ZOZO
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ZOZO: il Demone della Tavola Ouija

23 minuti di lettura

Molti di voi conosceranno già ZOZO, il demone della tavola Ouija. Questo articolo è per chi ha già familiarità con questa figura inquietante e per chi non ne ha mai sentito parlare. In fondo all’articolo troverete un video esplicativo. E per quanto riguarda la mia pronuncia di “Ouija” nel video, non sorprendetevi: è la corretta pronuncia in inglese americano.

ZOZO è una figura che ha affascinato e terrorizzato gli appassionati di esoterismo e paranormale, soprattutto tra gli internauti. Conosciuto principalmente grazie alle testimonianze di coloro che hanno utilizzato la tavola Ouija, ZOZO è un’entità misteriosa che ha acquisito notorietà per le sue presunte capacità di comunicare con i vivi attraverso questo strumento. Questo demone è spesso descritto come ingannevole e malvagio, capace di seminare paura e confusione tra coloro che entrano in contatto con lui.

Il fenomeno di ZOZO ha radici relativamente recenti, ma le sue manifestazioni hanno fatto il giro del mondo, alimentando storie e leggende di incontri spaventosi e inspiegabili. Chi è realmente ZOZO? È una creatura dell’immaginazione collettiva, un semplice inganno, o un autentico spirito maligno? Questo articolo esplorerà le origini, le manifestazioni e le interpretazioni di ZOZO, cercando di gettare luce su una delle figure più controverse e inquietanti del mondo paranormale.

Il motivo per cui scriva il nome ZOZO in lettere maiuscole lo svelerò nel prossimo paragrafo.

ZOZO e i suoi misteriosi effetti

Una ricerca su YouTube sui demoni fornisce più di cinquantamila risultati, con video che spaziano da storie di esperienze personali con il presunto demone ZOZO fino a racconti di presunte possessioni demoniache. ZOZO è descritto come un’entità demoniaca mutevole: inizialmente si presenta come cordiale, rivelandosi sotto mentite spoglie, ma altre volte si manifesta in maniera brusca e invadente, interrompendo le sedute spiritiche con la tavola Ouija.

La Z e la O sulla tavola Ouija

Secondo alcune testimonianze, ZOZO rivela il proprio nome facendo muovere la planchette in un 8 rovesciato, simbolo dell’infinito, o spostandosi continuamente tra le lettere Z e O, da cui deriva il suo nome. Questo è il motivo per cui viene scritto in lettere maiuscole. Per chi non lo sapesse, la planchette della tavola Ouija è una piccola tavoletta, spesso a forma di cuore, con una lente trasparente al centro. Viene utilizzata per indicare le lettere, i numeri e le parole sulla tavola durante le sessioni spiritiche.

ZOZO è considerato un portatore di sventure. Numerosi racconti parlano di omicidi e suicidi attribuiti alla sua influenza, nonché di vere e proprie persecuzioni e casi di possessione demoniaca. Questo articolo esplorerà le origini, le manifestazioni e le interpretazioni di ZOZO, cercando di gettare luce su una delle figure più controverse e inquietanti del mondo paranormale.

Le origini di ZOZO

Spinto dalla crescente curiosità verso questa figura demoniaca, ho cercato di approfondire le sue origini e di scoprire se ZOZO avesse una storia mitologica simile a quella di altri demoni. Una leggenda diffusa sui social network racconta di una ragazza francese posseduta dal demone ZOZO nel 1816. Questo racconto sarebbe riportato in un libro di demonologia del 1818, il Dizionario Infernale, scritto dal “demonologo” francese Jacques Collin de Plancy (1794-1881).

Ma quanto è affidabile questa storia? Prima di analizzare il Dizionario Infernale e capire chi fosse Jacques Collin de Plancy, è importante esaminare come questa storia sia circolata online.

Il racconto sul web

Il racconto tratto dal Dizionario Infernale è apparso per la prima volta nel 2005 sul sito GhostFace.com, un dominio che di recente è stato riaperto per promuovere il film Scream del 2022, l’ennesimo capitolo della saga. Prima di questo, il sito era dedicato a storie di fantasmi e fenomeni paranormali, permettendo agli utenti di condividere le loro esperienze spettrali e leggere racconti di avvistamenti e incontri inquietanti. Tuttavia, al momento in cui scrivo, il sito risulta chiuso.

William Friedkin e William Peter Blatty
William Friedkin e William Peter Blatty

La storia della ragazza posseduta ha molteplici versioni, e il racconto riportato nel Dizionario Infernale è stato negli anni copiato e incollato con variazioni fantasiose. Si è detto di tutto su ZOZO, attribuendogli origini antiche, a volte africane, sumere o persino egizie. Alcuni sostengono che ZOZO sia una manifestazione del demone babilonese Pazuzu, famoso per essere citato nel film L’Esorcista (The Exorcist) del 1973, diretto da William Friedkin (1935-2023) e tratto dal romanzo omonimo del 1971 di William Peter Blatty (1928-2017), che è anche sceneggiatore e produttore del film.

Il film L’Esorcista ha giocato un ruolo significativo nel generare timore verso l’uso della tavola Ouija, dando origine a molti avvertimenti nel tempo di non utilizzarla per gioco. Questo aspetto è stato ampiamente trattato nell’articolo e nel video dedicato alla tavola Ouija.

ZOZO nel Dizionario Infernale

Per scoprire le vere origini del demone ZOZO, dobbiamo fare un viaggio nel tempo e catapultarci nel 1818 per comprendere meglio cosa fosse il Dizionario Infernale e che ruolo avesse il suo autore.

