Ada Emma Deane
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Ada Emma Deane: la Medium Fotografa che ha svelato il mondo degli Spiriti

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Ada Emma Deane è stata una figura centrale e controversa nella fotografia spiritica, un campo che mescolava arte, misticismo e ricerca psichica. Le sue fotografie, che sembravano catturare volti di spiriti, suscitavano meraviglia e scetticismo, attirando l’attenzione di studiosi e appassionati del paranormale. La sua carriera fu segnata da esperimenti pubblici di grande impatto, come le fotografie dell’Armistizio, ma anche da accuse di frode e critiche da parte di comitati investigativi. Nonostante le controversie, le opere di Deane continuano a sollevare interrogativi sul misterioso confine tra il visibile e l’invisibile.

Chi era Ada Emma Deane

Ada Emma Deane (1860-1957) dedicò gran parte della sua vita al lavoro come donna delle pulizie prima di intraprendere una carriera come medium fotografica all’età di 58 anni. Divenne celebre nel giugno del 1920, quando un volto aggiuntivo apparve in una delle sue fotografie, dando avvio alla sua notorietà nel campo del paranormale. Deane si distinse per la particolarità delle sue fotografie, in cui teste fluttuanti e senza corpo, ritenute manifestazioni spiritiche di defunti, si rendevano visibili.

Ada Emma Deane
Ada Emma Deane

La sua pratica di richiedere lastre fotografiche in anticipo, sostenendo di doverle “pre-magnetizzare” con i suoi poteri psichici, attirò numerose critiche, con molti scettici che la accusavano di frode. Questa procedura, secondo i detrattori, le avrebbe fornito l’opportunità di manipolare le lastre.

Tuttavia, dal novembre del 1924, le controversie diminuirono significativamente quando Ada Emma Deane Deane iniziò a condurre le sue sessioni alla WT Stead Borderland Library, una biblioteca creata per facilitare la comunicazione psichica con l’aldilà. In questo ambiente controllato, non aveva accesso diretto alle lastre fotografiche, e persino quando queste venivano sostituite senza che lei ne fosse informata, si verificarono comunque fenomeni paranormali.

Tra i suoi sostenitori spiccava Sir Arthur Conan Doyle, che ne difese l’integrità, sottolineando che la sua formazione semplice e la sua umile esperienza non avrebbero potuto permetterle di orchestrare una frode così sofisticata. Doyle, scrittore, medico e appassionato spiritualista, noto soprattutto per essere il creatore del celebre detective Sherlock Holmes, dedicò una parte significativa della sua vita allo studio e alla promozione del movimento spiritualista, un interesse che influenzò profondamente la sua reputazione e la sua vita personale.

Anche eventi documentati come quello riportato nel 1921 dal Journal of the ASPR, il giornale dell’American Society for Psychical Research (ASPR), contribuirono alla fama di Ada Emma Deane. Durante una seduta con la fotografa, Allerton F. Cushman, direttore dei National Laboratories di Washington, ottenne sulla lastra fotografica un ritratto della figlia, scomparsa l’anno precedente, un risultato che rafforzò l’aura misteriosa della medium.

Nonostante le critiche e i sospetti, Ada Emma Deane rimase una figura centrale nel panorama delle manifestazioni spiritiche britanniche, affermandosi come una delle medium fotografiche più discusse e studiate della sua epoca.

Le foto spiritiche dell’Armistice Day e le accuse di frode

Le fotografie più celebri di Ada Emma Deane furono scattate durante le commemorazioni del Giorno dell’Armistizio presso il Cenotafio di Whitehall, a Londra. In questa impresa fu affiancata da Estelle Wilson Stead (1879-1966), figlia di William Thomas Stead (1849-1912), celebre giornalista e spiritualista britannico. Durante i due minuti di silenzio dedicati al ricordo dei caduti della Prima Guerra Mondiale, Deane realizzò fotografie che sembravano catturare figure spettrali e volti di presunti spiriti di soldati caduti, sospesi sopra la folla. Alcuni di questi volti furono riconosciuti da diverse persone, rafforzando l’idea che le immagini potessero davvero rappresentare i defunti.

Questo particolare esperimento fu ripetuto per tre anni consecutivi, ottenendo risultati simili ogni volta e suscitando grande interesse e dibattito, tanto nel mondo spiritualista quanto tra i più scettici.

