Fantasmi nell'Antico Egitto

Oltre la Morte: i Fantasmi nell’Antico Egitto

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Uno sforzo necessario per risolvere il problema dei fantasmi

Un antico egizio, quando sospettava che un problema fosse causato da uno spirito, intraprendeva un’azione per risolverlo. La soluzione coinvolgeva spesso la consulenza di figure religiose o sagge locali, incaricate di affrontare gli spiriti indesiderati. Nonostante il contesto religioso fosse diverso da quello del cattolicesimo, gli antichi egizi avrebbero cercato l’aiuto di preti politeisti o persone con una comprensione delle questioni spirituali.

Come molti personaggi nei film horror successivi, coloro che affrontavano fantasmi avrebbero probabilmente compiuto atti visibili e rumorosi per allontanare gli spiriti maligni. Questi rituali potevano comprendere urla, percussioni energetiche con tamburi o altri strumenti e altre azioni rumorose e spettacolari. Anche se non è specificato se questi sacerdoti fossero retribuiti per i loro servizi, è ragionevole presumere che lo fossero. I sacerdoti erano spesso considerati dipendenti delle famiglie a cui prestavano servizio, come i sacerdoti ka, responsabili di conservare le offerte nelle tombe di una famiglia.

L’intervento dei sacerdoti poteva iniziare sin dall’inizio del problema spirituale, poiché gli imbalsamatori erano anch’essi sacerdoti e potevano prevenire il risorgere dei fantasmi. Un sacerdote imbalsamatore, esperto e ben remunerato, avrebbe cercato di mantenere i fantasmi felici fin dall’inizio, aiutando a evitare problemi futuri.

Il lungo e pericoloso viaggio dei fantasmi per l’Aldilà

Nell’antico Egitto, la credenza dominante era che gli spiriti dei defunti affrontassero una serie di compiti e sfide subito dopo la morte. Non c’era un semplice teletrasporto magico verso l’aldilà; al contrario, il passaggio richiedeva la conoscenza di vari incantesimi e frasi per attraversare in sicurezza una serie di cancelli. Coloro che avevano la fortuna di appartenere a famiglie benestanti venivano sepolti con il cosiddetto Libro dei Morti, contenente questi incantesimi e le relative parole chiave.

Il percorso verso l’aldilà era intricato, e si sperava che lo spirito del defunto avesse compreso adeguatamente tutti questi dettagli. Un momento critico di questo viaggio avveniva davanti agli dei, dove il dio Anubi aveva il compito di pesare il cuore del defunto rispetto a un concetto di verità o giustizia, spesso rappresentato da una piuma. Se il cuore fosse risultato più pesante, veniva gettato a una divinità terrificante con la testa di coccodrillo e il destino del defunto sarebbe stato segnato dall’oscurità.

Tuttavia, se lo spirito superava con successo questa inquietante sfida, aveva due opzioni: poteva unirsi al dio del sole Ra nel suo viaggio a bordo della barca del sole, o trovare il suo posto nel Campo dei Canneti. Questo paradiso era, in sostanza, un’ideale continuazione della vita in Egitto, ma con benedizioni ancora più grandi. I raccolti erano incredibilmente abbondanti, tutto era meraviglioso e nessun desiderio rimaneva insoddisfatto. Era il premio finale per coloro che avevano superato le prove dell’aldilà.

Il conflitto tra demoni e fantasmi nell’antico Egitto

Potrebbe esserci una ragione completamente diversa per cui alcuni antichi fantasmi egizi ritornavano, che non riguardava direttamente problemi legati alle loro tombe o ai membri problematici della famiglia. Alcuni studiosi ritengono che ciò potesse essere dovuto al fatto che l’aldilà egizio era abitato non solo dagli dèi e dagli spiriti umani, ma anche da una vasta gamma di esseri minori. Questi esseri minori, spesso chiamati demoni nella terminologia moderna, erano una parte significativa della credenza egizia e potevano influenzare la vita quotidiana delle persone. Questa presenza era evidenziata dal gran numero di piccole statuette e santuari domestici eretti in loro onore.

Statuina in legno raffigurante un ibrido demone uomo-animale con testa di gazzella © British Museum
Statuina in legno raffigurante un ibrido demone uomo-animale con testa di gazzella (© British Museum)

Tuttavia, è importante notare che il termine “demoni” non implica necessariamente una cosmologia monoteistica basata sul bene e sul male, come potrebbe essere interpretato nelle culture successive. Questi spiriti egizi erano considerati parte della realtà spirituale e, in quanto tali, avevano una vasta gamma di caratteristiche e ruoli. Erano complessi e assumevano molte forme diverse, ognuna con uno scopo specifico.