Jacques Collin de Plancy

Jacques Albin Simon Collin nacque il 28 gennaio 1793 (alcune fonti riportano il 30 gennaio) a Plancy, oggi conosciuta come Plancy-l’Abbaye. Era figlio di Edme-Aubin Collin e Marie-Anne Danton, sorella di Georges-Jacques Danton, giustiziato l’anno successivo alla nascita di Jacques. Il padre di Jacques aggiunse il cognome “de Plancy” per riflettere il luogo di nascita del figlio, un’aggiunta aristocratica che in seguito causò a Jacques diversi problemi nella sua carriera diplomatica.

Influenzato da Voltaire (François-Marie Arouet, 1694-1778), uno dei più grandi scrittori francesi, Collin de Plancy era un libero pensatore. Lavorò come tipografo ed editore a Plancy-l’Abbaye e a Parigi. Tra il 1830 e il 1837, risiedette a Bruxelles e poi nei Paesi Bassi, prima di tornare in Francia dopo essersi convertito al cattolicesimo.

Collin de Plancy seguì la tradizione di molti demonologi precedenti, catalogando i demoni per nome e titolo nobiliare, come nei grimori Pseudomonarchia Daemonum  e La Piccola Chiave di Salomone (o Chiave Minore di Salomone).

Pseudomonarchia Daemonum

Il Pseudomonarchia Daemonum  è stato pubblicato nel 1577 come appendice al trattato De praestigiis daemonum dell’olandese Johann Wier (o Weyer, 1515-1588),  un medico olandese, noto anche come Johannes Wierus (o Ioannes Wierus). È stato uno dei primi a pubblicare un trattato contro le persecuzioni delle persone accusate di stregoneria. Mentre La Piccola Chiave di Salomone, conosciuta anche come Lemegeton Clavicula Salomonis, è un grimorio (un libro di magia) compilato a metà del XVII secolo. Si tratta di un’opera anonima che trae origine da testi più antichi ed è divisa in cinque libri:

  • Ars Goetia
  • Ars Theurgia-Goetia
  • Ars Paulina
  • Ars Almadel
  • Ars Notoria

La sezione più celebre, Ars Goetia, dettaglia l’evocazione di 72 demoni e fornisce istruzioni per invocarli e controllarli. Questo testo si ispira a opere precedenti, in particolare proprio al Pseudomonarchia Daemonum di Johann Weyer.

L’opera più celebre di Jacques Collin de Plancy è senza dubbio il Dizionario Infernale (Dictionnaire Infernal), pubblicato nel 1818. Nel 1863, egli aggiunse delle illustrazioni, che contribuirono a rendere l’opera ancora più famosa. Nel 1822, il suo lavoro veniva descritto come «aneddoti del nuovo secolo XIX o istoriette, aneddoti recenti, tratti e parole poco noti, avventure singolari, citazioni varie, riunioni e parti curiose, da utilizzare per la storia dei costumi e dello spirito del secolo in cui viviamo, confrontati con i secoli scorsi».

Considerata una documentazione fondamentale, il Dizionario Infernale raccoglie informazioni e istoriette su esseri, personaggi, libri, azioni e cause legate a manifestazioni e magia, scienze occulte, grimori, meraviglie, errori, pregiudizi, tradizioni, superstizioni e tutte le credenze soprannaturali e misteriose. Per chi non lo sapesse, le istoriette sono brevi racconti o aneddoti, spesso di carattere leggero o divertente. Si tratta di piccole narrazioni che, pur nella loro brevità, riescono a catturare l’essenza di un evento o di un personaggio in modo vivace e coinvolgente. Questo termine veniva usato per descrivere una serie di racconti brevi che offrono uno spaccato dei costumi e delle abitudini di un’epoca, come si può trovare ad esempio nella raccolta di aneddoti del XIX secolo.

Questo già basterebbe a far riflettere sulle dubbie origini del demone ZOZO, ma capisco che potrebbe non essere abbastanza per convincere i più convinti. Per amore di cronaca nel mondo del paranormale, dunque, vi racconterò come si è arrivati alla leggenda attuale. Ecco un’anticipazione: entreranno in scena figure come Aleister Crowley e Jimmy Page dei Led Zeppelin.

Verso la fine degli anni Trenta dell’Ottocento, Collin de Plancy si convertì al cattolicesimo con grande sorpresa dei suoi vecchi ammiratori e detrattori. Nel 1846, pubblicò un’altra opera in due volumi, il Dictionnaire Sciences Occultes et des Idées superstitieuses, un altro elenco di demoni. Il set costava 16 franchi.

Jacques Collin de Plancy è spesso etichettato come demonologo per le sue pubblicazioni considerate occulte, come il celebre Dizionario Infernale. Tuttavia, questo appellativo può risultare fuorviante. La sua opera non si limita alla catalogazione e allo studio dei demoni, ma abbraccia una vasta gamma di argomenti legati all’occultismo, alla superstizione e alle credenze popolari.

Dictionnaire Sciences Occultes et des Idées superstitieuses

Collin de Plancy era un intellettuale e un compilatore, impegnato a documentare in modo enciclopedico il folklore, le tradizioni e le credenze del suo tempo, senza limitarsi esclusivamente alla demonologia. Le sue opere spaziano dai grimori alle scienze occulte, dalle leggende ai racconti popolari, rendendo il termine “demonologo” riduttivo rispetto all’ampiezza della sua produzione e alla varietà dei suoi interessi. Collin era anche un libero pensatore, ma in quell’epoca ciò significava sostenere che le credenze non dovessero mai fondarsi su autorità, tradizione, rivelazione o dogma, bensì su logica, ragione e osservazione empirica. Un pensiero che suona curioso, considerando che avrebbe scritto un libro di demonologia, non trovate?

Voltaire, una delle principali fonti di ispirazione per Collin de Plancy, era un critico feroce del Cristianesimo, con particolare attenzione alla Chiesa cattolica romana, che considerava opprimente e superstiziosa. Voltaire, infatti, vedeva nella religione organizzata un ostacolo al libero pensiero e alla ragione, denunciando le credenze irrazionali che, secondo lui, mantenevano le masse nell’ignoranza.

