Poltergeist di Caronia

Poltergeist di Caronia: Miti, Leggende e Analisi Razionali

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La tranquilla cittadina di Caronia, situata sulla costa settentrionale della Sicilia, è divenuta nota a livello internazionale all’inizio del 2004 per una serie di eventi apparentemente inspiegabili. La fama del luogo è legata a una serie di incendi misteriosi e altri fenomeni anomali che hanno colpito abitazioni e apparecchiature elettriche, attribuiti da alcuni a un poltergeist o a qualche altra forza soprannaturale. Questo articolo esplora i dettagli del noto Poltergeist di Caronia, le reazioni della comunità e degli esperti, nonché le varie teorie che sono emerse nel corso degli anni.

Cronologia degli eventi

Dicembre 2003: Il primo focolaio

Il primo caso del presunto Poltergeist di Caronia è avvenuto alla vigilia di Natale del 2003, dove un impianto elettrico in casa del signor Antonio Pezzino, conosciuto come Nino, ha iniziato a emettere un cattivo odore. Nonostante i fili bruciati, le riparazioni sono state effettuate senza prevedere ulteriori problemi.

Gennaio 2004: L’inizio del Mistero

La serie di eventi del Poltergeist di Caronia riprendono il 15 gennaio 2004 dove il Pezzino informa le autorità che i fili appena sostituiti hanno preso nuovamente fuoco, danneggiando due boiler e incendiando la cassetta dell’impianto. In breve tempo, fenomeni di autocombustione cominciano a manifestarsi anche in altre abitazioni della frazione Canneto nel comune di Caronia, situato nella provincia di Messina.

Canneto di Caronia (foto di Giovanni Prinzi)
Canneto di Caronia (foto di Giovanni Prinzi)

Gli oggetti colpiti includono elettrodomestici come frigoriferi e televisioni, che prendono fuoco senza apparente motivo. I residenti sono comprensibilmente preoccupati e cercano risposte, ma inizialmente, nessuno riesce a spiegare il fenomeno.

Con l’aumento del numero di incendi, l’ansia tra i residenti cresce. Vengono chiamati i Vigili del Fuoco per domare le fiamme, ma anche loro non riescono a identificare la causa degli incendi. Gli elettrodomestici continuano a prendere fuoco, anche quando non sono collegati alla corrente elettrica. Gli abitanti cominciano a vivere nel terrore, alcuni decidono di abbandonare temporaneamente le loro case.

L’Enel decide di interrompere l’alimentazione nella zona, lasciando solo un gruppo elettrogeno. Per circa sei giorni sembra che i fenomeni del Poltergeist di Caronia si siano fermati, ma poi la situazione peggiora drammaticamente: contatori, citofoni, prese e lampadari prendono fuoco, anche quando sono spenti. Altri incidenti vedono il metallo, come quello nei materassi a molle e poltrone, prendere fuoco senza diventare incandescenti, mentre stoffe e plastica bruciano facilmente.

A fine gennaio i media locali iniziano a coprire la storia, attirando l’attenzione regionale. Le autorità locali, preoccupate per la sicurezza dei residenti, richiedono l’intervento della Protezione Civile e di esperti tecnici. Nel frattempo, gli incendi continuano e colpiscono anche i fili elettrici e le prese di corrente.

Febbraio 2004: Il Picco dei Fenomeni

Gli incendi non mostrano segni di rallentamento. I fenomeni cominciano a verificarsi anche all’esterno, all’aperto, come le serrature delle automobili che si aprono e chiudono da sole, meccanismi metallici e in plastica che si fondono nelle portiere, e casi di danneggiamento di dispositivi come il blocco in plastica del GPS (Global Positioning System), presumibilmente a causa di temperature altissime.

