Perché la Scienza non crede nel Paranormale

“Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem” (dal latino “Non moltiplicare gli elementi più del necessario”), è questo il primo motivo per cui la Scienza si oppone in maniera preventiva e distaccata ai fenomeni paranormali, che siano essi legati alla parapsicologia da cui ne deriva il termine o più specificatamente allo spiritismo. E’ una massima che deriva da una frase di William of Ockham (1285-1347), meglio conosciuto da noi come Guglielmo di Occam, anzi restiamo nel latino e quindi Gulielmus Occamus, che dice: “A parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire”.

Ma chi era questo William/Guglielmo?

Head of a Franciscan Friar [Peter Paul Rubens, 1616]

William di Ockham era un teologo e filosofo francescano inglese, poi accusato di eresia, che divenne famoso per il suo Novacula Occami (dal latino Rasoio di Occam), un principio metodologico che è ancora alla base del principio scientifico moderno e che in parole brevi recita: per una teoria fisica occorre ridurne al minimo la complessità. Basti pensare all’idea della creazione dell’Universo: una divinità sarebbe troppo complessa, quindi meglio credere che si sia evoluto da sé.

Penso sia già palese da questo punto che la Scienza non si spinga troppo al di là dei suoi principi e delle sue teorie. Non per niente le teorie scientifiche esistono e resistono fino a prova contraria; lo dimostrano le varie epoche scientifiche, in cui si è preferito passare al pensiero di Galileo e dimenticare quello di Aristotele: chiaro, Aristotele credeva che il fine ultimo è Dio verso il quale tutto tende.

Penserete che io creda in Dio con questa affermazione: NO!
Io penso che da millenni sia nella religione che nella ricerca scientifica e pseudoscientifica (come la chiamano quelli che credono fermamente nella Madre Scienza), tutti stiano tirando acqua al proprio mulino facendone una fede assoluta, quindi finendo tutti con lo sbagliare.

Isaac Newton (a 46 anni) [Godfrey Kneller, 1689]

La mia ricerca vuole essere imparziale, perché se non sappiamo con che cosa abbiamo a che fare, è inutile appellarsi a questo o a quello. In rete mi capita di vedere gente credere troppo in qualcosa e persino nelle proprie facoltà paranormali il più delle volte inesistenti. Archaeus nasce proprio per fare luce laddove se ne fa veramente poca. Ho potuto constatare che la maggior parte dei ricercatori nel campo delle pseudoscienze, hanno l’allergia ai libri e leggono solo qua e là notizie tramandate in rete portandoli completamente a credere in cose non confermate o addirittura inventate da qualche bontempone. O peggio si fidano quasi ciecamente del primo che sembra loro molto sicuro di sé portando esempi storici o prove del tutto o quasi non confermabili.

La Scienza, sia chiaro, non è una religione, non è la Verità assoluta e non ha certezze. E’ invece fondata su teorie che vengono formulate su altre teorie, in un susseguirsi di costruzioni dinamiche che hanno portato a quello che viene considerata la Scienza classica, quella moderna, tanto moderna che viene chiamata newtoniana, da Isaac Newton (1642-1727), un modello che si basa su cinque colonne: la Semplicità, l’Universalità, la Certezza, il Determinismo e l’Evoluzionismo.

Una Scienza, quella newtoniana, che si basa appunto sulla semplicità dei fenomeni naturali, tralasciando dettagli troppo complessi considerati inutili e fuorvianti. Una Scienza che si basa sulla ripetibilità, sulla riproducibilità e sulla prevedibilità dei fenomeni per essere considerati attendibili.

Semplicità

Le leggi alla base dei fenomeni naturali sono semplici. La rappresentazione dettagliata e complessa dei fenomeni naturali è, invece, considerata inutile e fuorviante. Per poter prevedere un evento la Scienza deve appellarsi al riduzionismo, strano ma vero. Una Scienza le cui leggi devono essere applicabili in modo universale e generale in ogni luogo, dalla più piccola parte infinitesimale alla più grande, come appunto la legge di gravità di Newton sulla quale questa Scienza è fondata, applicabile al nostro pianeta Terra come a qualsiasi altro corpo celeste dell’Universo, come se conoscessimo tutto l’Universo… La verità è che conosciamo solo il 5% della materia ma non sappiamo nulla del restante 95%, ovvero la materia oscura, tanto che si sa che esiste ma che come un fantasma si muove nell’Universo senza si possa ancora sapere di cosa sia fatta.

Albert Einstein in una fotografia rielaborata a colori da Mads Madsen

Bizzarro vero? La Scienza newtoniana non ammette l’incertezza, un vero controsenso visto che si poggia a teorie fino a prova contraria. Talmente fondata sulla certezza che una volta individuata la legge naturale, viene formalizzata in modo matematico, così da poterla applicare ovunque con estrema precisione per individuare l’andamento degli eventi futuri. Infatti la comunità scientifica aveva inizialmente deriso la teoria sulla relatività di Albert Einstein, una teoria che porta la data dell’anno 1915 ma che fu concepita ben un decennio prima nella sua mente. La Scienza era talmente ancorata alle idee newtoniane legate alla materia e alla gravità, che non aveva minimamente pensato ad una possibile curvatura nel continuum spazio-temporale. Sì, perché per la Scienza classica quando accade qualcosa di “impossibile” è sicuramente dovuto all’ignoranza e all’incapacità dell’uomo di poter capire e risalire alle vere cause dei fenomeni naturali. Su questo punto però potrei trovarmi d’accordo: io penso che i fenomeni insoliti e straordinari siano legati alla natura e alle sue leggi, quindi nulla di così sovrannaturale. Ma la teoria di Einstein nonostante tutto, va a tirare ancora l’acqua al mulino del “tutto è calcolato secondo le leggi fisiche conosciute”. Basti pensare alla stessa battuta di Einstein «Dio non gioca a dadi”» per capire che la Scienza pensa che tutto sia prevedibile una volta scoperte le leggi.