Il Dizionario Infernale

Jacques Collin de Plancy, seguendo le orme di Voltaire, si avvicinò alla demonologia in modo non convenzionale. Pur affrontando il tema dei demoni, non lo fece per esaltarne l’esistenza in senso religioso o per perpetuare timori popolari. Al contrario, il suo Dizionario Infernale presenta una catalogazione quasi ironica e spesso critica delle figure demoniche, trattandole più come elementi di un folklore superstizioso che come entità reali da temere o venerare.

Questo approccio razionale e enciclopedico alla demonologia si inseriva nel clima dell’Illuminismo, in cui intellettuali come Voltaire cercavano di smascherare ciò che consideravano credenze infondate. Collin de Plancy, quindi, probabilmente vedeva i demoni come simboli delle paure e delle mitologie popolari, non come presenze tangibili o portatrici di verità occulte. In un certo senso, il suo lavoro mirava a demistificare la demonologia, esponendo le credenze popolari come costruzioni culturali, piuttosto che come realtà inconfutabili.

Collin de Plancy seguiva la tradizione di molti demonologi precedenti ovvero quella di catalogare i demoni per nome e titolo di nobiltà, tant’è che, come anticipato, il Dizionario Infernale si basa a sua volta sulla Pseudomonarchia Daemonum (che significa approssimativamente “Falsa monarchia dei demoni”). Questo nome sottolinea che il libro non è una vera monarchia o un’autorità legittima sui demoni, ma piuttosto una raccolta di informazioni e descrizioni su di loro, basate su fonti precedenti e testimonianze aneddotiche.

Quando Jacques Collin de Plancy pubblicò il suo Dizionario Infernale non credeva ancora nella superstizione. Il libro venne diviso in due volumi che ricevettero nel tempo sei ristampe e molte modifiche tra il 1818 e 1863. Lo stesso Dizionario rassicura i suoi contemporanei sui tormenti dell’inferno, scrivendo che:

«negare che ci sono dolori e ricompense dopo la morte è negare l’esistenza di Dio, poiché Dio esiste deve essere necessariamente così. Ma solo Dio potrebbe conoscere le punizioni inflitte ai colpevoli o al luogo che li detiene. Tutti i demoni catalogati in questo dizionario sono solo il frutto dell’immaginazione più o meno disordinata. I teologi dovrebbero lasciare ai poeti la raffigurazione dell’inferno e non cercare essi stessi di spaventare le menti con dipinti orribili e libri spaventosi».

Dizionario Infernale di Jacques Collin de Plancy

L’occultista Aleister Crowley (1875-1947), spesso considerato un’ispirazione per il Satanismo, vedeva in Collin de Plancy il grande filosofo del sapere proibito. Il Dizionario Infernale divenne così una risorsa di riferimento non solo per gli studiosi dell’occulto, ma anche per gli esorcisti, i quali vi trovavano nomi dei presunti “avversari di Dio”, ribaltando l’intento originale di de Plancy.

I demoni del Dizionario Infernale

Nell’ultima edizione del Dizionario Infernale del 1863, si aggiungono ben 32 nuovi demoni rispetto alle versioni precedenti, entità che non hanno alcun riferimento in antiche culture o tradizioni. Questa edizione include anche illustrazioni, tra cui opere dello scrittore e pittore francese Jules-Louis Breton (1827-1906) e immagini tratte da Les Diables de Lithographie (1832), una raccolta di litografie di Eugène Lepoittevin (1806-1870).

Quest’album contiene 80 illustrazioni distribuite su dodici lastre litografiche numerate in bianco e nero, più due lastre aggiuntive. Le immagini ritraggono diavoli e demoni in varie attività di divertimento e disordine, spesso con una vena umoristica e un tocco di erotismo.
Al tempo, le opere di Lepoittevin ebbero un grande successo e contribuirono a dare forma a un genere artistico unico, che combinava satira e fantasia demoniaca, con un sottotesto di critica sociale e un gusto per l’immaginazione fantastica.

Le stesse illustrazioni sono state incluse ne La Piccola Chiave di Salomone (Lemegeton), un grimorio anonimo del XVII secolo che non deve essere confuso con La Chiave di Salomone. Entrambi sono erroneamente attribuiti al re Salomone, considerato il terzo re di Israele. Tuttavia, la presenza in questi testi di preghiere a Gesù Cristo e alla Trinità rende evidente che tale attribuzione è falsa.

In queste opere non vi è alcuna menzione del demone ZOZO. Gran parte del contenuto del Lemegeton deriva da testi del XVI secolo, tra cui il Pseudomonarchia Daemonum che abbiamo già discusso, e da altri grimori del tardo medioevo. Inoltre, si possono identificare chiare influenze della cabala e della mistica musulmana.

Le varie edizioni del Lemegeton divergono tra loro circa alcuni dettagli sui nomi dei vari demoni, sia perché il traduttore, l’esoterista Samuel Liddell MacGregor Mathers (1854-1918), sia Aleister Crowley, aggiunsero del loro, quindi parte di quel testo non risale affatto il Seicento. Sorge spontanea la domanda: quale legame esiste tra Samuel Liddell MacGregor Mathers e Jacques Collin de Plancy?

Samuel Liddell MacGregor Mathers
Samuel Liddell MacGregor Mathers

In gioventù, MacGregor Mathers era coinvolto in una setta dedita al culto di Lucifero, interessata a diffondere testi filosofici e occulti. Tra questi testi, spiccava anche il Dizionario Infernale di Collin de Plancy. Mathers, famoso per essere uno dei fondatori dell’Ordine Ermetico della Golden Dawn, era profondamente immerso nello studio dell’occultismo e delle scienze esoteriche. La sua affiliazione con il culto di Lucifero e il suo interesse per opere come il Dizionario Infernale riflettono il clima intellettuale e spirituale del tardo XIX secolo, quando molti studiosi e occultisti cercavano di riscoprire e reinterpretare antichi testi magici e demonologici.

