Stanza degli Spiriti
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Stanza degli Spiriti e la Macchina Spirituale in grado di dare energia ai morti

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Premessa

Prima di addentrarmi a spiegare cosa fosse la Stanza degli Spiriti, vorrei fare una doverosa premessa. Durante il periodo di massimo splendore dello spiritismo, i circoli familiari erano di gran moda tra coloro che erano affascinati dal misterioso funzionamento del mondo degli spiriti. In questi piccoli gruppi affiatati di familiari e amici, i membri si riunivano attorno al tavolo della sala da pranzo e, incuriositi dai racconti di colpi provenienti da altri luoghi, cercavano di vedere se anche loro potevano ricevere comunicazioni dagli spiriti. Abbastanza spesso sembava che lo facessero, potevano sentire un leggero colpetto, seguito da rumori più forti e presto rumori assordanti che potevano essere uditi in tutta la casa. Sarebbero state poste domande, ideati codici e presto le informazioni sarebbero fluite dall’altra parte.

Psychical Demostrations

In molti casi, specialmente con famiglie socialmente importanti, tali manifestazioni sarebbero state mantenute private, per salvarsi dal ridicolo. Tuttavia, in altri casi, quando la posizione sociale non era un problema, i contatti con gli spiriti sarebbero stati ampiamente pubblicizzati e i vicini sarebbero stati chiamati per spettacoli gratuiti. Ciò a volte portava i membri della cerchia domestica a diventare medium professionisti, come se fosse successo con le sorelle Fox.

Un’altra famiglia, di cui si sa molto meno rispetto alle Fox, era la famiglia Koons della contea di Athens, in Ohio. Sebbene non ottenessero molti profitti materiali dalla loro impresa, la Stanza degli Spiriti divenne, per un breve periodo nel 1850, una destinazione spiritualista che attirò centinaia di credenti da tutto il paese.

Ciò che è stato sorprendente quasi quanto il fatto che così tante persone siano arrivate nella contea di Athens, è stato il calvario che hanno dovuto affrontare per arrivarci. Anche se oggi è ancora un luogo un po’ remoto, a metrà dell’Ottocento era un po’ azzardato avventurarsi da quelle parti. Si trovava in una zona accidentata e collinare non lontana dalla linea Virginia (ora West Virginia). Per raggiungerlo, bisognava viaggiare in diligenza da Colombus su strade dissestate e spesso sbiadite. Quindi, per raggiungere la fattoria dei Koons, i visitatori dovevano ancora percorrerepiù di tre chilometri un sentiero boscoso. Tuttavia, pochi pellegrini si sono pentiti del loro viaggio e si sono sentiti completamente ricompensati dalle manifestazioni che li attendevano.

La famiglia Koons

Jonathan Koons - Stanza degli Spiriti
Jonathan Koons

Jonathan Koons (1811-1893) nacque in Pennsylvania e rinunciò al suo presbiterianesimo, trasferendosi ad Athens, Ohio, nel 1835, per diventare, come lui stesso lo descrisse, “un infedele”. Anche se non aveva rinunciato alla religione organizzata, non aveva però abbandonato la ricerca delle risposte che la fede fornisce, rendendolo il candidato perfetto per lo spiritualismo. Viveva con la moglie Abigail Tuck Bishop (1811-1864) e i loro ben nove figli. Erano contadini autodidatti, ma esperti di politica e filosofia del tempo. Si stabilirono e coltivarono un’area nella contea di Athens, chiamata Monte Nebo, una collina che sovrasta la città che ora si trova nelle vicinanze.

La contea è ancora oggi un luogo suggestivo soprattutto noto per il paranormale. Da oltre un secolo e mezzo, molte persone curiose vi si recano per testare il soprannaturale. A causa del suo manicomio chiuso e dei cimiteri ritenuti maledetti, la contea di Athens era già ampiamente nota agli spiritisti in quel periodo, ma la proprietà dei Koons ha fatto sì che alcuni di loro ritornassero. 

Nel 1852, Jonathan era sempre alla ricerca di qualcosa di spirituale. Per questo motivo iniziò ad interessarsi di fenomeni spiritici dopo aver letto articoli che raccontavano le comunicazioni via colpi (raps) delle sorelle Fox. Si era convinto che lo spiritualismo e le sedute spiritiche fossero false e nel 1852, per curiosità, andò a una seduta spiritica determinato a smascherare la frode, ma invece il sensitivo a quella seduta gli disse che aveva un grande potenziale come medium. Questo lo destabilizzò, e tornato a casa, iniziò a meditare. Nel giro di poco tempo iniziò a praticare la scrittura automatica, cambiando completamente idea sullo spiritualismo.

Il movimento spiritualista era in ascesa. Rapping da tavolo, oggetti levitanti e fenomeni vocali diretti: tutti questi punti fermi delle sedute spiritiche tradizionali hanno fatto la loro prima apparizione durante questa prima era. Così, Jonathan, iniziò così a partecipare a diverse sedute in tutta l’Ohio e si convinse che anche sua moglie Abigail e due dei loro figli maggiori, Nahum e Quintilla, fossero dotati di capacità psichiche.

La Macchina Spirituale di Jonathan Koons

Disegno della Macchina Spirituale pubblicata su Scientific American
La Macchina Spirituale pubblicata su Scientific American

Nel novembre del 1852, quattro anni e mezzo dopo gli scioccanti eventi di Hydesville (New York) delle sorelle Fox, Jonathan Koons era in una pausa, in quanto per alcuni mesi il terreno dei suoi campi era duro e non poteva arare. Proprio in quel periodo ebbe la rivelazione di costruire una Macchina Spirituale, il “mezzo più potente del mondo” per contattare gli spiriti.