Charles Robert Darwin

La Scienza newtoniana crede fortemente che ogni fenomeno naturale abbia una o più cause determinanti, ovvero che un evento si verifica solo come risposta ad altri eventi o condizioni. Talmente certa questa scienza, che di fronte a fatti non spiegabili li bolla con la prima teoria anche se non si ha un esito dalle analisi effettuate. Della serie: “beh sicuramente la causa potrebbe essere stata questa!”
Quante volte ho sentito e letto frasi simili, e ogni volta sorrido nel vedere gli Scienziati increduli che cercano risposte affannosamente appellandosi a qualche teoria o addirittura a qualche cosa di simile già smascherata in passato. Eh sì, perché se un rabdomante imbroglione è stato smascherato, allora tutti i rabdomanti sono imbroglioni. Sarebbe come dire: dato che il mio dentista è un macellaio, allora tutti i dentisti sono macellai. Talmente è determinista la Scienza moderna, che sostiene la teoria sull’evoluzione della specie di Charles Darwin nonostante non siano stati rinvenuti fossili che completassero le linee evolutive degli esseri viventi. Non trovando questi fossili, allora è nata la teoria evolutiva neodarwiniana a giustificare quell’anello mancante, affermando che l’uomo si deve essere evoluto da sé in una forma transazionale.

Non ne siamo certi ma lo passiamo per certo! (Mah)

La scoperta dei fossili dei dinosauri fece crollare nel Settecento l’idea di una realtà eterna e immutabile che derivava dal dogma religioso molto presente nella scienza aristotelica, diffondendo l’idea di una continua evoluzione delle specie verso la perfezione. Qualunque persona con del buon senso può chiaramente constatare che si tratta di una concezione deista della natura, assolutamente priva di qualsiasi prova scientifica tangibile proprio al pari del dogma scientifico.

Chi ha detto che l’evoluzione sia migliorativa?

La nostra evoluzione sta evidentemente portando alla devastazione ecologica dell’ambiente…per cui se non correremo ai ripari degli errori della scienza e delle sue scoperte, ci scaveremo la fossa sul nostro stesso pianeta. Ma a questo dilemma c’è sempre il nostro Charles Darwin che con la sua teoria dell’evoluzione basata sulla selezione naturale e sulla capacità di adattamento degli esseri viventi all’ambiente dà una risposta plausibile. Eh sì, perché l’uomo si è talmente adattato all’ambiente che agli Inuit e agli Yupik, quelli che noi simpaticamente chiamiamo Eschimesi (che poi significa “Fabbricanti di racchette da neve”, vabbé),  gli sono cresciuti i peli come ad un orso polare o strati di grasso come le foche. Già perché al popolo dei Moken a Sud della Thailandia, che vivono a stretto contatto con l’acqua tanto da prevedere gli Tsunami, così a stretto contatto che iniziano a nuotare prima di imparare a camminare, la cui vista sott’acqua ha il doppio della visibilità che avrebbe un comunissimo nuotatore e che con un solo respiro si inabissano fino a 20 metri nell’oceano… sono spuntate le branchie. Chiaramente sto facendo dell’ironia, o meglio del sarcasmo, perché questo è a dimostrazione che l’uomo non si è adattato all’ambiente, ma adatta l’ambiente a sé, ed è l’unico essere vivente che lo fa. Evolviamo ma non ci adattiamo.

Quindi cosa sono i fenomeni detti paranormali?

Sono rari fenomeni molto controversi e non “ripetibili” che non hanno le comuni caratteristiche degli altri fenomeni fisici conosciuti dalla Scienza moderna. Ma è solo poco più di un secolo che la Scienza se ne sta davvero occupando con pareri molto diversi e contrastanti fra loro. Da una parte ci sono scienziati che riconoscono i propri limiti e le difficoltà ma nonostante tutto ritengono di proseguire le ricerche per poter capire di cosa si tratta; dall’altra ci sono organizzazioni come l’americana CSICOP, conosciuto meglio come CSI (Committee for Skeptical Inquiry, dall’inglese: Comitato per l’inchiesta scettica) e l’europea ECSO (European Council of Skeptical Organisations, cioè il Comitato Europeo di Organizzazioni Scettiche), fra cui anche il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze), che ritengono si tratti di suggestione o di frode e il loro scopo è il debunking, ovvero lo smascheramento di tali frodi.

Perché è così difficile dimostrare un fenomeno “paranormale”?

Perché si tratta di fenomeni sfuggenti ed elusivi, talvolta pieni di frodi consce o inconsce, in cui bazzicano appunto gli scettici prevenuti, ma anche i credenti prevenuti che ne fanno una questione di fede, ovvero ci credono a priori e perdono di vista la realtà e la razionalità. Inoltre c’è la quasi totale assenza di controlli competenti ed adeguati di ricercatori poco professionali. Spesso poi c’è una commistione fra i fenomeni “paranormali” e le varie credenze religiose… Insomma tutto questo porta ad una scarsità davvero imponente di risorse “ufficiali” e la rete di certo non aiuta in questa risoluzione

Archaeus si occupa dell’insolito legato alla figura del “fantasma”, quindi salvo qualche articolo di cui sporadicamente potrò uscire leggermente fuori tema, il resto degli articoli non avrà a che fare con UFO e alieni, mostri leggendari, astrologia, rabdomanzia etc.

Mi occuperò della storia dei fenomeni, dei ricercatori scientifici e dei personaggi illustri che hanno dedicato parte delle loro ricerche ai fenomeni insoliti.

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