processo di lutto, una persona su quattro afferma di credere ai fantasmi e di averne visto uno (sondaggio Swg per il settimanale Donna Moderna del 2004) e se ci spostiamo oltreoceano, il 49% degli americani crede nei fantasmi; quindi sicuramente non possiamo ignorare del tutto queste “visite spettrali”.

Sulla base di questi dati, non sorprende che film come Ghostbusters (1984), Beetlejuice (1988), Ghost (1990), Casper (1995), la saga di The Conjuring (2013-in produzione) e altri film horror su fantasmi e demoni, siano diventati punti fermi della cultura popolare. Negli anni Novanta c’erano persino programmi televisivi su Italia1 (originale serie di Nickelodeon) come Hai paura del buio?, che rendeva le storie di fantasmi più divertenti e appetibili per i più giovani.
Niente di tutto questo è nuovo. L’industria dell’intrattenimento ha capitalizzato l’ossessione di tutto il mondo a partire dallo spiritualismo fin dal XIX secolo. Secondo un articolo uscito sulla rivista america Smithsonian Magazine, che tratta storia, scienza, cultura mondiale e la tecnologia, la tavola Ouija è nata come un modo per fare soldi dal crescente interesse per il soprannaturale. Da quel momento, la tavola Ouija è stata conosciuta come uno strumento del diavolo o un innocente gioco di divertimento per la famiglia. Ad ogni modo, continua a esistere un mercato per questi tipi di prodotti a tema paranormale.
La religione gioca un ruolo importante?
Sia che il soprannaturale sia visto come puro intrattenimento o come qualcosa di molto più grande, le persone hanno domande e storie sull’argomento. Nella nostra cultura attuale, la religione non gioca un ruolo così importante nell’interesse o nella fede nel soprannaturale. Le persone non vanno in chiesa per rispondere alle loro domande. Inoltre, a seconda della denominazione, non è nemmeno molto probabile che le chiese predichino sull’argomento. È davvero un peccato che l’organizzazione che dovrebbe aprire la strada o fornire risposte alle domande delle persone sul soprannaturale stia in realtà rifuggendo ed evitando del tutto l’argomento. Questo costringe le persone a cercare risposte alle loro domande altrove.
Alcune domande chiave sono:
- perché così tanti di noi sono attratti da cose spettrali?
- da dove viene il nostro fascino per le cose al di fuori della nostra comprensione e controllo?
- forse siamo stati creati con un’innata consapevolezza che c’è di più nella vita di quanto sembri?
Avendo studiato con le più note dottrine cristiane, sono stato sorpreso dal numero di cristiani i cui punti di vista sul soprannaturale corrono paralleli a malintesi culturali e contrari alle Sacre Scritture. Ma ha perfettamente senso se consideriamo che il prelato, i pastori e i leader della chiesa non parlano di un interesse popolare per la cultura.

Il soprannaturale è ampiamente inteso come eventi o abilità che non possono essere compresi con la scienza e operano al di fuori dei confini delle leggi conosciute della fisica. Per alcuni, i fantasmi, i demoni e gli alieni rientrano nella categoria del soprannaturale. Per il bene di questo articolo, esplorerò solo la visione biblica dei fantasmi.
La teoria più comune sui fantasmi è che sono gli spiriti degli umani (e tavlvolta anche di animali) che sono morti. Molti credono che queste anime non siano ancora passate al paradiso o all’inferno. Piuttosto, sono intrappolati nel mezzo, in una sorta di limbo, come il purgatorio cattolico e, quindi, indugiano sulla terra.
Ad esempio, alcuni potrebbero raccontare storie sulla morte del proprietario di una casa e successivamente credere che quella casa sia infestata da quello spirito. Un fantasma può anche essere una persona cara che è morta e comunica attraverso un sensitivo per portare parole di conforto. Per molti, i fantasmi non sono sempre spaventosi o inquietanti. Si ritiene che alcuni siano un modo per riconnettersi con un caro defunto.
Fantasmi nell’Antico Testamento
Negare qualsiasi tipo di mondo spirituale che esista al di fuori di ciò che possiamo vedere è negare la chiara lettura della Bibbia, seppur sui fantasmi le chiese cristiane ci vanno coi piedi di piombo. Ci sono molti passaggi in cui compaiono gli angeli e demoni, in cui i primi combattono i secondi persino per conto di Dio, scacciando i traditori dal suo regno.
Una comprensione biblica del soprannaturale è che esiste questo regno spirituale fatto di angeli e demoni. Anche se non abbiamo molte altre informazioni a parte l’esistenza di questi esseri, la Bibbia è chiara sul fatto che non sono esseri umani reincarnati o una versione spiritualizzata dei morti.
Sì, i cristiani dovrebbero credere nel soprannaturale perché credono ad angeli e demoni, ma per quanto riguarda i fantasmi? I vivi possono entrare in contatto con i morti?

