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Ricerca del Paranormale: un confronto tra Ghost Hunters e Investigatori del Paranormale

88 minuti di lettura

I falsi positivi “emulati” da incuranti Ghost Hunters

Con l’avvento di questi nuovi format televisivi d’intrattenimento, anche il kit di strumenti dei ghost hunters subisce un’altra evoluzione con l’introduzione di equipaggiamenti elettronici non raffinati, ma a prezzi accessibili.  Il parapsicologo William G. Roll (1926-2012) e Andrew Nichols dell’American Psychological Association, hanno dimostrato che nella maggior parte delle rilevazioni di campi elettromagnetici durante le investigazioni paranormali in alcuni luoghi presumibilmente infestati, erano propagati dal sottosuolo in modo naturale. Roll fu il primo a coniare l’acronimo RSPK (Recurrent Spontaneous PsychoKinesis (Psicocinesi Spontanee Ricorrenti) per spiegare i casi di poltergeist.

Vic Tandy
Vic Tandy

L’ingegnere britannico Vic Tandy (1955-2005) che insegnò informatica presso la Coventry University nel Warwickshire, si dedicò per molti anni allo studio sulle relazioni fra infrasuoni e apparizioni spettrali, stabilendo che le onde elettromagnetiche a bassa frequenza, potrebbero potenzialmente creare sensazioni di disagio e allucinazioni all’interno della visione periferica, ampiamente dimostrato con esperimenti sul campo elettromagnetico. Nel 2014, infatti, i ricercatori dell’École Polytechnique Fédérale de Lausanne (EPFL) in Svizzera, hanno sperimentato su queste impressioni, ricreando i “fantasmi” in laboratorio.

Spesso leggo di citazioni a personaggi importanti nella ricerca scientifica a favore della ricerca spiritica. Un esempio fra tutti è Albert Einstein (1879-1955) che, per quanto sia vero che i processi metabolici degli esseri umani e di altri organismi generano effettivamente correnti elettriche di basso livello, queste però non vengono più generate una volta che l’organismo muore, perché la fonte di energia si arresta e la corrente elettrica si interrompe, proprio come una lampadina si spegne quando si spegne l’elettricità. I ghost hunters che citano le teorie di Einstein a favore di una teoria valida sulla prova dell’esistenza dei fantasmi, in realtà forniscono solo una base solida per screditarli.

Questo accade per la scarsa comprensione della scienza di base. Per quanto i fantasmi possano esistere (ma ad oggi a parte le testimonianze non abbiamo prove inconfutabili), né Einstein né le sue leggi della fisica suggeriscono che i fantasmi siano reali.

Il ghost hunting, i medium e il turismo con fantasma

Anche i medium del XXI secolo hanno avuto un rilancio grazie a questi team con cui collaborano molto spesso o ne fanno parte. Un esempio televisivo è proprio il format Most Haunted, oggetto di molte critiche. Nel 2005, il parapsicologo Ciaran O’Keeffe (Norwich, 1971), ha accusato il medium Derek Acorah (Bootle, 1950), uno dei protagonisti del programma, di incantare il pubblico prima della messa in onda per ottenere informazioni sui luoghi delle riprese.

La caccia ai fantasmi ha anche contribuito nel tempo a una particolare forma di turismo, in cui si assiste a veri pellegrinaggi di persone credenti che si recano nelle antiche dimore di proprietà privata o di varie istituzioni in cerca di sensazioni insolite. Mi è capitato di vedere visite ai castelli, cene e tour con “al centro il fantasma” per attirare i visitatori. Una moda che nel tempo è andata calando perché troppo abusata nel periodo in cui i ghost hunters televisivi andavano più di moda.

Molti investigatori del paranormale e ghost hunters ricreano persino l’indagine a beneficio dei partecipanti paganti, spesso novizi che desiderano vivere l’esperienza col desiderio di formare un proprio team, attività sicuramente pubblicitaria, ma che ancora una volta mina il vero scopo di quale dovrebbe essere l’attività stessa.

I Ghost Hunters del futuro

Investigazioni con il metodo scientifico

Mentre sui social network la maggior parte dei ghost hunters e degli investigatori del paranormale ci propinano video indagini sempre più somiglianti agli episodi visti nelle serie TV di cacciatori di fantasmi, seppur in sordina, molti nuovi investigatori si stanno affacciando al pubblico con metodologie sempre più vicine ad una ricerca scientifica.

Dave Wood dell'ASSAP
Dave Wood dell’ASSAP

Dave Wood, attuale presidente dell’ASSAP, quindi non uno scienziato scettico, ma un operatore di ricerca sui fenomeni paranormali, ha dichiarato che sono state compiute a oggi migliaia d’indagini da parte di team pressoché preparati, ma che nessuno ha mai dimostrato un collegamento fra i dati rilevati e le esperienze sulle apparizioni o manifestazioni paranormali. L’anomalia, secondo l’ASSAP, dovrebbe essere dimostrata scientificamente con dettagliate relazioni tecniche accettate dalla comunità scientifica e non semplicemente relazioni che di tecnico hanno ben poco. Al momento le stesse grandi organizzazioni di ricerca sul paranormale pensano che il ghost hunting attuale non possa essere considerato accettabile dalla comunità sia scientifica, sia dalle organizzazioni di ricerca psichica, almeno a oggi.