Per capire come fosse fatta questa macchina spirituale, dato che non ci sono fotografie, ho trovato una ristampa di una parte dell’edizione di Scientific American del 3 febbraio 1855.

«…alla fine ci fu una promessa estesa a me attraverso la medianità di mio figlio maggiore, (di sedici anni) [Nahum Ward Koons] che se avessi costruito un tavolo secondo un progetto disegnato dagli spiriti attraverso mio figlio come medium, e collocarlo in una stanza privata [la Stanza degli Spiriti] per proprio uso, avrei poi avuto la prova incontrovertibile dell’esistenza degli spiriti, alla quale ho immediatamente aderito, e la stessa è stata costruita e collocata in una stanza privata, e arredata con carta e matite, come richiesto tramite il medium agente, quando gli spiriti cominciarono a scrivere senza alcun medium agente, in detta stanza; il che fatto tolse dalla mia mente ogni dubbio persistente, poiché la stanza era tenuta costantemente chiusa contro l’ingresso della mia famiglia, o di qualsiasi altra persona durante il tempo in cui fu eseguita la scrittura.»

Jonathan Koons

La descrizione della macchina spirituale è stata possibile grazie ad alcuni articoli pubblicati, tra cui quello del principale quotidiano di Cleveland The Plain Dealer e una lettera che apparve, in due parti, nella pubblicazione canadese The Anglo-American Magazine di aprile e maggio 1855, citata da un articolo scritto da un certo E.V. Wilson. Misurava circa 76 cm ed era sostenuta da sei gambe. Conteneva quattro cassetti (all’interno solo alcuni piatti laccati, matite e pennelli, carta, etc., che sarebbero serviti agli spiriti).
Sul ripiano c’era una struttura in legno alta poco più di 10 cm e sostenuta da un palo verticale con in cima un pomello in vetro decorato.

La struttura aveva un telaio incurvato e attaccati al suo esterno vi erano due tamburi, uno grande con un suono accordato in DO basso, e uno più piccolo accordato in un SI tenore. Questi tamburi erano «saldamente fissati ai macchinari e al tavolo tramite fili di rame». Gli spiriti potevano battere sui tamburi per annunciare il loro arrivo, oppure suonarli per accompagnare Jonathan Koons mentre suonava il suo violino. I «fili di rame avvolti con zinco» erano moltoi importanti, non solo per tenere assemblato il tutto, perché servivano come una sorta di batteria per alimentare la loro macchina dall’altra parte, nell’Aldilà.

La descrizione della Macchina Spirituale

Serviva a questo la macchina spirituale: «raccogliere e trattenere l’elettricità» in modo che gli spiriti potessero usare l’energia per manifestarsi. ttraverso questa energia potessero manifestarsi nei confini carichi della Stanza degli Spiriti. Le doppie piastre (di stagno e rame) avrebbero avuto la gunzione di una pila voltaica, pur mancando però della componente elettrolitica.

La descrizione di queste piastre viene dal medium H. B. Champion, proveniente da Nashville, Tennessee, considerato da un suo ammiratore presente alla seduta del 2 settembre 1855, come «uno dei più straordinari medium dell’epoca». Champion e Koons avrebbero avuto molte cose di cui parlare. Il mesmerista Joseph Barthet, che aveva sentito parlare della Stanza degli Spiriti dei Koons, vi si recò con molta curiosità. Barthet si era appassionato allo spiritismo e pur di vedere la stanza e, soprattutto, la macchina spirituale, viaggiò per oltre 1600 Km dalla “sua” New Orleans.

Barthet fu introdotto nella Stanza degli Spiriti che descriverò nel prossimo paragrafo e vide la macchina spirituale, che descrisse come una una tavola di legno come una profusione di fili, sbarre metalliche, piatti di latta, pezzi di vetro e campanelle. Barthet aveva sentito che il dispositivo era stato costruito sotto la guida degli spiriti per dare energia alla Stanza degli Spiriti e aiutare le entità a focalizzare la loro essenza. Nei cassetti della macchina ci vide della carta da lettere, una matita, un libro e due fogli di carta vetrata patinata con il fosforo.

H. B. Champion invece descrisse «due tamburi fissati con fili di rame su supporti di legno in cima al tavolo. Questa tavola è intersecata con fili di rame avvolti con zinco. Alla croce superiore pendono delle placche di rame, tagliate a forma di colombe, alle quali sono sospese alcune campanelle, che talvolta suonano gli spiriti.» La macchina spirituale ingombrava il tavolo già colmo di altri oggetti, come un violino, due coppie di bacchette da batteria (drum sticks), un triangolo, una campana, un’armonica, un tamburello, una tromba di latta e una fisarmonica.

La cosa bizzarra che più mi ha colpito è che ho sempre letto articoli e libri in cui si dava molta più importanza alla Stanza degli Spiriti piuttosto che alla Macchina Spirituale. Non ho mai capito perché, ma forse per lo stesso motivo che mi ha spinto a titolare questo articolo Stanza degli Spiriti e non Macchina Spirituale: quello che accadeva per mezzo della macchina, necessitava anche di una struttura per lo spettacolo e, dato che ho scritto anche dell’Armadietto degli Spiriti dei fratelli Davenport, non potevo scostarmi da questa analogia.

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