Bloody Mary
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Dietro lo specchio: gli inquietanti dettagli sulle origini di Bloody Mary

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Mary Worthington

Un’altra versione della leggenda identifica in Mary Worthington la candidata ispiratrice della leggenda di Bloody Mary. La serie televisiva Supernatural ha più volte mostrato questo leggendario personaggio. In questa versione della leggenda, Mary era una bella ragazza di diciannove anni che viveva sola a Fort Wayne, nell’Indiana. Dopo aver vinto alcuni concorsi di bellezza locali, era desiderosa di uscire dall’Indiana per studiare e diventare attrice, ma fu assassinata il ventinove marzo.

Di quale anno? Non si sa! La leggenda racconta che le cavarono gli occhi con un coltello e che prima di morire si trascinò davanti ad uno specchio per cercare di scrivere con le dita sporche di sangue, il nome del suo assassino; riuscì solamente a scrivere T R E. Un sospettato, fu un chirurgo di nome Trevor Sampson, ma non avendo prove sufficienti, non fu mai arrestato. In questa versione della leggenda, Mary perseguita le persone che hanno commesso omicidi e che non sono state giustiziate, apparendo accanto al loro riflesso nello specchio e bruciando i loro occhi. Se volete conoscere altre informazioni, seguite la serie Supernatural!

L'attrice Jovanna Burke nel ruolo di Bloody Mary nella serie Supernatural
L’attrice Jovanna Burke nel ruolo di Bloody Mary nella serie Supernatural

Curioso di così tante fonti su Mary Worthington, ho fatto una ricerca attraverso Findagrave.com in cui sono riportati i decessi e le persone sepolte nei cimiteri, per lo più americani. Al cimitero di Fort Wayne sono seppellite molte donne con il nome Mary Worthington. Ho cercato notizie nei siti locali, ma non esistono tracce di una donna alla quale abbiano affibbiato la leggenda, quindi probabilmente è un’altra creepypasta.

Esisterebbe però una Mary Worthington (qualcuno l’ha abbreviato ancora come Worth), una delle vittime del processo sulle streghe di Salem. Dalla lista delle donne processate a Salem, però, non appare alcuna Mary Worthington o Mary Worth. Sono presenti altre donne di nome Mary, che forse si siano ispirate a una di queste? Difficile poterlo affermare. Eppure dalle streghe processate a Salem, non sarebbe l’unica candidata ad essere Bloody Mary.

Mary Johnson

Altra Mary in lista è, dunque, la Johnson, una delle vittime della persecuzione alle streghe di Salem. Mary Johnson è nota per essere stata la prima a confessare sotto costrizione nel 1646, nel Connecticut, i propri rapporti con il diavolo. Mary era una serva contadina che fu arrestata per furto nella casa dei padroni. Subì un lungo interrogatorio da parte del ministro Samuel Stone (1602-1663), noto per aver condannato decine di donne per stregoneria, e anche una lunghissima fustigazione che la portò ad ammettere la propria “familiarità con il diavolo”.

The Witches: Salem del 1692, di Stacy Schiff
The Witches: Salem del 1692, di Stacy Schiff

Sotto tortura, infatti, la donna descrisse i propri crimini con l’aiuto del diavolo. Ammise addirittura atti impuri con demoni e uomini, e persino l’omicidio di un bambino. E pensare che la prima accusa d’arresto sarebbe stata solamente per un furto. Cosa non fa dire una tortura estenuante… vero? Mary Johnson non fu condannata subito a morte perché incinta. Fu messa al rogo dopo la nascita del bambino.

In una versione del rito di evocazione, bisogna essere almeno in due, meglio se in gruppo, in una stanza completamente buia e porsi in cerchio tenendosi per mano ripetendo insieme: “Vieni… Mary Johnson…Vieni!”. Nel caso l’evocazione andasse a buon fine, si dovrebbe vedere una luce fioca sopra la persona prescelta dallo spirito. Ma prescelta per cosa???

Cosa ne pensate? Possiamo tenerla in considerazione per essere lei l’ispiratrice della leggenda di Bloody Mary?

Mary Weatherby

Un’ennesima versione della leggenda narra di Mary Weatherby, una giovane che fu investita negli anni Sessanta da un pirata della strada. L’incidente fu talmente violento che il suo viso fu sfigurato e la persona al volante dell’auto fuggì senza prestarle soccorso. La giovane vittima, essendo sfigurata, aveva gettato tutti gli specchi perché non poteva sopportare la sua immagine riflessa e in preda ad una terribile depressione, si tolse la vita. Anche questa versione non riporta date o località, quindi si tratta di un’altra leggenda metropolitana nata in rete.