Il primo scatto di questo tipo risale al 1921, seguito da altri nel 1922 e nel 1923. Nel 1924, l’attesa per una nuova immagine era palpabile, tanto che diversi giornali si contesero i diritti di pubblicazione. Alla fine, fu il Daily Sketch (un quotidiano tabloid britannico, fondato a Manchester nel 1909) ad aggiudicarsi l’esclusiva, pubblicando la fotografia il 13 novembre 1924. L’immagine mostrava una nuvola sospesa sopra il Cenotafio, contenente numerosi volti apparentemente riconoscibili.

Ada Deane, foto dell'armistizio del 1923
Ada Emma Deane, foto dell’armistizio del 1923

Tuttavia, due giorni dopo, il Daily Sketch denunciò la foto come una frode. Un esame approfondito rivelò che i volti non appartenevano a eroi di guerra defunti, ma a persone viventi, tra cui noti pugili come il francese Battling Siki (pseudonimo di Louis Baye Fall, 1897-1925) e il britannico Jimmy Wilde (1892-1969). Per dimostrare l’inganno, il giornale pubblicò i ritratti degli atleti accanto alla fotografia incriminata, definendo Ada Emma Deane una «ciarlatana» responsabile di «una crudele frode ideata per ingannare persone ingenue e familiari in lutto».

Nonostante le critiche, i sostenitori di Deane difesero la medium, sostenendo che i volti nella fotografia fossero troppo sfocati per una sicura identificazione. Ada Emma Deane stessa replicò: «Se avessi voluto creare una foto fraudolenta, avrei mai scelto di usare volti tanto riconoscibili come quelli di calciatori o pugili famosi?»

Il Comitato Occulto del Magic Circle, una società britannica fondata nel 1905, dedicata alla promozione e alla tutela dell’arte della magia, pubblicò un rapporto che accusava Ada Emma Deane di frode. Tuttavia, il suo esperimento del 1922, ampiamente pubblicizzato dalla stampa, attirò grande attenzione.

Una testimonianza interessante arrivò da Herbert Dennis Bradley (1878-1934), commediografo, romanziere e industriale inglese, noto per il suo interesse nello Spiritismo e nella ricerca psichica. Bradley affermò di aver ricevuto un messaggio dal presunto spirito del cognato, W.A., riguardante la fotografia dell’Armistizio del 1923. Bradley raccontò nel suo libro Towards the Stars (1924) che il comunicatore gli aveva indicato la posizione esatta del suo volto nella foto, e una successiva analisi confermò questa descrizione.

Anche Topical Press Agency, un’agenzia fotografica britannica, rivelò che i “volti spiritici” erano in realtà immagini di sportivi viventi tratte dai loro archivi fotografici. Successivamente, nel volume 41 dei Proceedings of the SPR (1933), Fred Barlow (1903-1964), membro della Society for the Study of Supernormal Pictures (SSSP) incluse ulteriori accuse di frode contro Ada Emma Deane nel suo rapporto sulla fotografia spiritica.

Conan Doyle e la SPR in sua difesa

I Proceedings of the SPR (PSPR) sono una serie di pubblicazioni della Society for Psychical Research (SPR), fondata nel 1882 con l’obiettivo di esaminare in modo scientifico fenomeni psichici (psi) e paranormali. I Proceedings furono pubblicati per la prima volta nel 1882 e servivano come registro pubblico delle attività della SPR. Attualmente, sono riservati a contributi più estesi, come discorsi presidenziali, e vengono pubblicati solo occasionalmente. Per gli articoli più brevi e le ricerche in corso, la SPR pubblica il Journal of the Society for Psychical Research (JSPR), una rivista trimestrale attiva dal 1884.

Sir Arthur Conan Doyle (fonte: GettyImages)
Sir Arthur Conan Doyle

Stead, nel suo opuscolo Faces of the Living Dead, ha stampato alcuni documenti inediti, tra cui una lettera di Sir Arthur Conan Doyle (1859-1930) indirizzata al direttore del Daily Sketch. In questa lettera (25 novembre 1924), il Daily Sketch aveva affermato che Ada Emma Deane fosse stata espulsa dal Psychic College, un’accusa successivamente smentita dallo stesso istituto e mai confermata ufficialmente dal quotidiano.