Scienziati e tecnici studiano il caso (foto di Eric Vandeville/Getty Images)
Scienziati e tecnici studiano il caso (foto di Eric Vandeville/Getty Images)

La Protezione Civile istituisce una task force composta da elettricisti, fisici, e ingegneri per indagare sul fenomeno. Gli esperti dell’Enel ispezionano gli impianti elettrici dell’area ma non trovano nulla di anomalo che possa spiegare gli incendi. La task force inizia a esplorare altre possibili cause, inclusi fenomeni elettromagnetici. Vengono installati sensori e telecamere per monitorare costantemente l’area colpita. Uno studio sulle bruciature dei cavi e degli oggetti identifica una convergenza delle linee di indagine. Si è ipotizzato che onde elettromagnetiche si propaghino come la luce, con un possibile punto di origine nord-nordovest e direzione sud-sudest. Nonostante questi sforzi, gli incendi continuano a verificarsi in modo inspiegabile. I media nazionali e internazionali iniziano a interessarsi al caso, portando Caronia sotto i riflettori.

Alla fine del mese gli incendi sembrano intensificarsi, colpendo più frequentemente. Alcuni residenti riportano anche strani episodi di surriscaldamento degli apparecchi e luci che si accendono e spengono da sole. Le autorità decidono di evacuare temporaneamente alcune delle abitazioni più colpite per garantire la sicurezza dei residenti. Uno studio sulle bruciature dei cavi e degli oggetti ha identificato una convergenza delle linee di indagine. Si è ipotizzato che onde elettromagnetiche si propaghino come la luce, con un possibile punto di origine Nord-NordOvest e direzione Sud-SudEst.

Marzo 2004: La Ricerca di Risposte

Le indagini sul Poltergeist di Caronia continuano senza sosta. Il 16 marzo, gli incendi tornano a spaventare gli abitanti di Caronia. Gli investigatori che monitorano la zona notano anche altre stranezze: le serrature delle auto non funziono, i cellulari squillano senza segnale satellitare, un’antenna per auto si surriscalda così tanto da rompere un parabrezza, le bussole impazziscono segnando il Nord con uno scarto di tredici gradi. Si esplorano diverse teorie, inclusa la possibilità di micro-terremoti che causano cortocircuiti e l’emissione di gas infiammabili dalle rocce locali. Tuttavia, nessuna di queste teorie riesce a spiegare completamente i fenomeni osservati.

Si discute di “radiazioni focalizzate”, suggerendo che possa esserci un’intelligenza dietro questi fenomeni, supportato dal fatto che non ci sono stati danni fisici alle persone e le case sembrano essere state colpite in modo selettivo. Con il protrarsi degli eventi senza una spiegazione razionale, aumentano le speculazioni tra i residenti e i media. Alcuni suggeriscono che i fenomeni possano essere legati a attività paranormali, come un poltergeist. Altri iniziano a considerare la possibilità di test militari segreti nella zona, sebbene non vi siano prove concrete a sostegno di queste ipotesi.

Oggetti che hanno preso fuoco

A metà marzo i fenomeni continuano a manifestarsi, anche se con minore intensità rispetto ai mesi precedenti. I residenti nominano un consulente, Francesco Valenti, un ingegnere di Capo d’Orlando, una città a circa quaranta chilometri sulla costa. A fine mese Valenti presenta un documento di trenta pagine intitolato Un rapporto qualitativo e una soluzione definitiva per mettere in sicurezza Canneto di Caronia. In alcune parti, il rapporto sembra più un esercizio di analisi letteraria che di scienza empirica. Valenti cita il filosofo Ludwig Wittgenstein (1889-1951), il sommo poeta Dante Alighieri (1265-1321), Galileo Galilei (1564-1642) e persino l’opera postuma Il Gattopardo (1958) di Giuseppe Tomasi di Lampedusa (1896-1957), di cui Luchino Visconti (1906-1976) ne diresse l’omonimo film nel 1963.

Le autorità continuano a monitorare l’area e a condurre indagini approfondite sul presunto Poltergeist di Caronia. Nel frattempo, la storia di Caronia diventa un caso di studio per ricercatori e scienziati di tutto il mondo, interessati a capire l’origine di questi eventi inspiegabili.