La Bibbia non descrive mai uno stato persistente dopo la morte, che è ciò che si crede siano i fantasmi o gli spiriti dei morti. Quando una persona muore, il suo spirito disincarnato non vaga per la terra. Sebbene il corpo di una persona rimanga, il suo spirito è immediatamente in paradiso o all’inferno.
Analizzerò sia i passi dell’Antico Testamento (in questo articolo), sia quelli del Nuovo Testamento (in un secondo articolo).
Secondo la Bibbia, il popolo non dovrebbe cercare gli spiriti, salvo lo Spirito Santo. La cristianità ritiene che lo Spirito Santo sia sufficiente per tutti i nostri bisogni e ci è stato dato come aiuto in questo mondo. Lo Spirito Santo è colui che dovrebbe guidarci nella nostra vita.
Spirito Disincarnato
Nella versione di Re Giacomo della Bibbia, la parola fantasma appare 108 volte. Di questi, il termine non è mai usato nel senso dello spirito disincarnato di qualcuno che è morto. Viene utilizzato solo in due modi. In primo luogo, appare nella frase “rinunciare al fantasma”, che significa morire. In secondo luogo, come accennavo prima, ricorre lo Spirito Santo, la terza persona della Divinità o Trinità nella tradizioni rispettivamente cristiana e cattolica. La Bibbia si riferisce a fantasmi o spiriti dei morti come spiriti familiari e ci mette in guardia dal metterci a che fare con loro (vedi Levitico 19:31; Deuteronomio 18:11; 2 Re 21:6; Isaia 8:19).

Nonostante questo, per onestà intellettuale, in quanto non sono un credente nonostante abbia studiato la Bibbia, vanno citati alcuni passi biblici in cui si afferma che i fantasmi non infestano case e dimore antiche, né che si possa comunicare con loro, perché l’allusione è che potrebbe trattarsi di demoni.
I morti possono infestare le case?
Secondo la Bibbia i morti non possono infestare case:
«Una nube svanisce e se ne va, così chi scende al regno dei morti più non risale;
Giobbe 7:9-10 (CEI 2008)
non tornerà più nella sua casa, né più lo riconoscerà la sua dimora.»
E se le persone muoiono lasciando in sospeso qualcosa di importante, diventano fantasmi e infestano i luoghi dove hanno vissuto cercando aiuto o perseguitando le persone che conoscevano in vita? Secondo Il Libro dei Salmi, un testo contenuto sia nella Bibbia ebraica che nell’Antico Testamento della Bibbia cristiana, parrebbe di no:
«Esala lo spirito e ritorna alla terra: in quel giorno svaniscono tutti i suoi disegni.»
Salmo 146:4 (CEI 2008)
Anche nel libro degli Ebrei
I morti possono parlare con i vivi?
Nella Nova Vulgata (o Neovolgata), una moderna revisione della Vulgata, la traduzione della Bibbia in lingua latina considerata ufficiale dalla Chiesa cattolica, troviamo:
«Virginem ne conspicias, ne forte scandalizeris in decore illius.
Ne des fornicariis animam tuam in ullo, ne perdas te et hereditatem tuam.»ovvero
«I vivi sanno che moriranno, ma i morti non sanno nulla; non c’è più salario per loro, perché il loro ricordo svanisce.
Ecclesiasticus (Ecclesiaste) 9:5-6 (Nova Vulgata. Bibliorum Sacrorum Editio. 1979)
Il loro amore, il loro odio e la loro invidia, tutto è ormai finito, non avranno più alcuna parte in tutto ciò che accade sotto il sole.»