Inoltre, il giornale dichiarò che un simile effetto fotografico poteva essere facilmente replicato. In risposta, Estelle W. Stead pubblicò un annuncio in cui offriva 100 sterline a chiunque fosse in grado di riprodurre una fotografia simile, rispettando le stesse condizioni. Tuttavia, il Daily Sketch non diede alcuna visibilità all’iniziativa.

«Con la signora Deane, a casa mia, ci siamo assicurati un’eccellente foto di mio padre (vedi Figura 30). È vero, la signora Deane aveva in anticipo le lastre da “magnetizzare”, ma ciò non le avrebbe permesso di produrre un’immagine inconfondibile di qualcuno che non aveva mai visto – una somiglianza che non avrebbe potuto essere prodotta da nessuna fotografia esistente, nel caso molto improbabile di averla ottenuta. Inoltre non è essenziale, in ogni caso, che la signora Deane abbia in anticipo le piastre da magnetizzare. In più occasioni i membri della S.S.S.P. hanno, all’insaputa della signora Deane, sostituito un nuovo pacchetto di piatti non aperto con il pacchetto non aperto che aveva con sé, senza interferire con il successo dell’esperimento.» Firmato: Frederic Lewis.

The Case for Spirit Photography (1923) di Arthur Conan Doyle

L’intero caso presentato dal giornale si basava su una presunta somiglianza tra i volti di alcuni atleti fotografati e quelli presenti nella foto del cenotafio. Sir Arthur Keith (1866-1955), considerato una delle massime autorità nel campo dell’antropometria e dell’anatomia comparata, espresse un giudizio definitivo: nessuno dei volti analizzati risultava identico. Doyle, che era un fervente sostenitore dello Spiritismo e lo difendeva strenuamente anche nelle situazioni più controverse, interpretò l’intera vicenda come l’ennesimo esempio di trattamento fazioso riservato agli spiritualisti da una certa stampa ostile.

A tal proposito, Estelle W. Stead aggiunse inoltre questa testimonianza nel suo opuscolo:

«Conosco la signora Deane e ho lavorato con lei negli ultimi quattro anni e ho la massima stima per la sua onestà e integrità di intenti. Conosco bene le sue macchine fotografiche, sia dentro che fuori, avendole esaminate così spesso, anche le diapositive scure utilizzate per queste sedute. Sia le macchine fotografiche che le diapositive vengono lasciate continuamente nel mio studio per giorni interi, e io e altri abbiamo molte opportunità di esaminarle a nostro piacimento. Le lastre vengono sempre sviluppate nella mia camera oscura, e posso assicurare a quei coraggiosi campioni che spiegano così disinvoltamente come queste vengono “falsificate” che non ci sono piatti di sviluppo con basi trasparenti in xilonite lasciate sul tavolo della camera oscura, né luci elettriche nascoste nella mia camera oscura. Utilizziamo piatti di porcellana, che vengono lavati dopo ogni seduta.»

Faces of the Living Dead: Remembrance Day Messages and Photographs (1925) di Estelle Wilson Stead

Nonostante le argomentazioni a favore di Ada Emma Deane, lo scandalo danneggiò gravemente la sua reputazione. Pur continuando a lavorare come medium fotografica per diversi anni, Deane decise di non immortalare mai più le commemorazioni del Giorno dell’Armistizio.

L’incontro con Hereward Carrington

Hereward Carrington
Hereward Carrington

Il parapsicologo Hereward Carrington (1880-1958), noto investigatore del paranormale, ha riportato le sue esperienze con Ada Emma Deane nel Journal of the American Society for Psychical Research (maggio 1925), descrivendo un incontro avvenuto il 5 settembre 1921. Deane, celebre per le sue fotografie spiritiche, fu sottoposta a un esperimento controllato per verificare l’autenticità delle sue capacità.

Durante la sessione, Carrington predispose rigorose condizioni per evitare frodi, includendo l’uso di apparecchiature fotografiche fornite da lui stesso e la presenza di testimoni neutrali. Le immagini sviluppate rivelarono alcune anomalie; contrariamente a quanto spesso erroneamente riportato su molti siti web, non si trattava di volti, ma di segni che non erano fisicamente presenti al momento dello scatto.