Il Dizionario Infernale di Collin de Plancy, con le sue dettagliate descrizioni di demoni e pratiche esoteriche, forniva una risorsa preziosa per coloro che, come Mathers, erano affascinati dal lato oscuro della spiritualità. Questo interesse comune per la demonologia e l’occultismo creò un ponte ideale tra le opere di Collin de Plancy e le pratiche dell’Ordine della Golden Dawn.

La conversione di Collin de Plancy

Jacques Paul Migne
Jacques Paul Migne

Lo scetticismo di Jacques Collin de Plancy però si è attenuato sempre di più nel tempo fino a quando non conobbe Jacques Paul Migne (1800-1875), un presbitero, bibliografo ed editore francese, noto principalmente per aver curato la pubblicazione della Patrologia Latina e della Patrologia Græca, due vastissime raccolte degli scritti dei Padri della Chiesa.

Questi volumi raccolgono scritti di autori cristiani antichi, come trattati teologici, omelie, lettere e commenti biblici, che hanno avuto una grande influenza sulla dottrina cristiana.

  • La Patrologia Latina comprende gli scritti dei Padri della Chiesa in lingua latina, coprendo un periodo che va dal II al XIII secolo. Migne iniziò a pubblicarla nel 1844 e la completò nel 1855. Si compone di 217 volumi.
  • La Patrologia Græca raccoglie le opere dei Padri della Chiesa greci, con testi in lingua greca (spesso accompagnati dalla traduzione latina). Fu pubblicata tra il 1857 e il 1866 e conta 161 volumi.

Entrambe le raccolte rappresentano risorse fondamentali per lo studio del pensiero cristiano antico e medievale, rendendo disponibili a studiosi e religiosi una base unica di testi patristici.

Nato a Saint-Flour, nel dipartimento di Cantal, Migne fondò a Parigi gli Ateliers catholiques, che divenne il più grande complesso tipografico in Francia dell’epoca. Cattolico fervente e sostenitore della monarchia, Migne creò nel 1833 il giornale L’Univers Religieux per mantenere uno spazio libero da influenze politiche. In seguito, la sua casa editrice si distinse per la produzione di numerose opere teologiche ed enciclopediche a prezzi accessibili, rendendo la conoscenza religiosa disponibile sia al clero che ai laici.

Dopo aver frequentato Migne, Jacques Collin de Plancy si convertì alla fede cattolica durante il suo soggiorno in Olanda, dove ritrovò la fede e si riconciliò con Dio. Nel 1841, dichiarò pubblicamente la sua conversione, rinnegando tutto ciò che aveva scritto in passato contro la religione e la morale, compreso l’intento del Dizionario Infernale. Tornato in Francia, tutte le sue opere successive ricevettero l’approvazione dell’autorità ecclesiastica.

Alcuni demoni nel Dizionario Infernale
Alcuni demoni nel Dizionario Infernale

La conversione al cattolicesimo di Collin de Plancy non fu accolta favorevolmente dai suoi ammiratori, soprattutto perché egli rinnegò le sue opere sui demoni e modificò profondamente il Dizionario Infernale, adattandolo alla teologia cattolica romana. Fu allora che i nomi dei demoni riportati nell’opera divennero terreno fertile per i preti esorcisti, nonostante molti di questi fossero in realtà il frutto di leggende popolari o addirittura invenzioni, come nel caso del demone ZOZO.

Queste influenze sono particolarmente evidenti nella sesta edizione del Dizionario Infernale del 1863, arricchita da numerose incisioni e testi che cercano di affermare l’esistenza dei demoni descritti, molti dei quali furono criticati come pure invenzioni cattoliche nelle prime versioni dell’opera.

ZOZO era un uomo

Le influenze cattoliche sono particolarmente evidenti nella sesta edizione del Dizionario Infernale del 1863, arricchita da numerose incisioni e testi che cercano di affermare l’esistenza dei demoni descritti, molti dei quali furono criticati come pure invenzioni cattoliche nelle prime versioni dell’opera.

Analizzando le edizioni precedenti, ZOZO non appariva affatto, il che indica che fu aggiunto successivamente, assieme ad altre entità demoniache. Nelle edizioni anteriori al 1874, ZOZO compare infatti come penultimo demone tra Zoureg e Zundel, due altre entità poco conosciute nella demonologia tradizionale, ma menzionate in alcuni testi esoterici e dagli studiosi del paranormale, specialmente in relazione a pratiche di esorcismo e occultismo.

La nota su ZOZO riporta quanto segue:

La voce ZOZO nel Dizionario Infernale

«ZOZO, demone, conosciuto anche come Mimi e Crapoulet, che nel 1816 aveva posseduto una giovane ragazza nel villaggio di Telly, in Piccardia. Vedi la voce Posseduto.»

dal Dizionario Infernale di Jacques Collin de Plancy

Come molti villaggi della Piccardia, Telly vanta una storia antica, con influenze romane e medievali che si riflettono nell’architettura e nelle tradizioni locali, come le case in pietra e le strutture tipiche della regione.

Dopo aver consultato il Dizionario Infernale, ho approfondito la voce Posseduto, dove è spiegato più chiaramente cosa accadde a questa ragazza:

Voce Posseduto dal Dizionario Infernale

«Nei primi tre cantoni di Amiens, nei borghi di Telly, una donna diede spettacolo facendo credere di essere posseduta da tre demoni, Mimi, Zozo e Crapoulet.»

Cercando le voci Mimi e Crapoulet nello stesso Dizionario Infernale, risulta che corrispondano alla stessa figura. La nota prosegue:

Voce Posseduto dal Dizionario Infernale (parte 2)

«Un onesto ecclesiastico, avvertite le autorità, ha riconosciuto che questa giovane donna era malata e le fu consigliato un ricovero in ospedale e allora non si è più parlato della possessione.»