In questo caso abbiamo specchi e un fantasma che non sopporta la sua immagine riflessa. Quindi una perfetta candidata per Bloody Mary. Ma le candidate non finiscono qui…

Svarta Damen

Svarta Damen in una sua rappresentazione (fonte: Livet på Nedergård)
Svarta Damen in una sua rappresentazione

Una leggenda molto simile a quella di Bloody Mary, proviene dalla Svezia, in cui si racconta di una donna chiamata la Svarta Damen (che tradotto in italiano è Nera Signora), che apparirebbe nello specchio dopo aver pronunciato per dodici volte “Jag tror på dig, Svarta Damen!”, in altre parole “Io credo in te, Nera Signora”.

Il volto che apparirebbe accanto al nostro riflesso sarebbe di una donna dalla pelle nera con una folta chioma di capelli verdi, dal sorriso sporco di sangue e con lo sguardo spiritato, i cui occhi sarebbero luminosi di un giallo-arancio fuoco… Un vero bijoux!

Anche questa leggenda potrebbe essere stata ispiratrice della più famosa Bloody Mary.

Hell Mary!

Un’altra versione di Bloody Mary reperita in rete vorrebbe vederci fissare allo specchio senza mai distogliere lo sguardo, in una stanza illuminata dalla solita candela e pronunciare sette volte “Hell Mary!” (il senso opposto di Ave Maria) dopo la mezzanotte o alle fatidiche 3:33: se il rito funziona, dovrebbe apparire nello specchio l’immagine del diavolo.

Storiella molto forzata, seppur lo specchio rimandi alla nostra Bloody Mary.

Mary Bloodsworth

Sulla collina che si vede alle spalle della Boston Latin School, nel Massachusetts, la prima scuola aperta nel Nuovo Mondo, ci sarebbe un antico cimitero. Fra le tombe ci sarebbe anche quella di una certa Mary Bloodsworth (ancora una volta il cognome Worth che abbiamo già letto in altre versioni!). Questa donna sarebbe stata processata e impiccata nel Natale del 1741 per aver ucciso le mucche dei fattori dell’antico villaggio e per aver portato alla pazzia una giovane donna di vent’anni, tanto da farla suicidare nel fiume. Il cadavere della strega fu posto in una cassa con il volto rivolto.

Il suo corpo fu legato con delle catene per paura che potesse uscire dalla propria tomba nel caso tornasse in vita. Nella scuola alcuni raccontano di averla vista riflessa negli specchi dei bagni. Mi è bastato scrivere un’email alla scuola per scoprire che leggenda non circola nemmeno fra gli studenti, quindi ennesima creepypasta nata in rete.

In questa storia non ci sono specchi, ma una strega. Seppure la storia del volto coperto possa essere un’indizio di ispirazione, direi che siamo fuori strada per Bloody Mary.

Mary Lou

Sissy Spacek nel ruolo di Carrie White nel film Carrie del 1976
Dal film Carrie del 1976

Infine abbiamo anche Mary Lou, una liceale degli anni Cinquanta che morì a causa di uno scherzo durante la festa di ballo di fine anno; nel momento di incoronarla come reginetta dell’anno, alcuni ragazzi le fecero esplodere dei petardi sotto il vestito che prese prontamente fuoco facendola morire per le gravissime ustioni.

Notizia del tutto infondata e la scena dello scherzo durante l’incoronazione ricorda moltissimo quello raccontato da Stephen King nel suo Carrie del 1974 poi trasposto nel 1976 al cinema nell’omonimo film di Brian De Palma e nel suo rifacimento del 2013 diretto da Kimberly Peirce, dove lo scherzo è far cadere della vernice rosso sangue sulla protagonista.

Lasciamo questa storia legata a Carrie e non a Bloody Mary!

Erzsébet Báthory

Come sanguinaria mi viene in mente Erzsébet Báthory (1560-1614), conosciuta meglio come Elizabeth Bathory; chi più di lei perché era chiamata contessa sanguinaria? La Báthory era nobildonna ungherese divenuta nota per una storia macabra che la riguarda.