Aprile 2004: La Situazione Resta Incerta

Gli incendi iniziano a diminuire in frequenza, ma non cessano del tutto. La task force continua a lavorare instancabilmente per trovare una soluzione al mistero. Nel frattempo, le evacuazioni temporanee di ben trentanove famiglie abitanti in Via Mare vengono mantenute per garantire la sicurezza dei residenti. I residenti furono trasferiti allo Za Maria, l’unico hotel di Canneto, situato su una collina direttamente sopra il villaggio. Fuori dall’hotel c’erano diversi giornalisti di vari organi di stampa anche estera, come la BBC, testate giornalistiche di Francia, Germania, Danimarca, Norvegia, Argentina, persino il New York Times. Anche il The Times inglese titolò un articolo: Canneto di Caronia Journal: Electricity Goes Wild. Did the Devil Made It Do It? (Canneto di Caronia Journal: L’elettricità si scatena. È stato il diavolo a costringerlo a farlo?). Un articolo che sembrava parafrasare quello de L’Espresso: Bezelbù si è fermato a Cefalù.

Cavi bruciati

I ricercatori esplorano nuove piste, tra cui l’influenza di possibili campi elettromagnetici anomali. Nonostante queste indagini approfondite, non emergono spiegazioni definitive. La comunità scientifica rimane divisa: alcuni credono che ci sia una spiegazione naturale che ancora sfugge alla nostra comprensione, mentre altri sono più inclini a considerare ipotesi meno ortodosse.

Gli eventi del Poltergeist di Caronia cominciano a suscitare l’interesse di studiosi di fenomeni paranormali e ufologi. Sebbene la maggior parte degli scienziati rimanga scettica, le teorie sulla presenza di UFO o altre entità soprannaturali iniziano a circolare tra il pubblico. Tuttavia, queste rimangono speculazioni senza evidenze concrete.

Maggio 2004: Un Lento Ritorno alla Normalità

La frequenza degli incendi e degli altri fenomeni anomali continua a diminuire. Alcuni residenti iniziano a fare ritorno alle loro case, sebbene rimanga una certa apprensione. Le autorità continuano a mantenere un monitoraggio costante dell’area per prevenire ulteriori incidenti.

Il 10 maggio 2005 viene istituito il Gruppo Interistituzionale per l’Osservazione dei Fenomeni con ordinanza emergenziale della Protezione Civile n. 3428, in collaborazione tra Stato Italiano e Regione Sicilia.

Le indagini ufficiali sul presunto Poltergeist di Caronia cominciano a rallentare, ma alcuni ricercatori indipendenti continuano a studiare il caso. Vengono pubblicati i primi rapporti preliminari, che riassumono le varie teorie esplorate fino a quel momento. Tuttavia, nessuna di queste teorie riesce a fornire una spiegazione definitiva e universalmente accettata.

A fine maggio gli eventi misteriosi cessano quasi del tutto. La vita a Caronia inizia lentamente a tornare alla normalità, sebbene il caso rimanga ancora un argomento di discussione e curiosità. Le autorità dichiarano che continueranno a monitorare la situazione, ma il peggio sembra ormai passato.

Giugno 2004: Conclusioni Provvisorie

Con la cessazione degli incendi e degli altri fenomeni anomali, la task force della Protezione Civile conclude le sue operazioni attive, ma lascia aperta la possibilità di ulteriori indagini in caso di nuovi eventi. Viene redatto un rapporto finale che riassume le scoperte fatte e le ipotesi esplorate, pur ammettendo che la causa esatta dei fenomeni rimane sconosciuta. Nel giugno 2004, gli abitanti di Via Mare tornano nelle loro case.

Negli anni successivi, il Poltergeist di Caronia continua a essere oggetto di studi e discussioni. Nonostante l’assenza di nuove manifestazioni, il mistero persiste, e il caso rimane uno dei più intriganti e controversi della storia recente italiana e l’ipotesi non accreditata che si è voluto chiudere il caso attribuendo tutte le segnalazioni e gli incidenti ai responsabili degli incendi dolosi del 2014. In questo articolo non mi soffermerò su ogni singola segnalazione, perché sono molte, diverse l’una dall’altra e molto sospette di mitomania e enfatizzazione.