Il testo prosegue poi con una spiegazione della possessione secondo le credenze dell’epoca.

  • Il termine ZOZO in francese può essere tradotto come “persona sciocca”, “babbeo” o “scemo” e, in senso informale, può riferirsi a “un tizio” o “una persona”;
  • Mimi significa “carino” o “grazioso”;
  • Crapoulet è sia un cognome piuttosto diffuso in Francia che un’espressione colloquiale e spiritosa. Viene utilizzato per descrivere una persona di bassa statura o, più in generale, qualcuno di modesta influenza o di poca rilevanza. Può anche riferirsi a un individuo di scarsa importanza o a un piccolo imbroglione. Il suo uso è spesso bonario e ironico, senza essere per forza offensivo. Ha radici dialettali e trova impiego soprattutto in alcune aree della Francia, conservando un carattere leggermente arcaico e locale.

Interpretando quindi la vicenda con queste accezioni, risulta che la ragazza non sia stata posseduta da un demone, ma probabilmente vittima di una o più persone, subendo una violenza che la traumatizzò profondamente.

Infine, l’ultima edizione del Dizionario Infernale, risalente al 1874 e disponibile anche in lingua italiana, ha rimosso alcuni demoni inesistenti nelle tradizioni antiche, tra cui ZOZO, considerato una figura di pura fantasia.

Il fascino oscuro di ZOZO

Non vi sono dubbi che ZOZO sia una figura inventata, alimentata dal web e da mitologie urbane. Tuttavia, come mai ha riscosso tanta popolarità, soprattutto nei forum e gruppi sui social media, e perché è legata alla tavola Ouija?

Forse la vera domanda non è “perché?”, ma “chi?”.

Il logo di True Ghost Tales

Il 24 marzo 2009, Darren Evans, un uomo dell’Oklahoma appassionato di occultismo e fan dei Led Zeppelin, condivise la sua esperienza con un’entità chiamata ZOZO sul sito True Ghost Tales (Storie vere di fantasmi). Evans raccontò che sin dall’adolescenza era affascinato dall’occulto e, secondo il suo racconto, aveva incontrato ZOZO tramite la tavola Ouija.

da L'Esorcista (The Exorcist, 1973) - Warner Bros. Pictures
da L’Esorcista (The Exorcist, 1973) – Warner Bros. Pictures

Sebbene fino agli anni Settanta l’uso della tavola Ouija non fosse considerato pericoloso, il film L’Esorcista portò all’attenzione collettiva i pericoli dell’uso di questo strumento: nel film, infatti, la protagonista Regan McNeil (Linda Blair) viene posseduta dal demone Pazuzu dopo aver giocato con la Ouija. Eppure, fino al post di Evans, nessuno aveva mai associato ZOZO a questo strumento.

Nel suo post, Evans descrive molti episodi inquietanti vissuti con la tavola Ouija. Afferma che, a differenza di altri spiriti, quello di ZOZO si è presentato più volte, fingendo inizialmente di essere benigno per poi passare a un linguaggio minaccioso, lanciando maledizioni in quello che sembrava essere latino o ebraico. Il demone avrebbe persino minacciato sua figlia, cercando di annegarla nella vasca da bagno e facendola ammalare di una malattia inspiegabile.

ZOZO non è Pazuzu

Una statuetta in bronzo di Pazuzu conservata al Museo del Louvre
Una statuetta in bronzo di Pazuzu conservata al Museo del Louvre a Parigi

Pazuzu è una divinità demoniaca della mitologia mesopotamica, specialmente venerata nelle culture assire e babilonesi. È noto come il re dei demoni del vento, associato ai venti del sud-ovest che portano tempeste e siccità. Viene spesso rappresentato con testa di leone o cane, corpo umano, ali, zampe di rapace e coda di scorpione. Nonostante la sua natura demoniaca, Pazuzu era invocato per proteggere le persone, specialmente le donne incinte, dalle influenze maligne di altri demoni come la “demonessa” Lamashtu.

ZOZO, invece, è una figura del folklore paranormale moderno, diventata nota principalmente attraverso racconti di persone che affermano di averlo incontrato durante l’uso della tavola Ouija. Non ha una rappresentazione iconografica definita come Pazuzu; le descrizioni variano, ma spesso è descritto come una presenza malevola che comunica attraverso la tavola spiritica. ZOZO è percepito esclusivamente come una presenza malvagia, causando paura e ansia a chiunque lo incontri, senza alcun aspetto protettivo associato a questa entità.

Nonostante esistano demoni di fantasia senza una base storica o culturale nella demonologia tradizionale, ZOZO non appartiene a nessuna tradizione demonologica consolidata. L’idea che ZOZO sia un vero demone è infondata, basata solo su racconti di dubbia origine e verificabilità. È probabile che il nome sia nato per aumentare le paure legate all’uso della tavola Ouija.

ZOZO diventa una fonte economica

Il racconto di Evans suscitò grande interesse, portandolo a creare un sito web per raccogliere testimonianze di altri che affermavano di aver incontrato ZOZO. Dopo la sua testimonianza, altre persone iniziarono a riportare esperienze simili, facendo guadagnare a Evans popolarità nei media, con inviti a programmi radiofonici e televisivi. Nel 2012, la casa di produzione One World Studios Ltd. acquistò i diritti della storia per il film I am ZOZO, in cui Evans compare in un cameo.

Nel 2014, Evans partecipò con la sua famiglia a un episodio di Ghost Adventures su Travel Channel, in cui il team di investigatori paranormali guidato da Zak Bagans visitò la sua casa in Oklahoma, sostenendo fosse infestata da ZOZO. Durante interviste successive, Evans aggiunse nuovi dettagli, incluso un episodio di cecità temporanea che avrebbe colpito sua figlia.