«Su tre delle mie sei lastre, tuttavia, apparivano segni curiosi (non volti). Sulle tavole M e N questi segni sono semplici macchie, che anch’esse non sono probatorie, sebbene, penso, curiose.»

Experiences in Psychic Photography – articolo di Hereward Carrington (ASPR Journal vol. 19, maggio 1925)

Pur affascinato dai risultati, Carrington mantenne un atteggiamento prudente, sottolineando l’impossibilità di escludere manipolazioni tecniche o errori di interpretazione senza ulteriori indagini. Questo approccio scientifico e critico segnò un passo importante nella ricerca sui fenomeni spiritici, contribuendo al dibattito sull’autenticità delle manifestazioni paranormali.

L’anno successivo, Carrington ottenne risultati intriganti, tra cui l’apparizione di particolari luci simili a comete e il volto di una donna su lastre fotografiche precedentemente segnate in segreto con raggi X. Tuttavia, poiché queste lastre erano rimaste sotto la custodia di Ada Emma Deane per un certo periodo, Carrington non ritenne valide le immagini come prove conclusive.

La collaborazione con Frederick Bligh Bond

Frederick Bligh Bond (1864-1945), archeologo e ricercatore psichico, si interessò alla fotografia spiritica, indagando la possibilità di catturare forme-pensiero attraverso l’obiettivo. Lavorò con la fotografa Ada Emma Deane per esplorare questa teoria.

I risultati delle loro ricerche furono menzionati nel libro Thought Forms: A Record of Clairvoyant Investigation (1908) dell’esoterista Annie Besant (1847-1933) e del teosofo Charles Webster Leadbeater (1854-1934), un testo fondamentale per lo studio delle manifestazioni energetiche e spirituali. Questa collaborazione contribuì ad ampliare il dibattito sulla realtà delle forme-pensiero e sulla loro rappresentazione visiva, posizionando Bond come una figura chiave nell’intersezione tra Spiritualismo, fotografia e scienza esoterica.

Un Ponte tra Sacro e Paranormale

Ada Emma Deane aveva una tecnica davvero particolare per imprimere ritratti di spiriti sulle lastre fotografiche. Posizionava i palmi delle mani direttamente sulla superficie della lastra, un gesto che ricorda molto l’imposizione delle mani usata nei rituali religiosi. Ad esempio, i pentecostali e i ministri revivalisti impiegavano questa pratica come metodo di benedizione, invocando lo Spirito Santo durante cerimonie come le ordinazioni, le guarigioni e i battesimi. Ada, però, reinterpretò questo gesto per adattarlo alla sua missione: evocare e comunicare con gli spiriti attraverso un medium umano, lei stessa.

Questo approccio ricorda anche fenomeni storici e religiosi come la formazione dell’immagine di Cristo sul Velo della Veronica o sulla Sindone di Torino. In quei casi, l’immagine sacra si sarebbe formata attraverso un contatto diretto e miracoloso, proprio come avveniva con le fotografie spiritiche di Ada Emma Deane. In alcuni ambienti, queste fotografie erano considerate miracolose quanto quelle reliquie: entrambe catturavano un’immagine che, secondo la scienza, non sarebbe dovuta esistere. E proprio come le reliquie, le fotografie spiritiche erano viste come prove tangibili della presenza e della natura soprannaturale dei soggetti rappresentati.

Ada Emma Deane, tra l’altro, sembrava ispirarsi consapevolmente a questa iconografia sacra. In un suo ritratto degli anni Trenta del secolo scorso, appare con un’espressione serena, il viso incorniciato da un drappo traslucido che si diceva fosse ectoplasma. Questa immagine ricorda il fazzoletto del Velo della Veronica raffigurato nell’arte sacra, ma ha anche un richiamo biblico: il velo che Mosè usava per coprire il volto dopo aver incontrato Dio sul monte Sinai.

George Henslow
George Henslow

Oltre a queste fotografie straordinarie, nel mondo del paranormale esisteva un altro fenomeno intrigante legato alla fotografia: gli psicografi. Questi erano messaggi scritti che comparivano sulle lastre fotografiche sviluppate al buio o senza l’uso di una fotocamera. Potevano essere sermoni, passaggi della Bibbia o lettere. George Henslow (1835-1925), sacerdote e scienziato anglicano, riteneva che questi testi non si formassero al momento dello sviluppo, ma che fossero preparati su tavolette prima della loro “trasmissione”.