E riguardo il consultare gli spiriti familiari o fantasmi per mezzo di medium e negromanti, in Isaia leggiamo:
«Quando vi diranno: “Interrogate i negromanti e gli indovini che bisbigliano e mormorano formule. Forse un popolo non deve consultare i suoi dèi? Per i vivi consultare i morti?»
Isaia 8:19 (CEI 2008)
E nel versetto 20 si legge «attenetevi all’insegnamento, alla testimonianza. Se non faranno un discorso come questo, non ci sarà aurora per loro».
«Non vi rivolgete ai negromanti né agli indovini; non li consultate, per non rendervi impuri per mezzo loro. Io sono il Signore, vostro Dio.»
Levitico 19:31 (CEI 2008)
A questo punto mi chiedo come facciano ad esistere medium molto credenti nella cristianità. Evidentemente si tratta di cattolici non praticanti o agnostici, in quanto non a conoscenza dei concetti biblici o non interessati alle Sacre Scritture. Eppure, ve lo posso assicurare, molti medium si definiscono credenti cattolici. A me non interessa in cosa e come credono, sono uno studioso e ricercatore, non mi baso sulla credenza per atto di fede, sia in termini religiosi, sia per quanto riguarda i fantasmi. Mi considero un cronista del paranormale, che racconta la storia e l’antropologia.
Fantasmi nella Genesi

Si partla di fantasmi nella Bibbia? Certamente, sia nell’Antico Testamento, sia nel Nuovo Testamento.
Il primo termine su cui fare chiarezza, per quanto facile non lo sia affatto per via delle svariate traduzioni bibliche, è quello di Anima. Gli esegeti, a seconda della lingua usata per la trascrizione, usarono il termine ebraico Néfesh (scritto נפש) o il termine greco Psyché (ψυχή) ovvero il soffio di Dio di cui ho già accennato nell’articolo: Fantasmi, Spiriti, Spettri e Larve. Quali sono le differenze?
Questi termini, che sono scritti ben 800 volte nei libri biblici, non si riferiscono mai all’anima intesa come spirito divino o fantasma, bensì a significati più terreni e comuni, quali persone, animali o la vita di uno piuttosto che dell’altro. Ma allora l’anima intesa come spirito di cui abbiamo parlato prima da dove salterebbe fuori?
Semplicemente dalla traduzione con il termine ebraico Rûah (רוּחַ) che con designazione femminile sta ad indicare la forza della natura, molto probabilmente indica il vento e non lo spirito divino. Nell’Ebraismo nel Tanakh, infatti, non ci sono riferimenti allo spirito santo, in quanto in ambito ebraico è tradotta e interpretata come “ispirazione profetica” e/o Profezia. Un esempio è il Rûah HaKodesh che letteralmente viene tradotto come vento santo (o ispirazione santa). Anche l’Islam non condivide l’interpretazione cristiana sullo spirito santo, in quanto come l’ebraismo, è una religione monoteista pura.
In Genesi leggiamo:
«Dio fece passare un vento sulla terra e le acque si abbassarono.»
(Genesi 8:1 CEI 2008)
Dopotutto vento, respiro, soffio… sono tutti termini che si rifanno al verbo greco pnèo, e da qui il sostantivo pnèuma (spirito).
Fantasmi in Giobbe 4,16
Dopo essermi addentrato nelle traduzioni dall’ebraico e dall’aramaico dell’Antico e del Nuovo Testamento, quello che ne ho dedotto è che l’idea di spirito inteso come essere disincarnato è presente sporadiche volte solamente nei Vangeli. Tutte le traduzioni di fantasma nell’Antico Testamento sono aggiunte o interpretazioni dal greco e dal latino. Di seguito riporto gli esempi più eclatanti iniziando con quanto è riportato bel libro di Giobbe:
«Stava là ritto uno, di cui non riconobbi l`aspetto, un fantasma stava davanti ai miei occhi… Un sussurro…, e una voce mi si fece sentire:[…]»
Giobbe 4:16 (traduzione CEI – Conferenza Episcopale Italiana del 1974)
Ma la traduzione interconfessionale, ovvero quella da parte dell’Alleanza Biblica Universale (ABU) del 1985, non cita assolutamente il termine fantasma, perché traduce:
«C’era qualcuno davanti ai miei occhi, ma non potevo vederlo bene. Una voce misteriosa sussurrò:[…]»
Giobbe 4:16 (Bibbia Interconfessionale – CEI 1974)