Darren Evans con i Ghost Adventures (da sinistra: Aaron Goodwin, Zak Bagans, Darren Evans e Nick Groff) -  Travel Channel/Discovery+
Darren Evans con i Ghost Adventures (da sinistra: Aaron Goodwin, Zak Bagans, Darren Evans e Nick Groff) – Travel Channel/Discovery+

Nel 2016, Evans co-autore del libro The ZOZO Phenomenon, scritto insieme alla famosa esperta di paranormale Rosemary Ellen Guiley (1950-2019). Nel libro, Evans rivelò nuovi dettagli, affermando di aver incontrato ZOZO nel 1982, dopo aver scoperto una tavola Ouija nel seminterrato della casa della sua ragazza, sulla quale era inciso il nome ZOZO sul retro.

Nello stesso anno, Evans venne intervistato da Kelly Roncace (Kelly Lin Gallagher-Roncace), giornalista di NJ.com e autrice della rubrica Paranormal Corner, che esplorava storie di fenomeni soprannaturali. In questa versione della storia, Evans affermò che il nome ZOZO era inciso sul fronte della tavola (e non sul retro), con graffi e simboli indecifrabili sul retro, decorati con una tecnica di doratura antica, utilizzata per conferire un aspetto prezioso e luminoso a superfici di legno, carta, vetro, e metallo.

Quello che trovo davvero singolare è che Darren Evans, nonostante fosse spaventato dal demone ZOZO che, a detta sua, avrebbe minacciato e tentato di far ammalare e annegare sua figlia, abbia cercato di rendere popolare questa entità. Ha permesso l’ingresso delle telecamere di una nota serie tv di cacciatori di fantasmi, condotta da Zak Bagans, famoso per provocare gli spiriti. Inoltre, ha cercato di trarre profitto vendendo un libro e addirittura collaborando per la realizzazione di un film dedicato al demone.

ZOZO e i Led Zeppelin

Nel libro The ZOZO Phenomenon, il font (lo stile tipografico) utilizzato per la scritta “ZOZO” ricorda molto il logo “ZOSO”, un antico simbolo associato a Saturno e largamente utilizzato dal chitarrista dei Led Zeppelin, Jimmy Page (James Patrick Page). I primi quattro album dei Led Zeppelin riportano unicamente il nome della band e sono comunemente identificati con numeri romani per ordine di uscita, un metodo adottato anche per i primi quattro dischi di Peter Gabriel, ex fondatore dei Genesis.

Tuttavia, i fan si riferiscono al quarto disco dei Led Zeppelin con nomi diversi, tra cui 4 Symbols, Runes, Sticks o ZOSO, talvolta accompagnato da tre simboli aggiuntivi, associati ciascuno a un membro della band. Esiste anche un quinto simbolo, più nascosto, che segnala la partecipazione della cantautrice folk rock Sandy Denny (Alexandra Elene McLean Denny, 1947-1978) nel brano The Battle of Evermore.

I simboli dei membri della band sono i seguenti:

I Led Zeppelin (da sinistra: John Bonham, John Paul Jones, Robert Plant e Jimmy Page)
I Led Zeppelin (da sinistra: John Bonham, John Paul Jones, Robert Plant e Jimmy Page)
John Bonham: Il batterista (noto come Bonzo) scelse un simbolo composto da tre cerchi intrecciati, che richiamano la Trinità cristiana o, in ambito familiare, il padre, la madre e il figlio. Anche Bonham trovò il simbolo nel libro di Koch. Considerato uno dei più influenti batteristi rock, Bonham morì prematuramente il 25 settembre 1980 per asfissia accidentale dovuta a un eccessivo consumo di alcol. La sua morte segnò la fine dei Led Zeppelin.
John Paul Jones: Il bassista scelse un simbolo che rappresenta un cerchio intrecciato a tre mandorle mistiche, formando una Triquetra, simbolo di triplicità che rimanda a concetti come corpo, mente e spirito. Questo simbolo è presente in molte tradizioni, incluse quelle cristiana e celtica, dove simboleggia anche la vita, la morte e la rinascita o la triplice divinità femminile (fanciulla, madre, anziana). Le mandorle mistiche, spesso usate nell’arte medievale, rappresentano l’unione tra il mondo terreno e quello spirituale. Jones trovò il simbolo nel Libro dei Segni (The Book of Signs) di Rudolf Koch (1876-1945), tipografo e designer tedesco noto per il suo contributo alla tipografia.
Robert Plant: Il cantante scelse la piuma della dea Maat, simbolo della verità e giustizia nell’antico Egitto. Nella mitologia egizia, Maat rappresentava l’equilibrio cosmico e svolgeva un ruolo chiave nel giudizio delle anime, in cui il cuore del defunto veniva pesato contro la sua piuma per valutare la purezza. Questo simbolo appare anche nel libro The Sacred Symbols of Mu (1931) di James Churchward (1851-1936), autore e esploratore che promosse teorie su un continente perduto chiamato Mu. In quest’opera, Churchward esplora la spiritualità e simboli filosofici delle antiche civiltà di Mu, ritenendo che questi rappresentassero un sistema di comunicazione spirituale universale. Il continente Mu è stato introdotto originariamente da Augustus Le Plongeon (1826-1908), un esploratore franco-americano che teorizzò che i Maya fossero discendenti di una civiltà perduta, collegata all’isola di Atlantide descritta da Platone (circa 427-347 a.C.).
Jimmy Page: Il chitarrista dei Led Zeppelin scelse il simbolo ZOSO, spesso erroneamente interpretato come una parola. In realtà, Page ha affermato che il simbolo è una sua invenzione e che rappresenta Saturno, pianeta dominante del Capricorno, il suo segno zodiacale. Il simbolo avrebbe un significato complesso, collegato alla privazione e alla concentrazione.