La mancanza di un codice etico

Steven Parsons
Steven Parsons

In sostanza, l’ASSAP, così come la SPR, prendono le distanze dal modus operandi dei ricercatori a caccia di likes. Proprio a tal proposito ha costituito nel 2013 una commissione per discutere del futuro del ghost hunting per i vari problemi d’imitazione da format televisivi molto fuorvianti, discutendo soprattutto l’uso non mirato delle attrezzature utilizzate e per una scarsa o per nulla preparazione tecnica.

La maggiori parte dei ghost hunters e degli investigatori del paranormale operano, infatti, con lo stesso approccio sul campo d’indagine, dove i primi «partono da alcune ipotesi, come “i fantasmi sono spiriti”, e quindi cercano prove per confermare tale ipotesi». Ci sono state, quindi, disposizioni speciali previste per questo tipo d’indagine che sono state inserite nel Codice Etico dell’organizzazione ASSAP nel 2012. Un codice etico esiste anche nella SPR ed è stato di recente aggiornato dall’investigatore Steven Parsons.

Hayley Stevens
Hayley Stevens

Quello che mancherebbe è un consiglio normativo che possa vagliare la condotta e le analisi svolte dagli investigatori. Purtroppo nei team non esiste alcun codice di condotta generale né alcuna guida alle giuste pratiche nella ricerca. L’etica è diventata, come abbiamo visto, argomento controverso nella stessa “comunità paranormale”. Mi sono imbattuto in un bellissimo articolo di Hayley Stevens in cui riporta una sorta di Etica del Ghost Hunter che merita di essere letta nel suo blog hayleyisaghost.co.uk. Nel suo articolo scrive che:

«Invece di spegnere le luci e cercare i fantasmi (così come fanno nei programmi televisivi che trattano i fantasmi), cerco invece di trovare le cause razionali per le cose strane che le persone vedono.
È molto più interessante (e anche più produttivo!)»

dal blog hayleyisaghost.co.uk.

La mancanza di corsi sull’uso corretto della strumentazione

Le due organizzazioni, ASSAP e SPR, hanno convenuto che gli strumenti utilizzati nell’investigazione paranormale di oggi siano più un ostacolo che un aiuto alla ricerca e che siano più un’attrazione di un pubblico che si fida vedendo usare strumenti di base scientifica, ma ignaro dell’errata applicazione, in quanto mancante di basi e conoscenze scientifiche e, quindi, per quanto esistano migliaia di risultati, non sono utili alla ricerca stessa, ma più a diffondere la popolarità di tale moda.

Sempre secondo queste società, oggi sono rari gli investigatori che svolgono corsi accademici o che collaborano con gruppi appartenenti alla comunità scientifica. Parrebbe quindi che il fine ultimo non sia la prova certa inconfutabile dell’esistenza del paranormale, così come lo era stato per alcuni ricercatori del passato, bensì il registrare più dati possibili per sostenere la propria ricerca come valida o, peggio, semplicemente per riempire un ego attraverso consensi dei propri followers. Inoltre, sono contrari a operare in questo modo perché la base deve essere scientifica, altrimenti non ha validità, quindi iniziando a raccogliere le prove in modo neutro (senza condizionamenti) e, dopo attente analisi non lasciate al caso, stipulare varie teorie che devono essere sostenute scientificamente.

John Fraser della SPR
John Fraser

Forse il concetto che l’ASSAP vuole esprimere è che se si opera con strumenti scientifici su un piano fisico terrestre, in primis devono vigere le regole e le teorie scientifiche conosciute, altrimenti si sta affermando ipotesi di fantasia. Anche John Fraser, un attuale membro attivo del consiglio della Society for Psychical Research, ha affermato che le attuali associazioni di team investigativi sul paranormale, non dovrebbero rispondere alle chiamate di persone credenti che affermano di avere fenomeni in casa e poi, spesso puntualmente confermate da anomalie non verificabili tecnicamente da esperti in materia scientifica.

Conclusioni personali

Se si vuole fare una seria ricerca per dimostrarlo, forse bisogna l’emulazione televisiva e tornare al passato. Mi viene in mente, ad esempio, il lavoro svolto in campo scientifico, sugli effetti dell’elettromagnetismo sul cervello, dove sono state riscontrate diverse correlazioni tra dati rilevati ed esperienze psichiche. Bisogna quindi trovare la spiegazione razionale e poi, escludendo quest’ultima, fare ipotesi alternative. Per quanto sia sbandierato da molti team di ricerca, non è però messo in pratica, e le relazioni tecniche, quando esistono, non possono essere sostenute scientificamente perché prive di dati analitici dimostrabili.

Ray Hyman
Ray Hyman

Il ghost huntig è esclusivamente basato sulle leggende e sui miti che, come racconto nei miei articoli, hanno ricordi lontani in epoche passate. Ricordiamoci che la ricerca non va fatta per soddisfare le fantasie di chi crede, ma va fatta in modo neutrale per la conoscenza dell’uomo su quel grande mistero che da sempre lo spinge ai confini della vita: cosa c’è al di là della morte? Voglio terminare questo viaggio nella ricerca sul paranormale con una bellissima citazione: frase dello psicologo americano Ray Hyman (Chelsea, Massachusetts, 1928):

“Non cercare di spiegare qualcosa
finché non sei sicuro che sia successo!”

dello psicologo americano Ray Hyman
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