Oggetti bruciati

Per riassumere, oltre a punti luminosi, sfere, flash e presunti UFO, riguardo al presunto Poltergeist di Caronia sono stati segnalati i seguenti fenomeni, ma in un ordine diverso:

  • Sintomi come emicranie, cefalee, irritazione degli occhi, vomito, disturbi gastrointestinali e aumento del calore corporeo;
  • Movimenti di oggetti;
  • Ominidi;
  • Scariche elettriche;
  • Nuvola che cambiava colore;
  • Bagliore azzurro semicircolare che usciva dal mare per poi svanire;
  • Nuvola di fumo grigio chiaro di forma irregolare che si alzava dal terreno per poi scomparire;
  • Ombre varie;
  • Deformità di foglie di alcune piante in un orto;
  • Persone che balzano dopo avere sentito una forte scossa elettrica;
  • Strani incubi e sogni premonitori;
  • Cani che ululano;
  • Stelle cadenti;
  • Stormi di uccelli migratori in alta quota come disorientati;
  • Chiusura e apertura delle serrature dell’auto.

Le indagini sul Poltergeist di Caronia

Tra il 2004 e il 2005, sono stati documentati ben 180 casi di incendi improvvisi, verificatisi sia all’interno che all’esterno delle abitazioni, anche con l’impianto elettrico scollegato. All’inizio delle indagini, la priorità era determinare se ci fossero problemi con l’impianto elettrico delle abitazioni colpite. Gli esperti dell’Enel, l’azienda elettrica italiana, furono tra i primi a essere chiamati a Caronia. Susseguirono perizie della Telecom e da parte di funzionari della rete ferroviaria. Questo perché si ipotizzavano dispersioni elettriche della linea ferroviaria Messina-Palermo, che corre proprio a breve distanza dalle abitazioni. Effettuarono controlli approfonditi sugli impianti domestici e sulla rete elettrica del paese. Gli elettrodomestici che prendevano fuoco venivano esaminati, così come i cavi elettrici e le prese di corrente. Nonostante questi controlli, non vennero trovate anomalie significative che potessero spiegare gli incendi.

Con l’insuccesso delle ispezioni elettriche, le indagini si spostarono verso la possibilità di fenomeni elettromagnetici anomali. Sono stati osservati navigatori satellitari che hanno smesso di funzionare, pen drive e memorie dei computer che sono state smagnetizzate, e cellulari che hanno mostrato comportamenti anomali. Furono installati sensori per misurare i campi elettromagnetici nelle case colpite e nelle aree circostanti. Gli esperti presero in considerazione la possibilità di radiazioni elettromagnetiche provenienti da sorgenti sconosciute che potessero causare cortocircuiti o surriscaldamenti. Tuttavia, anche queste misurazioni non rilevarono nulla di straordinario.

Indagini a Caronia

Vista l’incapacità di trovare una spiegazione tecnica agli incendi, la Protezione Civile italiana fu coinvolta per coordinare le indagini. Come già anticipato, la task force era composta da scienziati, ingegneri, e tecnici specializzati in vari campi. Questa squadra iniziò a esplorare tutte le possibili cause, inclusi fenomeni naturali rari e comportamenti umani anomali. Un numero considerevole di cozze è stato ritrovato spiaggiato, e sono stati segnalati casi di melanzane che hanno sviluppato strane striature tigrate e cespugli anneriti fino alle radici a causa di una presunta combustione interna.

Alcuni esperti suggerirono che i fenomeni del Poltergeist di Caronia potessero essere causati da micro-terremoti che provocavano cortocircuiti nelle abitazioni. Furono installati sismografi per monitorare l’attività sismica nella zona, ma non furono rilevati terremoti sufficientemente intensi da giustificare gli incendi. Un’altra teoria esplorata fu quella dell’emissione di gas infiammabili dalle rocce locali. Campioni di suolo e roccia furono analizzati per cercare tracce di gas come il metano, ma i risultati non furono conclusivi.

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