Ad Elifaz, della città di Teman, qualcosa gli stava davanti, ma non era distinguibile. Semmai si fosse trattato di un fantasma così come lo concepiamo oggi dallo spiritismo moderno, non appariva nella forma riconoscibile di una persona. Era qualcuno perché ha parlato, ma non si può né presupporre che fosse lo spirito di una persona defunta, né che fosse una vera e propria apparizione, in quanto di ciò che vede non c’è alcuna descrizione.
Ciò di cui parla, quella cosa o chi gli stava di fronte, è un discorso legato alla volontà di Dio, quindi avrebbe potuto essere anche una persona viva ma nascosta o celata da qualche indumento coprente. In un modo o nell’altro, questa figura non visibile gli stava parlando.
Lo Spirito del profeta Samuele (Re Saul e lo spirito maligno)
Ma andiamo avanti nelle citazioni bibliche alla ricerca di fantasmi. Una delle più gettonate su internet è quella di 1 Samuele 28, in cui dal versetto 7 si racconta in modo davvero grossolano cosa realmente è scritto in quel libro. Quello che leggo in rete è che Re Saul voleva consigli dallo spirito di Samuele, e per richiamarlo, andò da una medium che al tempo era chiamata negromante. Lo spettro del profeta Samuele chiese perché lo stessero disturbando e gli profetizzò la sua morte. Da quello che si legge, Re Saul sarebbe quindi morto il giorno successivo facendo sì che la profezia si avverasse.
Da un’attenta analisi la storia biblica racconta tutt’altro
Ma leggendo le traduzioni bibliche più a fondo, la vicenda non andò proprio così. La negromante di cui si servì Re Saul è un personaggio che appare negli antichi testi biblici più di una volta: si tratta della strega di Endor. Non si conosce il suo vero nome, ma la tradizione rabbinica la chiama Zefania, figlia di Amber, che guarda caso era il primo cugino e comandante in capo all’esercito di Re Saul.

Il primo Re di Israele, così raccontano i versetti, si camuffò per non essere riconosciuto dalla negromante, la quale si diceva potesse parlare con i morti. Il motivo di celare la sua vera identità è molto semplice: Saul aveva bandito negromanti e indovini, senza alcuna eccezione per Zefania; ma troppo in ansia per la battaglia alle porte, e probabilmente non così scettico come dimostrava di essere, chiese alla strega di evocare lo spirito del profeta Samuele che era deceduto da poco tempo. Secondo i rabbini antichi, lo spirito di un defunto restava nei pressi della salma per circa un anno dopo la morte, periodo nel quale poteva essere contattato, così come racconta l’episodio fra Re Saul e il profeta Samuele.
La strega però riconobbe Re Saul e si sentì tradita. E’ chiaro quindi che provasse risentimento e disprezzo per questo Re che la fece bandire, e quindi qualsiasi cosa abbia fatto Zefania dallo smascheramento in poi, penso sia di dubbia credibilità. Comunque stiano le cose, le antiche scritture riporterebbero l’evocazione dello spirito di Samuele. A questo punto però c’è da soffermarsi sul termine evocazione.
Differenza tra Evocazione e Invocazione

Evocare ed invocare non sono la stessa cosa. Quando si evoca un’entità quest’ultima si presenterebbe come energia e quindi invisibile ai nostri occhi. Nell’invocare, invece, si chiederebbe all’entità di usare il corpo del medium come ponte, in modo che l’energia dell’entità possa legarsi a quella del medium, avendo così un contatto diretto. Agendo in questo modo però, l’entità userebbe la voce del medium nello stato di trance (ovvero uno stato alterato della coscienza) e il suo corpo per potersi muovere.
Tornando quindi all’episodio biblico di cui sopra, qualcosa non torna. La strega di Endor chiede a Re Saul chi dovesse evocare, ma ciò che si accinge a fare è invece un’invocazione, in quanto parrebbe che parlasse con la voce di Samuele, che contrariato per essere stato disturbato, fa una premonizione sulla morte del Re.
Ma nella versione biblica dei Settanta (versione della Bibbia in lingua greca), l’espressione “una donna con uno spirito” viene tradotta con “un ventriloquo”. Significherebbe quindi che la voce del presunto profeta Samuele fosse invece quella della donna negromante. A questo punto la possibilità che la strega stesse imbrogliando Saul sembrerebbe la più plausibile.
Difatti le parole che Samuele avrebbe pronunciato, sono le stesse che disse in vita, quindi è solamente una ripetizione di cose già conosciute, tranne ovviamente la previsione della morte del Re, che proseguendo la lettura dal capitolo 28 fino al 31, Saul non sarebbe morto il giorno dopo, bensì tre giorni più tardi.
Fantasmi in Isaia 29,4
Un altro libro che citerebbe il termine fantasma è quello che si trova in un passo del libro di Isaia:
«Allora prostrata parlerai dalla terra, e dalla polvere saliranno le tue parole; sembrerà di un fantasma la tua voce dalla terra, e dalla polvere la tua parola risuonerà come bisbiglio.»
Isaia 29:4 (CEI 2008)
Per quanto appaia il termine fantasma nelle varie traduzioni bibliche, di fatto non c’è!
Come mai? Perché non esiste quel termine in ebraico antico, così come non esiste spettro.
«καὶ ταπεινωθήσονται οἱ λόγοι σου εἰς τὴν γῆν καὶ εἰς τὴν γῆν οἱ λόγοι σου δύσονται καὶ ἔσται ὡς οἱ φωνοῦντες ἐκ τῆς γῆς ἡ φωνή σου καὶ πρὸς τὸ ἔδαφος ἡ φωνή σου ἀσθενήσει»
Isaia 29:4 (Antico Testamento in greco)
La traduzione sarebbe:
«e le tue parole saranno umiliate sulla terra, e le tue parole svaniranno sulla terra, e saranno come quelli che gridano dalla terra, la tua voce, e sulla terra la tua voce sarà debole»