ZOSO vs ZOZO

Ulteriori ricerche indicano che Jimmy Page potrebbe aver reinterpretato un simbolo antico, trovato in un testo del 1850: Grimoires et rituels magiques di François Ribadeau Dumas (1904-1998), studioso dei grimori e dei rituali esoterici. Quest’opera offre un’analisi dettagliata di come i grimori abbiano influenzato le pratiche magiche e spirituali nel tempo, esaminando le tradizioni magiche occidentali e la loro rilevanza nei movimenti esoterici moderni.

Nel 1972, Pierre Belfond (1933-2018) ne ha pubblicato una ristampa, e nel 1998, nel capitolo 10 intitolato Le Véritable Dragon Rouge, si trovano riferimenti alla magia e all’alchimia, con menzioni di Artephius, figura leggendaria che, attraverso i suoi testi, esplorava i segreti alchemici e spirituali. Andando ancora più indietro, il simbolo ZOSO è presente anche nel manuale Le Triple Vocabulaire Infernal – Manuel du Démonomane del XIX secolo di Frinellan, pseudonimo di Simon-François Blocquel (1780-1863), pubblicato nel 1844.

Evans, autore legato alla figura del “demonio” ZOZO, ha sempre negato di aver inventato la sua storia, sostenendo che la radice “ZO” possieda un potere magico. Tuttavia, il Dizionario Infernale di Jacques Collin de Plancy riporta che «la maggior parte dei talismani deve le proprie virtù ai caratteri sacri che gli antichi consideravano “una sicura difesa”» senza alcun legame con i demoni. Infatti, ZOSO non è un nome o una parola, ma un simbolo con somiglianze alle lettere Z, O e S.

Il simbolo ZOSO in The Book of Signs
Il simbolo ZOSO in Le Triple Vocabulaire Infernal
Il simbolo ZOSO in Le Triple Vocabulaire Infernal

Esiste un libro ancora più antico in cui appare un simbolo simile: il De rerum varietate (1557) di Gerolamo Cardano (1501-1576), scienziato e filosofo italiano, il cui lavoro influenzò persino William Shakespeare (1564-1616). Gerolamo era figlio di Fazio Cardano (1444-1524), noto giurista e matematico rinascimentale che insegnava all’Università di Pavia e si interessava alla scienza ermetica e al mondo occulto. Si dice che Fazio, amico di Leonardo da Vinci (1452-1519), fosse accompagnato da uno spirito familiare.

Origini web della leggenda di ZOZO

La leggenda del demone ZOZO si è costruita attraverso una serie di connessioni a testi antichi e leggende che potrebbero sembrare inverosimili, influenzate dalla suggestione e dall’interpretazione personale dello stesso Darren Evans.

La prima traccia online del nome ZOZO risale a un post del 2005 su Nairaland.com, un popolare forum nigeriano fondato proprio in quell’anno da Seun Osewa. Questo sito, uno dei più visitati in Nigeria, ospita discussioni su una vasta gamma di argomenti, tra cui il paranormale.

Il post dell'utente Makaveli su Nairaland
Il post su ZOZO dell’utente Makaveli su Nairaland

In un post pubblicato il 22 novembre 2005 alle ore 22:28, l’utente Makaveli raccontava un presunto incontro vissuto non da lui, ma da un amico, con un’entità demoniaca chiamata ZOZO.

Nel marzo del 2009 (quasi quattro anni dopo), Darren Evans interviene in un post con varie affermazioni, prive però di fonti storiche, sostenendo ad esempio che Aleister Crowley avesse associato ZOZO al numero 666, noto come “numero della Bestia” e simbolo del male nel Libro dell’Apocalisse. Tuttavia, non esistono prove che Crowley abbia mai menzionato ZOZO.

Evans ha inoltre tentato di collegare ZOZO a Cerbero, il leggendario cane a tre teste della mitologia greca che custodisce gli Inferi, impedendo ai morti di uscire e ai vivi di entrare. Ercole (Eracle) affrontò questa bestia nella sua dodicesima fatica, riuscendo a catturarla con la sola forza e portarla temporaneamente nel mondo dei vivi. La combinazione di riferimenti mitologici, biblici e leggende legate al mondo della musica rock rivela come Evans abbia cercato di costruire una narrazione forzata per arricchire il mistero di ZOZO.

Appassionato dei Led Zeppelin e del simbolo ZOSO scelto da Jimmy Page, come lui stesso ammette, Evans sembra aver voluto trovare un improbabile collegamento tra ZOSO e una figura demoniaca legata alla tavola Ouija. Sostiene inoltre che molte persone nel mondo abbiano ricevuto il nome ZOZO durante sessioni spiritiche, ma queste testimonianze sono apparse solo dopo la diffusione della storia di Evans, tramite forum e social network, mentre il post di Makaveli resta l’unica menzione di ZOZO antecedente.

Con tutto il rispetto e il beneficio del dubbio per Darren Evans e i suoi racconti, è riscontrabile, almeno sui testi e in base alle prove presentate, che c’è stata una certa confusione sulla figura di ZOZO. È possibile che il Dizionario Infernale di Collin de Plancy abbia tratto in inganno Evans, poiché potrebbe non essere stato a conoscenza della storia dell’autore e del contesto del libro stesso.

Un esempio di queste connessioni è rappresentato dai riferimenti che Evans attribuisce a ZOZO in diverse opere teatrali e documenti cristiani. Ecco alcune delle sue citazioni:

Nell’opera Théâtre (1962) del drammaturgo francese Jacques Audiberti (1899-1965), ZOZO viene menzionato, ma non come un demone bensì come un uomo, come possiamo leggere nel seguente passaggio:

«Tutto sommato, Zozo è solo un prestigiatore assunto dal padre di Dadou per dare a questo giovane un gusto per il lavoro.»

Théâtre (1962) di Jacques Audiberti

Per il suo atteggiamento, richiama vagamente il Diavolo, ma non lo è, tanto che viene citato anche il nipote.