Quando il marito Ferenc I Nádasdy si allontanava dal palazzo per parecchio tempo, giorni a volte mesi per questioni politiche, Erzsébet faceva visita sempre più spesso alla zia Karla, una contessa viziosa che organizzava orge a sfondo sessuale. Durante una di queste orge conobbe Dorothea Szentes detta Dorka, un’esperta di arti magiche legata per lo più all’uso di magia nera e con tendenze sadiche. Dorka assieme al suo collaboratore e servo Thorko iniziarono a insegnare a Erzsébet pratiche di magia nera. A prova di questo esiste una lettera scritta al marito; ve la riporto nella sua traduzione in italiano:

«Ho appreso da Thorko una nuova deliziosa tecnica: prendi una gallina nera e la percuoti a morte con la verga bianca; ne conservi il sangue e ne spalmi un poco sul tuo nemico. Se non hai la possibilità di cospargerlo sul suo corpo, fai in modo di procurarti uno dei suoi abiti e impregnalo con il sangue».

Erzsébet Báthory

Erzsébet e il marito Ferenc non erano completamente sani di mente. Amavano torturare le persone e questo a prescindere dagli insegnamenti da parte di Dorka e del suo servo. La Báthory fu molto affascinata dalla “strega” e la sua natura narcisista e malevola stava per arrivare al suo apice. I due coniugi non tolleravano in alcun modo menzogne o fughe da parte della servitù: una serva di soli dodici anni, tentò la fuga dalla loro dimora, ma fu acciuffata e rinchiusa in una gabbia cilindrica, un tipico strumento di tortura medievale che era sospeso dal muro e, alla contessa, piaceva porlo nel cortile, sotto il sole e alle intemperie, per causare una lenta morte del malcapitato.

Erzsébet Báthory dipinta da Anthonie Blocklandt van Montfoort nel 1580 (fonte: elizabethbathory.org)
Erzsébet Báthory (dipinto del 1580)

La ragazzina fu quindi svestita, lasciandole addosso solo lunga camicia bianca, fu messa in questa gabbia troppo stretta e bassa per poterci stare in piedi. Erzsébet però, sadica com’era, aggiunse alla gabbia sospesa, un meccanismo in più che la faceva oscillare e sbattere contro una parete di paletti appuntiti così da provocarle ferite mortali. Un’altra tortura ideata dalla Báthory era versare in pieno inverno da una finestra, dell’acqua fredda sulle vittime legate seminude nel cortile esterno facendole morire assiderate. Anche Ferenc era molto sadico: punì una serva sospetta di aver mentito sul proprio stato di salute, facendole infilare fra le dita dei piedi e delle mani, dei pezzi di carta impregnati d’olio per poi dar fuoco. I due coniugi usavano queste torture come monito per la servitù ancora in vita.

La Báthory è però diventata famosa per un altro drammatico atto sadico tramandato dai suoi servi. Un giorno la nobildonna schiaffeggiò violentemente una sua serva tanto da ferirla alle labbra; il suo sangue le sporcò la mano che tentò di pulirsi in fretta, ma che invece imbrattò ulteriormente. Dopo qualche giorno notò che la pelle di quella mano sembrava essere ringiovanita. Si rivolse così a dei suoi fidi alchimisti per capirne il motivo, ma non volendola contraddire per paura, le confermarono che il sangue delle giovani donne ancora vergini ringiovanisse la pelle. Erzsébet Báthory viene, infatti, ricordata per aver ucciso moltissime sue serve e averne usato il sangue nei suoi bagni o addirittura di averlo anche ingerito.

Si narra abbia ucciso più di seicento giovani contadine. Parrebbe che il famoso strumento di tortura chiamato la Vergine di Norimberga, sia stato ispirato al marchingegno ideato dalla Báthory, la Vergine di Ferro, una statua metallica che invece di avere le lame al suo interno, le aveva all’esterno; la contessa costringeva le vittime in un abbraccio mortale con la statua. Il sangue ricavato da questa tortura si aggiungeva alle ampolle destinate a preservare la sua bellezza. La Báthory, a seguito dei suoi brutali riti, fu murata viva nel suo castello in Slovacchia.

Vi starete domandando quale connessione ci sia fra Erzsébet Báthory e Bloody Mary; alcune leggende antiche ricordano quella di Bloody Mary e hanno una datazione poco successiva alle terribili gesta della contessa tramandate oralmente. Io però lo escludo, ma se non altro mi ha dato modo di raccontarvi una storia, a mio parere, più interessante.

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