In Isaia 29:4 nell’Antico Testamento in ebraico non compare neppure la parola ebraica antica che sta ad indicare lo spirito (in ebraico antico ר֣וּחַ) che invece troviamo nel versetto 10:
כִּֽי־נָסַ֨ךְ עֲלֵיכֶ֤ם יְהוָה֙ ר֣וּחַ תַּרְדֵּמָ֔ה וַיְעַצֵּ֖ם אֶת־עֵֽינֵיכֶ֑ם אֶת־הַנְּבִיאִ֛ים וְאֶת־רָאשֵׁיכֶ֥ם הַחֹזִ֖ים כִּסָּֽה׃
Isaia 29:10 (Antico Testamento in ebraico)
che tradotto sarebbe: «Perché il Signore Dio ti farà dormire e proteggerà gli occhi dei profeti e dei sommi pastori». La parola ר֣וּחַ viene tradotta come Dio, nonostante da sola sia brezza, vento, soffio.
Ma allora da dove salterebbe fuori la traduzione di fantasma in Isaia 29:4 che molti blog e pagine web affermano? È probabile che derivi dalla traduzione latina:
«Quoniam miscuit vobis Dominus spiritum soporis, clausit oculos vestros et capita vestra operuit.»
Isaia 29:10 (Nova Vulgata 1979)
che tradotto si legge: «Poiché il Signore ha mescolato con te lo spirito del sonno, ti ha chiuso gli occhi
e ti sei coperto il capo.»
Quel termine spirito (del sonno) è stato inteso come spirito e successivamente nel versetto 4 è stato tradotto con fantasma. Sono solamente ipotesi. Al momento questa ricerca è ancora in pieno sviluppo e non appena ne verrò a capo questo articolo sarà senz’altro aggiornato.
Nella traduzione del Nuovo Mondo (la Bibbia che viene utilizzata dai Testimoni di Geova), il termine solitamente tradotto con fantasma viene sostituito con medium spiritico; ma anche il termine medium nel vocabolario ebraico antico non c’è! Insomma è un mistero nel mistero.
Conclusioni

I fantasmi nella Bibbia non sono poi così “fantasiosi”. Non si aggirano tra le colonne dei templi con catene e lamenti, ma appaiono piuttosto come ombre di un mondo ultraterreno che si insinua — a volte con forza, a volte in punta di piedi — nella vita degli uomini.
Ciò che colpisce è che l’Antico Testamento non chiude del tutto la porta al soprannaturale: piuttosto, la lascia socchiusa, come se il confine tra vivi e morti fosse qualcosa di sottile, permeabile, forse anche necessario.
La figura di Samuele evocato dalla strega di Endor, o il concetto di spiriti turbati, ci ricordano che la Bibbia riflette le paure, i dubbi e le domande di un’umanità intera, in cerca di risposte non solo su Dio, ma anche su ciò che resta dopo la morte.
In un certo senso, questi spiriti biblici non sono altro che specchi. Specchi delle nostre ansie, delle colpe non risolte, dei legami che non vogliamo spezzare. E allora forse il vero messaggio non è che i fantasmi esistono… ma che non riusciamo a lasciarli andare.
E se anche oggi ci interroghiamo su apparizioni, presenze o voci dal passato, forse è perché — come allora — stiamo ancora cercando un linguaggio per parlare con l’ignoto.