In effetti, ciò che potrebbe sorprendere le persone oggi è la loro vicinanza a questi esseri spirituali, poiché i fantasmi nell’antico Egitto potrebbero essere considerati una parte di questa categoria di esseri semi-divini. Come suggerisce l’archeologia, questi spiriti potevano causare caos o, al contrario, aiutare i vivi, a seconda delle circostanze e delle esigenze della giustizia cosmica. Inoltre, si credeva che un individuo comune, dopo la morte, potesse diventare uno di questi spiriti, acquisendo potere e ricevendo tributi dai suoi discendenti, il che aggiungeva un’ulteriore dimensione alla complessa interazione tra il mondo dei vivi e quello degli spiriti degli egizi.

Conclusioni personali

La presenza dei fantasmi nell’antico Egitto sottolinea l’importanza della vita ultraterrena nella cultura egizia. Per gli antichi egizi, il rapporto tra i vivi e i morti era intrinsecamente legato alla loro concezione di un aldilà in cui gli spiriti umani avrebbero continuato a esistere dopo la morte. Tuttavia, ci sono alcune differenze significative tra la nozione di fantasmi e quella di spiriti in questa antica civiltà.

In primo luogo, è essenziale notare che, mentre gli spiriti erano considerati entità divine o esseri spirituali venerati, i fantasmi rappresentavano i defunti stessi. Questo significa che i fantasmi erano considerati come le anime delle persone decedute, ritornate dall’aldilà per interagire con i vivi. In effetti, il termine fantasma deriva dall’antico termine greco phantasma (ϕάντασμα), che significa apparizione o immagine. Gli antichi egizi credevano che i fantasmi fossero dotati di volontà, personalità e memoria delle loro vite terrene, il che li rendeva essenzialmente “persone” morte.

La relazione tra i vivi e i fantasmi era complessa. I fantasmi venivano considerati come membri della famiglia e come parte integrante della comunità familiare e sociale. In questo contesto, era fondamentale mantenere il legame con i defunti attraverso il ricordo, le offerte e le pratiche rituali che preservassero il loro benessere nell’aldilà. Questa concezione ha contribuito a creare una cultura di rispetto e cura delle tombe, delle offerte di cibo e delle lettere scritte ai morti.

D’altro canto, i fantasmi potevano anche diventare vendicativi o problematici se non venivano trattati con il dovuto rispetto. La convinzione che gli spiriti dei morti potessero causare sfortuna o malattie ai vivi ha portato a una serie di pratiche di placazione, tra cui esorcismi e rituali che coinvolgevano preti e sacerdotesse.

Inoltre, alcune credenze sull’aldilà e sugli spiriti umani sono cambiate nel corso dei secoli. Sebbene inizialmente gli antichi egizi credessero in un paradiso eterno nel Campo dei Canneti, con il tempo emersero visioni più scettiche dell’aldilà. Questa trasformazione ha portato ad atteggiamenti diversi nei confronti dei fantasmi, che ora venivano visti come entità più inquietanti e problematiche.

Inoltre, l’antico Egitto era abitato da una vasta gamma di spiriti minori o demoni, spesso considerati intermediari tra gli esseri umani e le divinità. Questi spiriti potevano influire sulla vita quotidiana degli egizi e interagire con il mondo dei vivi, oltre a essere considerati responsabili delle forze della giustizia cosmica. Questa complessità nell’interpretazione degli spiriti, che includeva anche i fantasmi, ha reso il mondo spirituale egizio estremamente variegato e ricco di sfumature.

In conclusione, gli antichi egizi avevano un rapporto complesso con il mondo degli spiriti e dei fantasmi. La concezione di un aldilà e la continua interazione tra i vivi e i morti erano parte integrante della cultura egizia. La differenza tra fantasmi e spiriti risiedeva principalmente nella natura dei fantasmi come esseri umani deceduti ritornati dall’aldilà. Questi fantasmi potevano portare beneficio o problemi, a seconda di come venivano trattati. Nel corso della storia egizia, le credenze sul mondo spirituale hanno subito evoluzioni, creando una visione variegata di fantasmi e spiriti.

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