Evans menziona anche San Bernardino da Siena (1380-1444) e il suo avvertimento riguardo al demone ZOZO. Il riferimento a ZOZO si trova nella rivista cattolica The Month and Catholic Review (1876), dove si parla di una “messa di ZOZO” menzionata da Bernardino da Siena come un rituale satanico:

«La “messa di Zozo” deve essere il “commune omnium dæmonum” (comune di tutti i demoni). La messa di “Zarro” deve essere come la messa domenicale dei cristiani e riservata per la sua empia Maestà stessa.».

The Contemporaries of St Bernardine, da The Month and Catholic Review – Volume 27 (1876)

La rivista cattolica fu pubblicata prima che gli studi demonologici eliminassero ZOZO dal Dizionario Infernale di Collin de Plancy. Inoltre, la rivista fa riferimento all’opera omnia di Bernardino, pubblicata postuma nel 1626, dove per la prima volta vengono elencati alcuni nomi di demoni. Tra questi, Collin de Plancy selezionò ZOZO, collegandolo al caso della ragazza francese e includendolo così nel suo Dizionario Infernale.

Voglio ricordare che Bernardino da Siena fu processato per eresia nel 1427, ma venne successivamente prosciolto da tutte le accuse. Durante il processo, infatti, non emersero testimonianze o prove sufficienti a dimostrare che le sue prediche contenessero contenuti eretici. Inoltre, la sua influenza e il rispetto che aveva guadagnato tra i fedeli e la comunità religiosa giocarono un ruolo importante nella sua assoluzione.

Possiamo affermare che, pur non ufficialmente, San Bernardino fu un precursore della caccia alle streghe, poiché le sue prediche contro la stregoneria ebbero un impatto significativo. Nelle sue omelie senesi, introduceva nomi di demoni di sua invenzione e faceva riferimento ai sabba, raduni notturni di streghe accusate di celebrare rituali magici e satanici, spesso menzionati nei processi di stregoneria.

Conclusioni

ZOZO sulla tavola Ouija

In fin dei conti, il demone ZOZO è diventato una sorta di leggenda moderna, un nome che affiora ogni volta che si parla di tavole Ouija e incontri inquietanti. C’è chi giura di averlo evocato, chi racconta esperienze da brividi, e chi invece alza gli occhi al cielo pensando a una semplice suggestione. La verità? Forse sta un po’ nel mezzo. È del tutto plausibile che in tanti abbiano mosso involontariamente la planchette verso la Z e la O – che guarda caso stanno agli estremi della tavola – e da lì sia nato tutto questo mito.

ZOZO e Slender Man: cugini digitali del terrore?

Slender-Man
Lo Slender Man di Eric Knudsen

Se ci pensi, ZOZO ha avuto una traiettoria simile a quella di Slender Man, quella figura alta, senza volto e con le braccia tipo tentacoli, sempre pronta a spaventare nei boschi. Slender è nato nel 2009, da un concorso online su Something Awful, quando l’utente Victor Surge (alias Eric Knudsen) ha pubblicato due immagini ritoccate con bambini e questa figura inquietante sullo sfondo, accompagnate da storie misteriose.

Nel giro di poco, Slender Man è diventato virale, grazie a racconti, immagini e alla webserie horror Marble Hornets (2009-2014). Lo stesso vale per ZOZO, che ha trovato il suo pubblico tra chi ha raccontato esperienze con la tavola Ouija sui forum e sui social. Entrambi sono figli dell’era digitale, cresciuti grazie alle narrazioni collettive online.

Quel che è certo è che entrambi giocano con le paure profonde delle persone. C’è chi dopo aver “incontrato” ZOZO racconta incubi, ansia, esperienze terribili. E chi, nel caso di Slender Man, finisce addirittura a vivere ossessioni e paranoie reali. Sono storie che si insinuano nella mente, specialmente tra adolescenti e giovani adulti – quelli più attratti dal paranormale e anche più sensibili alla suggestione.

Insomma, Slender spunta nei boschi, ZOZO nella tavola Ouija. Ma l’effetto è lo stesso: creare disagio, paura e sensazione di non avere il controllo.

Miti moderni tra internet e autosuggestione

Zozo e la Tavola Ouija

Alla fine della fiera, queste creature vivono in bilico tra finzione e realtà. Qualcuno ci crede davvero. E quando ci credi, l’autosuggestione può fare brutti scherzi. Lo dimostrano storie estreme, come quelle legate a Slender Man, che in certi casi sono finite pure nelle cronache nere. Internet ha il potere di rendere reali anche le storie più assurde, basta che abbastanza persone ci credano.

Per questo, oggi possiamo dire che ZOZO rientra a pieno titolo nel genere delle creepypasta – quel mix tra “creepy” e “copypasta” (cioè storie horror diffuse con il copia-incolla sui forum), spesso raccontate come se fossero vere.

E per quanto riguarda la figlia di Darren Evans (uno dei principali “evocatori” di ZOZO), apparsa in un collage su Twitter/X? Beh, non ci sono prove concrete. La storia della temporanea cecità potrebbe avere spiegazioni molto più razionali. Ma questo dimostra ancora una volta quanto folklore e suggestione riescano a generare paure autentiche, anche se nate da premesse discutibili.

In conclusione? Ognuno è libero di credere a ciò che vuole. E no, la fede non è solo religione – è anche credere in un’idea, in un personaggio o in una storia. Ma credere a ZOZO come entità reale, viste le “prove” finora raccolte, beh… suona più come una barzelletta.

Se proprio vogliamo parlare di paranormale, di quello serio, forse è meglio concentrarsi su casi davvero inspiegabili, difficili da smentire. Le storielle virali, invece, rischiano solo di rendere il tutto una buffonata. E questo, oltre a essere fuorviante, fa un pessimo servizio a chi il paranormale lo studia davvero.

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