Questi fenomeni evocano anche altre storie legate a rivelazioni soprannaturali. Ad esempio, le lastre sottili e malleabili che, secondo la tradizione mormone, furono donate nel 1827 dall’angelo Moroni a Joseph Smith (1805-1844) e che contenevano il testo originale del Libro di Mormon (uno dei testi sacri del mormonismo). Anche nella preistoria della fotografia troviamo parallelismi: nel XVIII secolo, lo scienziato tedesco Johann Heinrich Schulze (1687-1744) aveva scoperto che il cloruro d’argento si scuriva alla luce, riuscendo a trasferire scritti su superfici trattate con questo composto.

Insomma, il lavoro di Ada Emma Deane e la fotografia spiritica in generale sembrano intrecciarsi con miti, scienza e religione, creando un ponte affascinante tra mondi visibili e invisibili.

Conlcusioni

La storia di Ada Emma Deane si colloca al confine tra spiritualismo e scetticismo, in un’epoca in cui il desiderio di contattare i defunti era alimentato dal trauma collettivo della Prima Guerra Mondiale. Le sue fotografie, considerate da alcuni come testimonianze di fenomeni ultraterreni, hanno catturato l’immaginazione di una società ancora segnata dalla perdita e dalla sofferenza. Tuttavia, la controversia legata alla presunta falsificazione di uno dei suoi scatti più famosi ha sollevato dubbi sull’autenticità del suo lavoro e, più in generale, sulle pratiche dello spiritualismo fotografico.

Da un lato, Ada Emma Deane è stata vista come una figura capace di offrire conforto a chi cercava segni di continuità tra la vita e la morte, proponendo immagini che evocavano la possibilità di un legame eterno con i propri cari scomparsi. Dall’altro, le accuse di frode e la scoperta di elementi sospetti nelle sue opere hanno fatto di lei un esempio delle ambiguità che circondano il mondo del paranormale. La vicenda della fotografia del Giorno dell’Armistizio del 1924, in particolare, ha messo in evidenza quanto fosse sottile la linea tra fede e inganno in quel contesto storico.


Foto di Ada Emma Deane del 1922, scattata nel momento esatto dell'armistizio in cui apparvero le "comparse spirituali"
Foto di Ada Emma Deane del 1922, scattata nel momento esatto dell’armistizio in cui apparvero le “comparse spirituali”
Foto dell'armistizio scattata poco prima dell'undicesima ora dell'undicesimo giorno (Ada Emma Deane)
Foto dell’armistizio scattata poco prima dell’undicesima ora dell’undicesimo giorno (Ada Emma Deane)

Il suo caso riflette anche il fervore mediatico dell’epoca. Il fatto che un tabloid come il Daily Sketch abbia prima promosso il suo lavoro per poi demolirne la reputazione dimostra come i media abbiano avuto un ruolo cruciale sia nel costruire che nel distruggere la figura pubblica di Ada Emma Deane. La vicenda, tuttavia, non si limita a essere una semplice questione di autenticità o frode: è anche una testimonianza del bisogno umano di speranza e significato in un periodo di incertezza e dolore collettivo.

Nonostante il colpo subito alla sua credibilità, Ada Emma Deane rimane una figura intrigante nella storia dello Spiritualismo, un esempio emblematico di una stagione culturale in cui il paranormale e il soprannaturale venivano visti come risposte possibili alle domande fondamentali sull’esistenza e sull’aldilà. Il suo lavoro, pur controverso, ha aperto un dibattito che continua ancora oggi, alimentando discussioni su temi quali l’autenticità delle esperienze spirituali, l’influenza della suggestione e il ruolo delle emozioni nella percezione del soprannaturale.

A distanza di un secolo, la storia di Ada Emma Deane e delle sue fotografie resta un capitolo affascinante di quel vasto intreccio tra scienza, fede e mistero. Che si tratti di una pioniera mal compresa o di una truffatrice abile, il suo nome è destinato a essere ricordato come parte di una narrazione più ampia che esplora i confini dell’umano e l’eterno desiderio di guardare oltre il velo dell’invisibile.

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