La demonologia: una prospettiva diversa sulla presenza del male

La Demonologia: una prospettiva diversa sulla presenza del Male

38 minuti di lettura

La demonologia quale mix fra mitologia e fantasia

Rusalka diseganata da Ivan Bilibin
Rusalka diseganata da Ivan Bilibin

La trasformazione di mitologie antiche mescolate a testi rielaborati di fantasia, fanno dei demoni quindi esseri malevoli che cercano di ferire e deturpare il quiete vivere dei mortali. Ma in realtà non è così, non era intenzione in tempi antichi di allineare quelle entità venerate e allo stesso tempo temute, con il Diavolo cristiano così come si crede ancora oggi.

Nell’antica mitologia slava, per esempio, esisteva un sistema molto elaborato di demonologia che persiste ancora oggi in certe forme, con creature come la Rusalki (o Rusalka), note in Russia anche come Beregine, in Bulgaria come Samovile e in Serbia e Croazia come Vile, ovvero delle divinità femminili molto attraenti, con caratteristiche affascinanti come i lunghi capelli e gli occhi verdi, completamente nude, fatta eccezione per alcune raffigurazioni con vesti bianche molto trasparenti e corone di fiori intrecciati sulla testa.

Vivevano vicino a laghi e fiumi, molto simili alle Amazzoni e talvolta alle Sirene medievali, in quanto qualche raffigurazione le vedeva metà donne e metà pesci. La loro presenza poteva influire sulla fecondità delle donne, sui raccolti e sulla pesca, ma potevano anche curare malattie come diversamente causare la morte. Come tutte le divinità erano dunque venerate e temute al tempo stesso. Un parallelismo lo si può riscontrare con le Ninfe della mitologia greca.

Nel tempo poi vennero associate a spiriti di giovani donne suicide per amore o annegate nei pressi di laghi e fiumi dai loro amanti o dalle loro madri. Quindi tornavano in quel luogo per trovare la pace dopo la giusta vendetta e quindi scomparivano. Si evince quindi che la demonologia ha influenze simili in ogni luogo del pianeta, in cui le probabili storie sono state tramandate oralmente spostandosi con i viaggiatori di luogo in luogo e assumendo in certi posti le fattezze più vicine al credo del popolo che vi abitava.

Quindi il “demone” non è affatto un’invenzione cristiana bensì un’invenzione del genere umano e un fenomeno universale. Di esempi come quelli delle Rusalka ce ne sono tantissimi altri. Quindi possiamo supporre che i demoni siano il risultato di incomprensioni di fenomeni corporei, specialmente di malattie o forze naturali raffigurate ai tempi con fattezze di fiere, bestie, animali temuti dall’uomo.

Demonologia di ieri e di oggi

La scena madre finita nel poster del film L'Esorcista (The Exorcist) del 1973
La scena madre finita nel poster del film L’Esorcista (The Exorcist) del 1973

La credenza nei demoni ha forse raggiunto il suo livello più basso nel XIX secolo, sebbene gli occultisti come William Fletcher Barrett (1844-1925) abbiano proposto le loro stesse gerarchie demoniache. All’inizio del XX secolo infatti, la demonologia era oramai fuori moda, anche negli ambienti occulti, ma durante il boom occulto degli anni ’60 e ’70, il tema della possessione demoniaca fu rianimato in circoli cristiani conservatori e fu ampiamente diffuso in libri e film come ad esempio il popolare L’Esorcista (The Exorcist) scritto da William P. Blatty nel 1971 con la sua trasposizione cinematografica del 1973 prodotta dallo stesso Blatty ma diretta da William Friedkin.

L’idea dei demoni divenne così una forza di divisione nella Chiesa, con alcuni ecclesiastici che rianimavano i rituali di esorcismo e altri che rimanevano irremovibili nella loro riluttanza a sostenere antichi concetti di demonologia. In ogni caso, l’aspetto sensazionalista della possessione demoniaca è in linea con il carattere apocalittico della vita moderna, e i demoni sono tornati a far parte del discorso teologico.

Oggi e soprattutto in Occidente dove la maggior parte dei credenti ha un background giudeo-cristiano, ha una nozione preconcetta di “demone”, catalogandolo nella stessa sfera del Satana cristiano e all’Inferno. In realtà un demone dovrebbe essere semplicemente considerato uno spirito malvagio in una mitologia legata a qualche specifica cultura. La demonologia non deve essere quindi collegata a credenze popolari e alla fede, bensì ad uno studio più storico e antropologico. E’ molto probabile che quegli esseri venerati e temuti chiamati demoni, potessero essere un tempo figure interpretative per spiegare cose allora sconosciute.

Studio della mitologia

La demonologia deve essere considerata quindi come lo studio della mitologia, sia quella superiore che si occupa degli antichi déi, sia di quella inferiore che si occupa di quegli esseri considerati malevoli, non solo demoni quindi, ma anche altri personaggi come ad esempio folletti, fate ed elfi, solo per citarne alcuni, che appartengono alla mitologia nordica. Dopotutto nella concezione del dualismo, gli esseri umani hanno sempre pensato alle due forze contrapposte e quindi se esiste il bene deve esistere anche il male, se esistono gli esseri dei cieli devono esistere anche quelli degli inferi.

Di demonologie ne esistono quindi diverse in correlazione con le varie mitologie: da quella sumera a quella greca, da quella norrena a quella afroamericana, oppure atzeca, persiana, nordica, indiana e così via. Studiare la demonologia non significa dover credere nell’esistenza dei demoni, ma studiare l’idea che c’è dietro quell’essere. Penso che proprio la ricerca di questo background sia la parte più affascinante dello studio demonologico, perché affronta la storia di una cultura, scavando nelle sue radici, non solo geografiche ma anche nei testi antichi, nel folklore, così come nella letteratura e nella sociologia.

I demoni e le malattie

Un altro aspetto interessante è quello legato alla malattia, in quanto molti miti demoniaci sono stati associati ad alcune parti del corpo umano e quindi hanno assunto il potere di fare ammalare quella specifica parte dell’uomo. Giusto per citarne qualcuno, Alzus è stato legato ai problemi alle articolazioni, Alfat a quelli del fegato, Mivar alla tubercolosi, Ulvar ai problemi all’utero quindi i fibromi, e ai problemi della pancia, etc.

Il demonologo, quindi, è la persona che studia la demonologia in questi termini, ovvero il mito dei demoni, comprese le loro funzioni sociologiche e psicologiche. Per cui definirsi demonologi ed eseguire esorcismi sono due cose che vanno in disaccordo con il significato reale del termine. Quindi Ed e Lorraine Warren, giusto per citare due importati personaggi che stanno avendo un ritorno di popolarità grazie ai film prodotti da James Wan (la serie The Conjuring e vari spin-off), non potrebbero essere considerati demonologi, anche se in realtà si sono definiti tali.

Per studiare la demonologia, si richiede quindi conoscenze storiche e archeologiche, ma anche teologiche, mitologiche e sociologiche. Altrimenti come si potrebbe comprendere un testo come il Dizionario Infernale di Collin de Plancy?
I demonologi non dovrebbero quindi mai dichiarare le proprie convinzioni sui demoni, semmai dovessero averne. Perché credere diviene una questione di fede e religione, che è al di fuori dello studio dei demoni come mito.

A tal proposito, prossimamente verranno pubblicati altri articoli dedicati alla demonologia, nello specifico dedicati ai demoni e alle loro origini, nonché alla relazione con le possessioni in ambito religioso.

error: Content is protected !!